umberto tozzi

TOZZI E BOCCONI – “TI AMO” NON E’ UNA DEDICA PER UNA DONNA. SEMPLICEMENTE SUONAVA BENE. PER IL VERSO “FAMMI ABBRACCIARE UNA DONNA CHE STIRA CANTANDO...” SONO STATO MESSO IN CROCE. MAI STATO ANTIFEMMINISTA IN VITA MIA. ERA UN FLASH, RIVEDEVO MIA MADRE” - IL CANTANTE RACCONTA DI ESSERE GUARITO DA UN TUMORE - “LA MIA VOCE? CI HO MESSO DECENNI PER APPREZZARLA. ALL'INIZIO MI SEMBRAVA ORRIBILE. PURE MICK JAGGER HA RACCONTATO CHE NELLA SUA NON CI TROVA NIENTE DI COSÌ SPECIALE, EPPURE…” – IL PRINCIPE ALBERTO DI MONACO PAZZO DI “GLORIA” E LE DONNE: “MAI STATO UN PLAYBOY” - VIDEO

 

Giovanna Cavalli per il “Corriere della Sera”

 

Come sta?

«Bene, adesso».

 

Prima no?

umberto tozzi

«Prima no. Ho avuto un problema di salute importante. Un tumore alla vescica. E poi, durante la chemio, ho preso il Covid per la terza volta. E mi è venuta una grave infiammazione polmonare».

 

Giorni durissimi.

«Ad aprile il mio cardiologo mi ha prescritto un'ecografia addominale. Doveva essere routine. Invece mi hanno trovato il male. È stato un periodo davvero difficile, adesso per fortuna ne sono fuori, un mese e mezzo fa mi hanno detto che sono guarito e incrociamo le dita».

 

I primi momenti.

«Queste cose qui ti cambiano la vita. La tua e di chi ti sta accanto. Mi sentivo perso, avevo paura di non poter mai più salire su un palco. Mia moglie Monica è stata fondamentale. Non mi sono mai arreso. Prima e dopo l'intervento, durante le terapie, che non sono una passeggiata.

 

Finché non accade a te, il cancro sembra un problema lontano. Poi nella testa si resetta tutto: i valori, le priorità, le cose che contano. E anche quando guarisci, il trauma ti resta dentro».

umberto tozzi

 

Ha scoperto di sé qualcosa che non sapeva?

«Mi credevo debole, ho scoperto di avere coraggio. Mi ha stupito la serenità con cui sono riuscito ad affrontare la malattia. Ho messo da parte la paura, cercando di essere ottimista».

 

A vederla, qui davanti a me, sta benissimo.

«E mi sento davvero bene, a dicembre riprendo il tour "Gloria Forever" e non vedo l'ora. Però sono cambiato, noto in me una positività diversa. Apprezzo tutto ciò che ho e che mi circonda, dal momento in cui apro gli occhi, mentre recito le mie preghiere. Un gusto della vita che prima non avevo». E sorride, Umberto Tozzi, 70 anni e oltre 80 milioni di dischi venduti, i capelli più corti tra il grigio e il biondo («Da ragazzino, secondo la prof di italiano, erano rosso Tiziano, ne andavo fierissimo»), ma quando attacca con Ti amo e Gloria non ce n'è ancora per nessuno.

 

Bambino complicato, l'Umberto.

«Ribelle, facevo tutto il contrario di quello che mi raccomandavano i miei, andavo male a scuola. Volevo fare il ferroviere, come zio Matteo».

 

Papà Nicola era guardia notturna.

«Ha fatto tanti sacrifici per noi, lo vedevo giusto qualche volta che cenava a casa. Soldi, pochi. Il filetto l'ho mangiato per la prima volta a 18 anni. Ero sempre in strada. E mi cacciavo nei guai. Meglio sorvolare. Come minimo spaccavo qualche vetro. I vigili, con quei capelli, mi riconoscevano da lontano, pure al buio».

umberto tozzi monica

 

Prima chitarra al collo a 12 anni.

«L'aveva lasciata da noi un amico di mio fratello Franco, otto anni più grande, era lui che studiava musica. L'ho presa in mano e ho provato un'emozione strana, la sentivo mia. Misi su una band con amici della parrocchia, si andava di Beatles e Rolling Stones».

 

Lei ce l'ha fatta, suo fratello no. Ci è rimasto male?

«No, nessuna rivalità tra noi, quando ho cominciavo sul serio, lui aveva già smesso».

 

Dimenticati i treni, il sogno era diventare calciatore.

«Centrocampista con il fiuto del gol, avevo due piedi buoni. A 14 vinsi una settimana premio a Coverciano, papà mi proibì di andare perché avevo una pagella orribile. Ci soffrii molto, anche se no, non avete perso un grande campione, tranquilli».

 

Mito pallonaro di riferimento?

«L'unico a cui ho mai chiesto un autografo è stato Gianni Rivera. Lo incontrai in un'osteria di Milano frequentata dai calciatori di Inter e Milan e gli corsi dietro all'uscita. Purtroppo quel foglietto di carta l'ho perso. In famiglia erano tutti del Toro, io non ho una squadra del cuore. Ho amato Baggio e Del Piero, a prescindere. Da ragazzino tifavo Fiorentina perché c'era Kurt Hamrin con la maglia n. 7. Da grande ci ho giocato insieme con la nazionale cantanti».

RAF RAFFAELE RIEFOLI UMBERTO TOZZI

 

Non le piaceva la sua voce.

«Ci ho messo decenni per apprezzarla, ora mi stimo. Alle prime registrazioni mi sembrava orribile. Pure Mick Jagger ha raccontato che nella sua non ci trova niente di così speciale, tantomeno di sensuale, eppure».

 

Nel 1974, a 22 anni, compose «Un corpo e un'anima» per Wess e Dori Ghezzi.

«Un giorno io e Damiano Dattoli ci siamo messi lì a scrivere e boh, ci è venuta questa cosa qui. Vinse Canzonissima, ma lo scoprii dal tg. Non pensavo di cantare, mi convinse Alfredo Cerruti della Cgd di Caterina Caselli. Andai a Firenze da Giancarlo Bigazzi, buttammo giù qualche canzone. "Un disco? Io? No, grazie". Non avevo nessuna voglia di fare la star».

 

Però «Donna amante mia» fu un successo.

UMBERTO TOZZI 33

«Un fiasco, vorrà dire. L'ellepì vendette 5 mila copie, un disastro. Per il secondo album però puntai i piedi: "Gli arrangiamenti li faccio io". Mi chiusi in studio con quattro musicisti e un cartello scritto col pennarello "No disturb" appeso fuori, sennò ogni minuto entrava qualcuno. "Se non va bene, questi qui ci buttano giù dal quarto piano", scherzò Bigatti, ma mica tanto. Andò bene, un cu... pazzesco, tra i pezzi c'era Ti amo ».

 

Estate 1977. Una dedica per qualcuna?

«No, suonava bene, anche ripetuto così tante volte. La scrissi in un pomeriggio. Le canzoni non nascono da niente di particolare, nascono e basta. Certo ci vuole il talento, ma anche fortuna. Non esiste una ricetta, come per una salsa».

 

Per «Fammi abbracciare una donna che stira cantando...» è stato ripetutamente messo in croce.

«È una bella frase invece, mi piace ancora, mai stato antifemminista in vita mia. Era un flash, rivedevo mamma Immacolata».

 

Agli esordi incrociò Lucio Battisti.

«Alla Ricordi di Milano, primi anni Settanta. Era e resta uno dei più grandi. Io e i miei compagni eravamo dei ragazzini venuti da Torino, non so come riuscimmo a infilarci in quel gruppo. "Siete dei bei paraculi", osservò Lucio».

UMBERTO TOZZI 19

 

Il suo amico Raf sostiene che lei è un ritardatario cronico.

«Vero. Ma è esattamente quello che racconto anch' io di lui. Per questo andiamo d'accordo. Ci vogliamo bene, però ci diciamo le peggio cose, così si fa. Senti chi parla, poi. Quando andammo a Bruxelles per l'Eurofestival con Gente di mare, era il 1987, eravamo tutti giù ad aspettarlo nella hall dell'hotel, ma di Raf nessuna traccia. Non rispondeva nemmeno al telefono della stanza. Mandarono me a cercarlo. Bussai forte alla porta. Mi aprì dopo qualche minuto, quasi stupito. Si stava asciugando i capelli con il phon».

 

Dice pure che a tavola è lungo come una quaresima.

«Vero pure questo, perché mastico piano, mi gusto il cibo. Anche a calcio ero sempre l'ultimo a uscire dagli spogliatoi, quando gli altri erano già sul pullman. Portavo i capelli lunghi, ci voleva tempo».

 

Ma è vero che in ritiro con la nazionale cantanti vi tenevano a dieta e il coprifuoco, la sera prima del match, scattava alle dieci ?

«Sì, ma non l'ho mai rispettato. Ero nel gruppetto di quelli che scappavano dalla finestra, per questo chiedevamo sempre le stanze al piano terra. Però dai, ho segnato una cinquantina di gol, 12 volte capocannoniere».

 

Il fallaccio più scorretto mai subito?

UMBERTO TOZZI E LA MOGLIE

«Da Riccardo Patrese, durante una partita sotto la pioggia a Padova. Non ho mai capito perché. A gioco fermo, bofonchiando qualcosa che non capii, mi sferrò un calcione negli stinchi. Ma anch' io certo ero una testa calda, quando ero rosso poi ancora di più. Se guardo le foto di Jannick Sinner, sempre scarruffato, mi sembra di vedere me alla sua età».

 

Amici tra i colleghi ne ha?

«Pochi. Con Gianni Morandi e Enrico Ruggeri ci siamo frequentati, certo. E pure con tutti quelli della nazionale cantanti. Ma Raf l'ho vissuto di più».

 

Che in altri sia scattata l'invidia?

«No, non credo. Io non ne provo per nessuno, invidiare il prossimo è stupido, si vive male».

 

Risiede a Montecarlo ed è tra le poche teste non coronate ammesse a Palazzo.

«Conosco abbastanza bene il principe Alberto. Fuori dal protocollo, i reali sono persone assolutamente normali. Lui poi è un vero fan di Gloria, è venuto pure a sentirmi in concerto allo Sporting».

umberto tozzi

 

«Con le donne ho preso un sacco di batoste», ha confessato.

«Mai detto. O hanno frainteso. Le ho lasciate sempre io».

Io non ti merito, tu sei troppo per me, le solite scuse?

«No, giuro. Ero un gentleman educato, mai stato un playboy. Anzi, non capivo bene perché si innamorassero di me».

 

Lei e Monica vi siete sposati quattro volte: in comune, in chiesa, alle Mauritius e a Montecarlo.

«E vorrei rifarlo una quinta, ma non so se lei a questo punto vorrà risposare me. Sono stato molto fortunato a incontrarla, stiamo insieme da 36 anni». Un uomo che ama le cerimonie, i preparativi, il pranzo, i parenti...

«No, no, ci siamo sempre sposati senza troppi rituali, l'ultima volta siamo andati a pranzo in sei: noi due, i miei figli e sua sorella. Adesso ho tre nipoti, certo, ma ce la caviamo al massimo con un tavolo per dieci».

 

 Si è messo a dipingere.

umberto tozzi raf

«Mi piace, vorrei fare una mostra, ma non sono né Gauguin né Van Gogh eh. Ho cominciato dal nulla, da autodidatta, io che non sapevo nemmeno fare un cerchio con il bicchiere. Mi sono appassionato, mi è venuto naturale. Non credevo di poter trovare una forma d'arte che mi prendesse tanto quanto la musica. Quando compongo non mangio e non bevo, sono troppo concentrato. Resto una pippa come pittore, sia chiaro, mi contento, ma al Tozzi gli si vuole bene lo stesso, dai».

umberto tozzial bano carrisi con la mamma jolanda, umberto tozzi e toto cutugnoumberto tozziumberto tozzi umberto tozzi UMBERTO TOZZIUMBERTO TOZZIumberto tozzi raf umberto tozzi raf umberto tozzi

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….