VOI FORSE NON LO SAPETE, MA È IN CORSO IL CONGRESSO DELLA FNSI, IL SINDACATO DEI GIORNALISTI - L'ESILARANTE LIVE-TWEETING DI GIANLUCA FERRARIS DI ''DONNA MODERNA'': ''NOI SIAMO CONTRO I PRIVILEGI E IL CORPORATIVISMO E A FAVORE DELL'ETICA DEL LAVORO'', DICE UN TIZIO CHE È IN ASPETTATIVA DAL 1996 - SEMBRATE COCOON ANCHE SE FATE I FIGHI - MENTANA: 'L'ULTIMO CONGRESSO A CUI SONO STATO ERA IL 1986, E LA GENTE È LA STESSA'''

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Gianluca Ferraris, giornalista di ''Donna Moderna'', ha live-twittato il congresso FNSI

https://www.donnamoderna.com/atlete/i-capitoli/

 

https://twitter.com/g_ferraris

 

Ormai lo streaming del congresso FNSI è la mia droga. C'è un delegato che ha appena detto che la globalizzazione va fermata perché tra l'altro penalizza gli uffici stampa.

 

Adesso c'è il tesoriere dell'associazione giornalisti esperti di agricoltura e alimentare, o qualcosa di simile, che dice che vuole diventare un punto di riferimento per i foodblogger.

 

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Tutto uno «schiena dritta», «non ci facciamo intimidire», «la mafia fa schifo», «il potere ci teme» urlato da gente che poi nella bio scrive «caposervizio a Soffritti e Sottaceti»

 

Poi entra Chicco e la tocca piano: «L'ultima volta che sono stato a un congresso della FNSI era il 1986, oggi ho incontrato la stessa gente che c'era lì. Magari il problema è questo, no?» Cuori.

 

«Sembrate Cocoon anche se fate i fighi»

 

Ma il migliore è quello che ha appena chiuso il suo intervento urlando «Se vogliamo dimostrare di essere davvero avanti agli altri, usciamo tutti da Facebook! Io ci sono riuscito!»

 

Anche il pomeriggio promette benissimo. C'è uno che dopo aver parlato 10 minuti del ruolo dei probiviri a rischio ringrazia la segreteria per avergli stampato il discorso.

 

Intervento successivo: «Noi siamo contro i privilegi e il corporativismo e a favore dell'etica del lavoro», dice un tizio che (leggo alla sua voce wiki) è in aspettativa dal 1996.

 

Adesso una sta raccontando che è in apprensione perché con i social media è tutto nuovo, «cioè tu scrivi ma poi le cose continuano veloci»

 

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Ora si entra in modalità congresso democristiano per discutere i coefficienti di voto, perché va bene i cronisti minacciati e i giovani precari ma oh, se entro fine giornata non becchi una poltrona sono cazzi.

 

Tra i migliori, una che dice di essere finita a occuparsi di viaggi e turismo perché non le facevano fare le inchieste. Che è un po' il tuo compagno di banco che «se non mi rompevo i legamenti arrivavo in serie A».

 

Vette altissime, il delegato che «io amo la macchina da scrivere perché oggi col computer son capaci tutti a fare un pezzo»

 

«Sur webbe c'è l'improvvisazione, ci sono gli influenzer che non sono mai scesi in piazza con noi!»

 

«Guardate che anche YouTube è calato un pochino, significa che la gente è tornata a cercare la qualità!»

 

«Ci sono i social media manager che sono una zona d'ombra della professione»

FNSI FNSI

 

«Io credo che dovremmo aiutare quei poveri ragazzi che girano, scrivono e si montano i servizi da soli», dice l'inviato Rai abituato a uscire con minimo tre persone di troupe

 

 

GIORNALISTI: MENTANA, IL PROBLEMA È RICAMBIO GENERAZIONALE

 (ANSA) - "Il problema del giornalismo oggi è la mancanza di ricambio generazionale. Mancavo ad un Congresso della Federazione della stampa da 33 anni ed ho ritrovato qui oggi molte persone che c'erano ad Acireale nel 1986. Questo è il problema". Diretto e dritto al punto l'intervento di Enrico Mentana al Congresso Fnsi di Levico Terme, in Trentino. Il direttore del Tg di La7 ha individuato nel mancato ricambio generazionale il problema del giornalismo oggi in Italia.

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"Siamo una categoria che è stata attenta a ciò che aveva al suo interno, meno a ciò che succedeva attorno. Non abbiamo saputo garantire nessun legame generazionale. Siamo una barca con il peso tutto da una parte, mentre dall'altra tentano disperatamente di avvinghiarsi alla scialuppa i giovani che non riescono in nessun modo ad entrare nella professione. Abbiamo conservato le nostre garanzie, ma non abbiamo fatto niente se non garantire la nostra permanenza nelle redazioni", ha detto.

 

Mentana è poi entrato nel merito del progetto Open: "Discutibile e può non piacere, ma io so che se non lo avessi fatto non ci sarebbero 20 giovani con il contratto di praticante. Garantire il ricambio generazionale non è un atto di misericordia verso i giovani, ma garantire il futuro della professione. Serve linfa nuova per non vedere la realtà con occhi vecchi: noi non capiamo il mondo che cambia perché non siamo in grado di codificarlo", ha aggiunto.

 

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