sonia bergamasco fabrizio gifuni

SONIA BERGAMASCO MEMORIES: "CON CARMELO BENE FINÌ CON UNA GRANDE LITIGATA. STAVAMO PREPARANDO "LA FIGLIA DI IORIO", NON GLI ANDAVA BENE NULLA. ME NE ANDAI. FORSE FU GIUSTO COSÌ" - "STREHLER? GRANDE VECCHIO. CHECCO ZALONE? COME I VERI COMICI PRIMA SCRIVE, POI IMPROVVISA. IL MATRIMONIO ULTRAVENTENNALE CON FABRIZIO GIFUNI? NON HO RICETTA DA SUGGERIRE...LA MILANO DA BERE? RICORDO CON ORRORE I PANINARI, CON LA FACCIA ARANCIONE PER LE LAMPADE” - L'INTERPRETAZIONE DI MARGHERITA SARFATTI PER RAISTORIA

ALDO CAZZULLO per il Corriere della Sera

 

 

Sonia Bergamasco, lei diventerà Margherita Sarfatti per RaiStoria.

sonia bergamasco

«Era una formula rischiosa. Non una fiction; un'intervista, in cui pronuncio le parole precise della Sarfatti. Il rischio "cartolina" era dietro l'angolo. Non ho cercato di trasformarmi, alla ricerca di una somiglianza fisica impossibile. Mi sono documentata, ho letto molto. Ho scoperto una figura tragica ed emblematica».

 

Lei è una donna di sinistra. Non la imbarazza impersonare l'amante del Duce?

«Margherita Sarfatti merita di essere tolta dal letto di Mussolini e restituita a se stessa. È una donna travolta dalla storia, e da quello che non ha saputo vedere, se non troppo tardi».

 

La Sarfatti «inventò» Mussolini.

sonia bergamasco

«Ed ebbe un ruolo fondamentale non solo nel creare l'estetica del regime, ma nel percorso che portò alla nascita del fascismo e al colpo di Stato. Inseguì una sua idea di potere e di un'Italia nuova. C'è in lei, accanto a una grande intelligenza e acutezza, qualcosa di opaco, di torbido.

 

Lei vide la violenza delle squadre fasciste. Lei vide morire Matteotti. E alla fine fu vittima dell'uomo e della dittatura che aveva contribuito a costruire. La sua figura venne prima oscurata, poi cancellata, quindi perseguitata. Sua sorella morì nei lager. Lei dovette lasciare il suo Paese e fuggire in Sud America. Espulsa prima culturalmente, poi fisicamente».

 

Che donna era?

«Colta, profonda. E segnata dal dramma: fin da quando perde il figlio, Roberto, che parte volontario per la Grande Guerra a diciassette anni, infuocato dai discorsi che ha ascoltato in casa, e cade al primo assalto.

 

sonia bergamasco foto di bacco

Per questo credo che alla fine, dopo le leggi razziali, l'esilio, la catastrofe della seconda guerra mondiale, Margherita provasse un rimorso profondo per come erano andate le cose. È una figura estremamente complessa. Ma andava affrontata. Tanto più in un progetto dedicato alle donne e inventato da una produttrice donna, Gloria Giorgianni».

 

Com' è invece la sua storia? Lei è milanese.

«Sono cresciuta al QT8: Quartiere Triennale ottava. Un esperimento, all'ombra della montagnetta di San Siro: una zona oggi molto bella, all'epoca meno. A diciotto anni sono andata a vivere per conto mio, sui Navigli».

 

Era la Milano da bere.

sonia bergamasco

«Un periodo grigio, opprimente, faticoso. Ricordo con orrore i paninari, con la faccia arancione per le lampade, vestiti tutti uguali». Lei suonava il pianoforte. «Lasciai il Beccaria per fare il liceo interno al conservatorio. Lì incontrai il mio primo maestro: Quirino Principe, germanista e musicologo, che aveva tradotto Il Signore degli Anelli ».

 

Il teatro per lei comincia con Strehler.

«Non avevo nessuna esperienza. Feci tre provini, pescando dalle mie letture: Cassandra di Christa Wolf, Guido Cavalcanti e il monologo di Winnie da Giorni felici di Beckett. L'ultimo provino l'ho rivisto di recente: inguardabile, ho chiesto di non mostrarlo mai a nessuno... C'era anche lui, Strehler».

 

Grande seduttore.

«Grande vecchio, personaggio leggendario per la città, con quella bellissima testa bianca. La musica è stata la mia chiave d'accesso, il mio modo storto di entrare in relazione con il teatro: in maniera musicale, solfeggiata».

 

Poi l'incontro con Carmelo Bene.

«Un altro grande. Esagerato in tutto. Non era vecchio ma era già malato. Ne ho un ricordo bellissimo. Un anno e mezzo di studio, e poi da sola con lui sul palcoscenico per il suo Pinocchio . Finì con una grande litigata».

Cioè?

«Stavamo preparando La figlia di Iorio , quando scattò la sua fase distruttiva. Non gli andava bene nulla. Gli dissi che era lui ad avermi scelta, e sarei potuta andarmene. Me ne andai. Forse fu giusto così».

 

fabrizio uni sonia bergamasco foto di bacco

Lei ha lavorato con Bertolucci e Castri, ma pure con Checco Zalone: era la sua persecutrice in Quo Vado. Com' è stato?

«Molto impegnativo. Come i veri comici, Checco prima scrive, poi improvvisa. Una grandissima scuola».

 

Lei è anche la fidanzata di Montalbano...

 «Sono entrata rischiosamente in un racconto già iniziato: il pubblico si era affezionato alle due Livia precedenti. Mi hanno aiutato Luca Zingaretti e un gruppo di lavoro formidabile»

 

E la moglie di Antonio Albanese in Come un gatto in tangenziale.

«Ora stiamo girando il seguito: Ritorno a Coccia di morto . Antonio è un autore. Lo ricordo ragazzo leggere le poesie di Caproni. Fiero delle sue radici siciliane, che fanno di lui un lombardo doc; i lombardi purosangue non esistono, anch' io ho una mamma napoletana».

sonia bergamasco

 

Lei è stata anche la mamma di Massimo Ranieri, che è molto più anziano di lei, nel film di Roberta Torre ispirato a Riccardo III.

 «Facevo la regina madre. Quattro ore e mezzo di trucco prostetico per invecchiarmi».

 

Ed è la terrorista ne La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana.

 «Giulia me la porto dentro. È un film che ci ha segnati e uniti per sempre: Luigi Lo Cascio, Alessio Boni, Maya Sansa, Jasmine Trinca, Claudio Gioè, Valentina Carnelutti, Adriana Asti. Ovviamente, Fabrizio».

sonia bergamasco

 

Con Fabrizio Gifuni siete sposati da oltre vent' anni. Per un'attrice e un attore, quasi un miracolo.

«Non ho ricette da suggerire. Ci siamo conosciuti lavorando, nel 1995: la Trilogia della Villeggiatura di Goldoni».

 

Per quale partito vota?

«Posso dirle che ho votato No al referendum... è un periodo confuso, ma so bene da quale parte stare. Guardo con speranza a giovani come Elly Schlein».

 

Lei ha portato a teatro i testi meno noti di Primo Levi.

«I racconti fantastici e fantascientifici, in cui Levi si diverte e diverte moltissimo».

 

In un'intervista al «Corriere», Liliana Segre ha rivelato una lettera molto dura che Levi le scrisse, prima di gettarsi nel vuoto. Ma Rita Levi Montalcini non credeva al suicidio.

«Non ne ho mai voluto parlare, neanche con suo figlio Renzo. Sarebbe come violare una zona di pudore, che appartiene esclusivamente alla persona».

 

A quale attrice si sente legata?

sonia bergamasco

«A Franca Valeri. Tutte noi siamo in debito con lei. Donna di cultura e anche di musica, ha fatto importanti regie d'opera. Una volta Gabriele Ferzetti disse - e Mariarosa Mancuso scrisse sul Foglio - che la ricordavo. Fu il più bel complimento che abbia mai ricevuto».

sonia bergamascocarmelo bene salome 1carmelo bene nostra signora dei turchi sonia bergamasco 5sonia bergamasco (1)sonia bergamasco (2)sonia bergamascoFabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco SONIA BERGAMASCOSONIA BERGAMASCO QUO VADOsonia bergamasco ivan cotroneosonia Bergamasco e Claudio Amendola - Come un gatto in tangenziale Sonia Bergamasco e Antonio Albanese Come un gatto in tangenziale claudia gerini paola cortellesi sonia bergamasco valeria golino vittoria mezzogiorno jasmine trinca isabella ragonesesonia bergamasco fabrizio unisonia bergamascosonia bergamasco

 

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…