germano lanzoni milanese imbruttito

"FACCIO IL MILANESE IMBRUTTITO MA GUIDO UNA PANDA" - GERMANO LANZONI, 55 ANNI, È L'INTERPRETE DEL PERSONAGGIO CHE PIGLIA PER IL CULO I TIC DI MILANO: "HO INIZIATO FACENDO IL GIULLARE NEI VILLAGGI TURISTICI. DAL 2002 SONO LO SPEAKER DEL MILAN. MA LA PRIMA VOLTA MI URLARONO 'SCEMO' FACENDO DEI GESTI IRRIPETIBILI. HO L'ATTICO, SÌ MA A BRUSUGLIO DI CORMANO, NON IN CENTRO. SPOSARMI? HO DETTO ALLE MIE FIGLIE CHE 20 O 30 MILA EURO PREFERISCO SPENDERLI PER IL BOX…" - VIDEO

 

Maurizio Donelli per il “Corriere della Sera

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 6

«Le giro il contatto della team manager, è lei che gestisce il mio calendar». Replica così, via WhatsApp, quando gli chiediamo un appuntamento per l'intervista. In fondo, il Milanese Imbruttito poteva reagire altrimenti (what else?, direbbe lui)? E, un paio di giorni dopo, eccolo Germano Lanzoni, 55 anni, camicia azzurra, giacca blu, sneakers bianche e sorriso da simpatica canaglia.

 

Chi risponde alle domande? Germano o l'Imbruttito?

«Facciamo che risponde il Gegio».

 

Prego?

«È il mio soprannome. Mi chiamano tutti così fin da quando ero un ragazzo».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 7

Il più simpatico della compagnia?

«Ho cominciato tardi a fare il giullare. Nasco come animatore di contatto in un villaggio turistico di Crotone, il Casa Rossa».

 

L'animatore di contatto sarebbe quello che tormenta i turisti con il gioco aperitivo, la ginnastica in acqua...

«Precisamente. Ma non c'è niente di meglio per imparare a relazionarsi e aprirsi con le persone. Mi sono molto divertito in quegli anni. Pensi che il capo comico del villaggio era Michele Foresta, il mago Forest; e la parte musicale era affidata a Silvano Belfiore, quello che oggi dirige l'orchestra nei programmi di Maurizio Crozza. Detto questo, il mio benchmark artistico è sempre stato papà».

 

Era un attore?

«Macché, un operaio. Precisamente un giuntista. Un simpaticissimo donnaiolo impenitente. Aveva Tinder inside. Dotato di una specie di gps naturale per individuare le belle ragazze. E naturalmente corteggiarle.

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 3

Se durante un intervento individuava l'appartamento di una signora piacente, le sabotava di proposito il telefono per poter ricevere la chiamata e andare a riparare il "guasto". Purtroppo non c'è più. Pensi che un giorno in ospedale, ormai nelle ultime settimane di vita e molto anziano, mi ha chiesto di accompagnarlo in bagno.

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 2

Camminava a fatica attaccato al sostegno della flebo. A metà corridoio si è fermato di colpo e mi ha detto in dialetto, così, dal niente: "Germano, a mi me piasen i dònn". In realtà ha detto che gli piaceva qualcosa di più specifico, ma il senso è quello... Era figlio di una Milano incredibile e vivissima. Per esempio mi raccontava sempre la storia del conte».

 

Quale conte?

germano lanzoni il milanese imbruttito 13

«Un suo amico, povero in canna, che si faceva prestare camicie e pantaloni eleganti e poi andava da Cova in via Montenapoleone cercando di accalappiare qualche ricca signora da poter sposare per sistemarsi. E andò proprio così. Più o meno: quella che poi sposò, conosciuta ai tavolini del Cova, era una tipa che si era fatta prestare anche lei i vestiti... Parlo sempre di queste cose nei miei spettacoli».

 

Quali spettacoli?

«Mi esibisco in due locali milanesi quasi ogni settimana. Il palcoscenico non lo mollo per alcuna ragione. Ho fatto la scuola di recitazione di Marina Spreafico all'Arsenale, un patrimonio di conoscenza che non voglio abbandonare. Conservo ancora incorniciate le 50 mila lire guadagnate (in black) con il primo spettacolo al Derbyno in via dei Missaglia, in coppia con Gianfranco Balestrini. Avevo 25 anni e volevo soprattutto diventare bravo, non famoso».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 14

E poi?

«Poi ne ho fatte di ogni. Compresa la comparsa a Drive in. Ha presente quelli che stavano in mezzo alle macchine e dovevano ridere alle battute? Ero uno di loro. Ogni tanto qualcuno veniva mandato via perché non rideva abbastanza. Poi un giorno sono stato contattato da radio Deejay per presentare la tappa di un tour itinerante in piazza del Cannone a Milano. Era la vigilia della partenza per le vacanze in Grecia con Paola, la mia fidanzata di allora. Le ho detto; "Tranqui , un paio di serate e ti raggiungo in spiaggia".

Invece non mi sono più fermato per 47 giorni. E Paola, inevitabilmente, mi ha mollato».

 

La radio, altra grande passione.

germano lanzoni il milanese imbruttito 4

«Devo tanto a RDS».

 

Spieghi.

«Capodanno del 1999. Quello del passaggio del millennio. Il 31 dicembre sono a Roma. Mi chiamano dalla radio: "Preparati, questa sera devi essere in piazza Duomo a Milano per il countdown. Sarai in diretta su Canale 5. Cominci alle 21". Prendo di corsa un aereo. Non c'era copione, non c'era scaletta. Sono salito su quel palco con 100 mila persone davanti e dovevo improvvisare».

 

Panico.

«Beh, a quel punto è tornato fuori l'animatore del villaggio turistico che era in me. E ho cominciato: "Potevate essere a casa con i parenti! Potevate essere al ristorante a spendere un botto di soldi per un cocktail di scampi! E invece siete qui! Grazie Milanooooo!". A quel punto il delirio fino a mezzanotte e oltre, tutto improvvisato».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 12

Praticamente, una prova generale di quello che lei fa oggi a San Siro quando gioca il Milan.

«Esatto. Solo che la prima volta sotto la curva Sud è stata drammatica. Era il 2000. RDS era partner del Milan e noi conduttori avevamo il compito di intrattenere i tifosi con un po' di musica prima della partita. Fino a quel giorno l'aveva fatto Francesco Pasquali che una domenica, con lo stadio già pieno, ha però deciso di passarmi il microfono. "Vi presento Gegio!", ha urlato. E dalla curva è partito il coro: "Sceeeemo, Sceeeeemo...". C'era un tipo inconfondibile per la sua maglia color puffo che dagli spalti mi faceva gesti irripetibili. Mi ha tormentato tutto il pomeriggio. Non l'ho mai dimenticato e mai lo dimenticherò».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 9

Oggi con i tifosi il rapporto è ben diverso.

«Ed è bellissimo. Mi emozionano ogni volta che leggo le formazioni (lo faccio dal 2002) finisce sempre che mi tremano le mani. E pensare che non sono mai stato un grande appassionato di calcio, non ci ho mai giocato, amavo il basket».

 

Da dove guarda la partita?

«Dal campo. E capisco poco di quello che succede. Una volta non mi sono nemmeno accorto che avevano annullato un gol a Theo Hernandez e quando ho visto la palla in rete ho cominciato a gridare: "Cooooon il numero 19 ha segnato...". Poi, subito dopo, ho dovuto scusarmi».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 8

E con i calciatori che rapporto ha?

«Sono ragazzi troppo giovani rispetto a me e sempre super concentrati. Fuori da San Siro non frequento nessuno di loro. Ricordo però con piacere Clarence Seedorf che durante un riscaldamento pre-partita interruppe la corsa per venire a stringermi la mano. Un bel gesto».

 

Come nasce l'Imbruttito?

«L'idea è dei tre founders della leggendaria pagina Facebook».

 

Milanesi?

germano lanzoni il milanese imbruttito 5

«Per niente: Marco De Crescenzio è di Taranto, Tommaso Pozza è di Padova e Federico Marchisio è di Varese. Mi hanno scelto dopo aver visto alcuni sketch del Terzo segreto di Satira. Avevano bisogno di qualcuno che interpretasse il modo di parlare e i tic dei milanesi».

 

Facciamo qualche esempio di questi tic?

«Certo. L'Imbruttito mentre si lava i denti, con l'altra mano cancella le tracce di dentifricio dal lavabo; mentre chiude la porta di casa, contemporaneamente chiama l'ascensore; al semaforo non aspetta il verde ma scatta quando è rosso per i pedoni; non dice mai no a un invito ma "ti raggiungo dopo". E ovviamente si muove solo in macchina e non con gli spostapoveri: metropolitana, tram, autobus...».

 

Il suo alter-ego è il Giargiana.

«Precisamente. Giargiana sono tutti coloro che abitano appena fuori dalla circonvalla. E che, rispetto all'Imbruttito, non pensano solo ed esclusivamente alle due «f»: dove la seconda «f» sta per fatturato».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 11

Nei vostri sketch e nel film «Mollo tutto e apro un chiringuito» il Giargiana è interpretato da Valerio Airò.

«Attore comico incredibile. È stato scoperto perché con il suo accento piacentino si era presentato al provino per un film proponendosi per interpretare la parte di un personaggio lucano. E lì hanno detto: o è un fesso o un genio. Era giusta la seconda».

 

Ma lei, Germano Lanzoni detto Gegio, è un imbruttito nella vita di tutti i giorni?

«Quando sono in macchina decisamente».

 

E chissà che macchina...

«Non ci crederà ma ho una Panda. Una volta al semaforo un tipo su una Volvo mi ha riconosciuto e m'ha detto: "Uè, Imbruttito, cosa ci fai sulla Panda?! Un tipo come te deve viaggiare in Cayenne...».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 10

Ma almeno abita all'interno della «circonvalla»?

«Macché, vivo a Brusuglio di Cormano. In un attico, è vero, ma a Brusuglio...».

 

Giargianissimo.

«Totale. Con i miei abitavamo a Milano, vicino alla stazione Centrale. Poi papà ha comprato questa casa fuori città e ora ci vivo con la mia compagna Lara Bogni, che è una danzatrice, e le nostre gemelle di 15 anni. Loro vorrebbero che dopo vent'anni ci sposassimo, più che altro per la festa».

 

E vi sposerete?

«Ho spiegato alle ragazze che 20, 30 K preferisco spenderli per comprarmi un box».

 

germano lanzoni il milanese imbruttito 1

Risposta che avrebbe potuto dare il Dogui, ovvero il leggendario Guido Nicheli. Si sente il suo erede?

«Era un grandissimo Imbruttito. La differenza con me è che "Alboreto is nothing" lui avrebbe potuto dirlo anche fuori dal set, chiacchierando con gli amici. Perché era così nella vita.

 

A me piacerebbe essere considerato piuttosto l'erede di Giuseppe Moncalvo, attore che coraggiosamente nel 1800, davanti agli austriaci che sorvegliavano il palcoscenico e spesso lo portavano in galera, interpretava il Meneghino, una maschera storica che non indossa la maschera. Proprio come il milanese Imbruttito».

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”