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ANCHE I RICCHI PIANGONO – LA PANDEMIA NON HA ARRICCHITO TUTTI I MILIARDARI. RON PERELMAN, BOSS DEI COSMETICI REVLON, STA VENDENDO DI TUTTO: AZIENDE, QUADRI, VILLE AL MARE, IL JET PRIVATO E UNO YACHT LUNGO 80 METRI - LUI DICE CHE LO STA FACENDO PERCHÉ I SEI MESI D’ISOLAMENTO LO HANNO FATTO RIFLETTERE, MA A WALL STREET LA VEDONO DIVERSAMENTE…

Massimo Gaggi per "www.corriere.it"

 

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Secondo Business Insider (dati di fine agosto) nei mesi della pandemia, a fronte dei quasi quaranta milioni di americani che hanno perso (momentaneamente o definitivamente) il lavoro, i miliardari hanno incrementato il loro patrimonio di ben 637 miliardi di dollari, grazie all’andamento positivo della Borsa e al successo di molte aziende tecnologiche che hanno tratto profitto dalla digitalizzazione forzata di molte attività normalmente basate sulla presenza fisica.

 

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Grande festa, quindi, per Jeff Bezos di Amazon o Elon Musk di Tesla, ma le cose sono andate bene anche per tycoon meno tecnologici, come il re dei casinò Sheldon Adelson.

 

Non è stato così per tutti. Ad esempio Ron Perelman, padrone dei cosmetici Revlon e di molto altro, dai videogiochi ai sigari, dai veicoli militari blindati a liquirizia e cioccolata, sta vendendo di tutto: aziende, quadri, ville al mare, il jet privato transoceanico Gulfstream 650 e uno yacht lungo 80 metri.

 

Lui dice che lo sta facendo semplicemente perché i sei mesi d’isolamento da pandemia lo hanno fatto riflettere e gli hanno fatto apprezzare uno stile di vita più austero.

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A Wall Street la vedono un po’ diversamente: quello che trent’anni fa per un breve periodo è stato l’uomo più ricco d’America e che ancora nel 2018 aveva un patrimonio di 20 miliardi di dollari, ora si è «ridotto» alla miseria di 4,2 miliardi.

 

Peggio ancora: Revlon ha smesso di essere una gallina dalle uova d’oro (forse con l’insidia del coronavirus le donne si truccano di meno, ma comunque l’azienda era già stata superata da industrie cosmetiche più giovani e fantasiose) e ora è arrivato a scadenza un suo debito di 3 miliardi di dollari col gruppo bancario Citigroup.

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Con cinque matrimoni alle spalle, abituato a una vita sociale molto intensa e ad allargare il suo impero industriale con un forte ricorso all’indebitamento, arrivato a 77 anni Perelman è costretto a cambiare stile su tutti i fronti.

 

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Vita ritirata (tra l’altro, dopo attrici e regine del gossip, era già passato da un po’ a una moglie psichiatra) mentre, oltre ad aerei e barche, ha venduto anche quadri di Mirò e Matisse. Ma sarebbe solo l’inizio, ha una collezione di opere d’arte da tre miliardi di dollari, di cui molte starebbero per andare all’asta: Andy Warhol, Jasper Johns, Rothko, Lichtenstein, de Kooning, Jeff Koons.

 

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A luglio ha veduto il suo 70 per cento in Am General, produttrice delle autoblindo Humvee. Liquidato anche il 39 per cento di Scientific Games, mentre la banca d’affari Goldman Sachs è incaricata di studiare soluzioni per Revlon. Secondo il New York Post starebbe cercando di vendere (per 180 milioni di dollari) anche The Creeks, la grande mansion agli Hamptons, affacciata sull’oceano e circondata da un parco di 23 ettari: una villa da Grande Gatsby, il simbolo della sua ricchezza.

 

Il suo portavoce ha smentito, ma le società immobiliari parlando di whisper sale: niente pubblicità, certe offerte si sussurrano ai pochi che possono.

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