patrizia valduga

SESSO AL TEMPO DEL COVID – DAGO: È POSSIBILE FAR ENTRARE IL MARE IN UN BICCHIERE? CON LE ‘’POESIE EROTICHE” DI PATRIZIA VALDUGA, SI PUÒ - LEI SE NE STRAFOTTE DEL TIMORE CATTO-BORGHESE DELLA CARNE E DEI SUOI PIACERI E IL SUO TURPILOQUIO DI IMMAGINI CRUDE RISUONA COME IL MIGLIOR VACCINO PER LA MENTE OFFESA DAL VIRUS, SPEGNITOIO DI OGNI CONCUPISCENZA: “VUOI IL CAZZO? VUOI LA LINGUA? VUOI LE DITA?/ O VUOI UN SESSANTANOVE LATERALE?”. 

patrizia valduga

Roberto D’Agostino per VanityFair.it

 

Patrizia Valduga

Scenate da una relazione, da un fidanzamento, da un matrimonio. Lei: "E stato creato e messo al mondo per mostrare fino a che punto si può sviluppare la bestialità umana". Lui: "Non esiste in natura qualcosa di realmente "perfetto" salvo la stupidità di mia moglie". Lei: "E' uno che crede che il plutonio sia il cane di Topolino". Lui: "Non la odio affatto, semplicemente non capisco come uno non possa odiarla".

patrizia valduga

 

Sotto il covid-killer, far rifiorire passione e piaceri "disattivati" da lockdown, mascherine e ansia di contagio non è difficile: è quasi impossibile. "Quasi" perché esiste la poesia. "La poesia è la preghiera di quelli che non sanno pregare", lo dicevano i romantici tedeschi. Ma perché è bello un certo verso, magari di Dante? Perché è un bacio alla nostra anima il verso “Conobbi il tremolar della marina?”.

 

patrizia valduga e giovanni raboni

Negli anni Sessanta Italo Calvino spiegò, mirabilmente: “La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere”. Un altro letterato, inglese questa volta, disse: “Life doesn’t repeat itself, it rhymes”. La vita non si ripete identica, ma fa rima. Ritorna in rima. Ritorna nella forma della somiglianza, dell’assonanza. Non conosce “condizioni” vincolanti. Come la poesia di Patrizia Valduga.

 

patrizia valduga

Nella sua raccolta ‘’Poesie erotiche’’ (Einaudi, 2018) - un capolavoro rimosso, invisibile - il sesso si insinua con il vocabolario più esplicito tra la vita e la morte per scassinare quella porta che permette di evadere dalla prigionia della nostra attuale esistenza scorticata dai tamponi e bollinata dagli scanner a forma di pistola puntata sulla fronte (quelli che ieri chiamavamo banalmente termometri).

 

Al termine di un anno di pandemia, la frustrazione preme e il desiderio freme, tanto per far rima. Più che il denaro, siamo in astinenza del contatto di una mano, di una carezza, di un bacio. Il virus ha bannato, criminalizzandolo, lo “spirito animale” che innerva l’immaginario dell’essere umano.

patrizia valduga

 

Che fare? Scappiamo nella casetta di mezza montagna ereditata dai nonni con il quadretto sulla parete di abete che recita così: "O beata solitudo, o sola beatitudo"? Meglio gettarsi sulla battuta di Oscar Wilde: "L'unica differenza tra un santo e un peccatore è che il santo ha un passato, e il peccatore un futuro".

 

Così, alla ricerca della corporalità perduta, arrivano in pronto soccorso i lampeggianti versi della Valduga che se ne strafotte del timore catto-borghese della carne e dei suoi piaceri e il suo turpiloquio di immagini crude risuona come il miglior vaccino per la mente offesa dal virus, spegnitoio di ogni concupiscenza. Del resto, lo sappiamo: la principale malattia dei sensi si chiama sensualità e si cura con esercizi di "senso vietato". Vediamo che cosa accade nella casa mentale della Valduga:

patrizia valduga

 

“Non affogarmi in notti tanto nere / se prima non mi apri nel cervello / la porta che resiste del piacere. / Ora lo sai: ho bisogno di parole. Devi imparare a amarmi a modo mio. / È la mente malata che lo vuole: / parla, ti prego, Cristoddio!“

 

Ancora: "Stringo il culo a ogni colpo... e apro la fica / intorno alle sue dita... / Ma sento male... meglio che lo dica... / Dica che? scimunita!, / che mi ha rimescolata in tale modo / che non so dire più se soffro o godo?".

 

Bis! “Osceno e sacro l’amore delibera / Stessa sede per sé e per gli escrementi /

Se non mi leghi io non sarò mai libera / Né casta mai se tu non mi violenti.”

patrizia valduga

Finale in equilibrio tra anima e corpo: “Vuoi il cazzo? vuoi la lingua? vuoi le dita?/ o vuoi un sessantanove laterale?”. 

 

Che cosa fa la nostra spericolata poetessa, Shahrazad milanese di “Mille e una notte”? ci chiediamo trepidanti. Scherza col fuoco? Dimentica il filo del rasoio su cui volteggia il desiderio e la carne? Sta provocando la nostra follia intorpidita? No, ci sta rieducando alla vita.

 

Ci sta dicendo, con l’incauta, irresistibile sfacciataggine della poesia – l’oscenità fa capolino nella poesia sin dalle sue origini – che il sesso non è una relazione io-tu. E' una relazione tra l'io e la mia follia. Un modo di conoscere il mio immaginario.

 

patrizia valduga e giovanni raboni

Sicché quando i soliti noti ci sorprendono a leggere un libro di poesie di Patrizia Valduga e ci chiedono: a che servono questi versi volgari e inutili?, bisogna avere la forza di rispondere con cortese fermezza: a niente. Tutt’al più a comprare il tempo necessario per uscire dal tunnel del Covid. A vivere mille e una notte in più. E meglio. A nient’altro.

 

 

patrizia valduga con Vittorio Gassmanpatrizia valdugapatrizia valduga

 

Ultimi Dagoreport

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...