massimo iotta

''SONO ARRIVATO IN METRO AL PRIMO APPUNTAMENTO E LEI MI HA SNOBBATO''. IL RACCONTO DEL TORINESE 45ENNE È DIVENTATO VIRALE: ''CI SIAMO CONOSCIUTI SU UN SOCIAL E…'' - MA OGGI ARRIVA LA RISPOSTA DI LEI: ''MI CHIAMO CHIARA E SONO UNA MAESTRA DI UNA SCUOLA MATERNA. NON HO FACEBOOK PER VIA DEL MIO LAVORO. HO 35 ANNI E SUL MIO PROFILO TINDER C'ERANO FOTO E LA MIA VERA ETÀ. MA QUANDO HO INCONTRATO LUI…'' - L'OPINONE DI ELENA STANCANELLI

 

 

1. "VOGLIO UNA DONNA CHE NON MI SNOBBI SE ARRIVO IN METRÒ AL PRIMO INCONTRO"

Erica Di Blasi per ''la Repubblica''

 

 

«Non si va a un appuntamento in metro» . È la risposta che è arrivata a Massimo Iotta, 45 anni, torinese programmatore software con la passione per la fotografia, poco prima che la donna con cui doveva incontrarsi gli tirasse "il bidone". Rimasto solo ad aspettare, lui ha pensato bene di denunciare l' accaduto sul social ambientalista "Torino Sostenibile". Come a dire: uno ci mette la buona volontà a usare i mezzi pubblici, ma poi c' è ancora molto da fare per cambiare la mentalità delle persone.

massimo iotta

 

E in pochi minuti ha ricevuto la solidarietà di decine e decine di utenti. Non solo: Gtt, l' azienda che nel capoluogo piemontese gestisce il trasporto pubblico, ha deciso di premiarlo. «Lo inviteremo qui e gli offriremo un aperitivo sul tram ristorante - dice l' ad Giovanni Foti - . Oltretutto, prendendo i mezzi pubblici. è arrivato in anticipo. Non c' è niente di male ad andare a un appuntamento in metropolitana, anzi è un segnale positivo di cambiamento: persone come lui vanno prese ad esempio» .

 

Invece Massimo è tornato a casa da solo. Anche se suo dire non è stato questo il problema.

«Non ho scritto quel post per lamentarmi per il "due di picche". Quello può capitare, e la prendo sul ridere. È stata la motivazione che mi ha davvero sorpreso. Lei non si presentava perché ero arrivato in metropolitana. Mi ha detto che è da cafoni. Sono rimasto allibito. Spero che dietro ci sia un' altra spiegazione, perché almeno avrebbe un senso» .

 

Come vi siete conosciuti?

«Su un social. Ci siamo scritti per un po' e un sabato abbiamo deciso di darci appuntamento in centro alle otto di sera. Io sono arrivato venti minuti prima e l' ho avvisata, dicendole comunque di fare con calma.

 

Che era stata "colpa" mia perché da Settimo, che è nella cintura torinese, grazie alla metro ci avevo messo pochissimo. A dire la verità la macchina l' avevo presa, perché dal mio Comune non ci sono fermate, e avevo parcheggiato in una stazione vicina. Poi da lì sono arrivato in centro in metro» .

 

Dopo la sua risposta vorrebbe ancora incontrarla?

«Non per uscirci: da quel punto di vista non mi interessa più. Ma per sapere se davvero pensa quello che ha scritto. In un certo senso sono curioso e anche preoccupato che una ragazza di trent' anni abbia una simile mentalità. Vivessimo a Parigi, o in un' altra città europea evoluta, non sarebbe un problema arrivare a un appuntamento in metro. Perché lo fanno tutti.

 

Purtroppo qui, per alcune persone, per fortuna poche, è vista come una cosa negativa. E mi ha fatto capire come Torino per certi versi sia ancora molto indietro» .

 

Però lei ha anche ricevuto molta solidarietà.

«Sì, e mi ha fatto piacere. Soprattutto perché vuol dire che non la pensano tutti così, insomma, non sono solo. Per il resto mi è sembrato esagerato: non mi hanno mica picchiato. Mi sono arrivate decine di messaggi, mi hanno trovato sotto lo pseudonimo "Massimo Ankor" con cui ho postato la mia storia. Quasi tutti mi davano ragione, anche se non sono mancate le critiche, tipo "la cavalleria è morta" e cose così.

Non pensavo di ricevere tanta attenzione, anche se sono contento di aver aperto un dibattito che magari potrà portare molti, giovani e no, a cambiare abitudini in meglio. In fondo andare a un appuntamento in metrò o in bus, a mio modo di vedere, non è una cafonata. Far aspettare una ragazza, quello sì che lo è» .

 

Non è che lei voleva un passaggio, sperava di essere riaccompagnata a casa?

«Se me lo avesse chiesto non avrei avuto problemi a farlo.

massimo iotta

Comunque, visto che tipo di donne ci sono in giro, d' ora in poi non dirò più così candidamente che arrivo in metro. Farò loro una sorpresa. Scherzi a parte: la prossima volta spero di incontrarne una migliore» .

 

 

2. LA VERSIONE DI CHIARA SULL'INCONTRO GALANTE FINITO IN METRÒ

Erica Di Blasi per https://torino.repubblica.it/

 

La loro storia di "non amore" è stata tra le notizie più virali di questi primi giorni del 2019. Massimo Iotta si è sfogato sulla pagina di "Torino sostenibile" perché sarebbe stato scaricato prima ancora di incontrare Chiara: si è presentato al loro primo appuntamento con la metropolitana. Il suo post, su una pagina molto cliccata gestita da un gruppo di ambientalisti torinesi, è stato criticato aspramente ma ha innescato anche un serrato dibattito tra gli utenti.

 

Già sabato la ragazza si è fatta avanti per spiegare che nulla c'entra il mezzo di trasporto: "L'appuntamento è saltato perché ho scoperto che mi sarei incontrata con una persona che si era già presentata mentendo".

 

Ieri Chiara è tornata alla carica per dare altri contorni alla sua versione dei fatti. "Sono basita - scrive - Mi chiamo Chiara e sono una maestra di una scuola materna. Non ho Facebook per via del mio lavoro. Una mia collega mi ha permesso gentilmente di utilizzare il suo profilo per difendermi da un'argomentazione assurda nonché privata.

 

Ho 35 anni e sul mio profilo Tinder c'erano foto e la mia vera età. Abbiamo iniziato a scriverci nel mese di dicembre. Dopo qualche giorno decidiamo di vederci per un caffè. Io accetto dopo un po'. Ero restia, ma sembrandomi una brava persona accetto. La sua risposta fu "Saprò meritarmi la tua fiducia", corredata da cuoricini e faccine sdolcinate (ad ogni frase sempre un tot di cuoricini , che il signore abbondava). Il signore si e' preso semplicemente un due di picche perchè a mio personale giudizio se lo meritava”.

massimo iotta

 

A una cena natalizia Chiara mostra a una commensale il profilo di Massimo. Lei dice di conoscerlo "e mi informa che la sua età non era quella da lui indicata. Avrei dovuto annullare semplicemente l'appuntamento? E perché non far capire a un certo tipo di uomini che non sempre possono fare quello che vogliono senza che nessuno dica loro nulla? Soprattutto quando, senza che tu chieda nulla, loro ti vengono a scrivere "saprò conquistare la tua fiducia" ed "apprezzo molto che tu sia così cauta"" .

 

Chiara non nega il messaggio del metrò, ma lo mette in una chiave diversa. "La storia della metropolitana era un p.s. a fine messaggio e non diceva: "Non si viene ad un appuntamento in metrò" ma "puoi venire in metrò ad un appuntamento?". La sostanza della frase non cambia ma cambia il contesto. A quell'appuntamento non sarei andata a prescindere, fosse venuto pure su una Lamborghini" .

 

tinder select

Lo sfogo di Chiara continua: "Nel lontano 2009 io sono stata piantata in asso dal mio fidanzato il giorno di San Valentino, in mezzo a una strada e con una torta a forma di cuore in mano. Venne a prendermi, non scese neanche dall'auto, mi disse che tra noi era finita e rimasi così in mezzo alla strada per dieci minuti piangendo. Che dite? Vi va bene questa storia? Comunque auguro a Massimo una buona giornata" .

 

 

3. MA L' AMORE NON SI TROVA SCEGLIENDO SUI CATALOGHI

Elena Stancanelli per ''la Repubblica''

 

La ragazza ha trent' anni». È un bellissimo ossimoro, involontario forse. A trent' anni, immagino voglia dire Massimo (che con questa frase chiude il post su Facebook che ha richiamato l' attenzione della rete) non si può essere ancora così scemi da pensare che andare a un appuntamento in metro sia squalificante. Ma quello che dice davvero è che la ragazza è un ircocervo, un essere favoloso la cui natura è insieme adulta e fanciulla. Qualcuno cresciuto senza diventare grande. Cosa fa una ragazza di trent' anni?

tinder

 

Si iscrive a una app di incontri, pubblica una sua fotografia, una breve bio sul profilo, conversa con sconosciuti e poi ne sceglie uno. Secondo criteri solo apparentemente imperscrutabili. Lei sa quello che vuole, e pensa di averlo individuato in Massimo. Ha fatto la tara alle affermazioni spavalde che saranno scivolate nella chat, guardato a lungo le foto per scoprire il trucco, avrà fatto qualche domanda ficcante. Le app di incontri non sono tanto diverse dai locali nei quali si va a rimorchiare, solo che non c' è il locale, non c' è la gente intorno, il buio tattico e soprattutto non ci sono i gin tonic.

 

E quindi le scelte non sono irresponsabili, ma ponderate. Massimo è arrabbiato, pensa di essere stato trattato ingiustamente dalla ragazza di trent' anni, che non gli ha dato la possibilità di esprimere le sue potenzialità, avendolo scartato già dalle premesse e per qualcosa di insignificante. E ha ragione, lei non saprà mai cosa si è persa.

 

elena stancanelli

Anche l' azienda dei trasporti di Torino è dispiaciuta, e quindi ha regalato a Massimo una cena. Ma la ragazza di trent' anni? Ci andrà alla cena, avrà voglia di conoscere meglio Massimo? Il problema è che noi, e Massimo, l' abbiamo immaginata seduta in un bar, non troppo vicino al posto dell' appuntamento, mentre pensa di aver sbagliato scarpe, pettinatura, cappotto. Di non essersi messa abbastanza profumo o di averne messo troppo, di avere i tacchi troppo alti o troppo bassi, di aver fumato troppe sigarette Ma la ragazza di trent' anni, probabilmente, non è così.

 

Ha scelto, da un catalogo, e quindi non sta pensando chissà come mi immagina lui, chissà cosa si aspetta lui, chissà se lui rimarrà deluso. Mentre le arriva il messaggio con cui Massimo le rivela di star arrivando con la metro, la ragazza di trent' anni pensa, probabilmente, soltanto una cosa: eh no! Non è quello che ho scelto. Come potrà essere risolutivo per tutti i miei guai un uomo che anziché suonare il clacson scendere dalla macchina e arrampicarsi su per la grondaia con un mazzo di rose rosse in bocca, mi viene incontro dopo essere sceso alla fermata più vicina?

 

Cosa me ne importa di sapere che lui è una persona meravigliosa, impegnata, un uomo bello, intelligente, sensibile Cosa me ne importa, pensa la ragazza di trent' anni, se non è quello che io volevo? E allora gli manda un messaggio e dice mi dispiace, non sei tu. Poi torna nella app e si rimette a cercare. Avanti un altro.

 

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