andrea pezzi

ANDREA PEZZI, UN MISTERO ITALIANO - "CONSIGLIORI" DI VIVENDI IN ITALIA E MOLTO VICINO AL PRESIDENTE DE PUYFONTAINE, “L’ONTOPSICOLOGO” PEZZI E' ACCUSATO (MA LUI HA SMENTITO) DI AVER GIOCATO UN RUOLO NELLA PARTITA TIM-DAZN (CHE PER TIM E’ STATO UN BAGNO DI SANGUE: PERDITE DA 500 MILIONI IN TRE ANNI) - I RAPPORTI RENZI E IL MILIONE E MEZZO DI EURO INCASSATO COME PARCELLA QUANDO VIENE INCARICATO DA VIVENDI DI MEDIARE CON BERLUSCONI DOPO L’ASSALTO DEI FRANCESI A MEDIASET… - LA REPLICA DI ANDREA PEZZI

LA REPLICA DI ANDREA PEZZI, CEO MINT

"La crescita del fatturato di Mint, come per ogni startup, va inserita nella crescita del fatturato del gruppo, che passa da 31 milioni di euro nel 2019 a 43 milioni l'anno successivo (non 54 come avete scritto, purtroppo). È una crescita importante e di cui sono fiero. Ma parlare della sola crescita di Mint non tiene conto dello spostamento di alcune attività da una società all'altra dovuta proprio alle innovazioni tecnologiche apportate da Mint.

andrea pezzi e cristiana capotondi

 

Per quanto riguarda il mio ruolo di consulente per Vivendi e di fornitore in Tim è utile sottolineare che per verificare la compatibilità ho chiesto alla Compliance interna di Tim e avuto il loro via libera. Ma, lo ripeto, le mie attività con Tim erano iniziate diversi anni prima tramite un altro fornitore.

 

Infine sugli investitori e il loro presunto ruolo nella crescita dell'azienda grazie alle loro eventuali relazioni politiche ci tengo a chiarire che gli investitori citati sono stati soci finanziari senza ruoli operativi e il successo della tecnologia è stato determinato dalla qualità della soluzione  che consente di ottimizzare gli investimenti pubblicitari e risparmiare. Per questo è particolarmente utile soprattutto alle grandi aziende e per questo abbiamo lavorato con grandi player. A tal proposito è utile ricordare che Mint lavora con oltre trenta aziende in tutto il mondo e non solo in Italia".

 

1 - L'AUDIT TIM E L'AFFARE DAZN: "SPESI 80 MILIONI IN PIÙ"

Estratto dell’articolo di Lorenzo Vendemiale per “il Fatto quotidiano”

 

ANDREA PEZZI

Nell'ultimo anno di campionato […] sono andati perduti anche milioni, un'ottantina per la precisione, dalle casse di Tim, che avrebbe pagato molto più del previsto l'intesa con Dazn. È una delle rivelazioni dell'inchiesta di Giorgio Mottola sul colosso della telefonia italiana, che andrà in onda domani sera su Rai3 nella prima puntata della nuova stagione di Report.

 

Bisogna riavvolgere il nastro al febbraio 2021 quando, in piena asta per i diritti tv, Dazn invia una lettera riservata alla Lega Serie A dove spiega che la sua offerta è affidabile anche per la presenza di Tim come partner tecnologico e finanziario.

 

Quel documento sposta gli equilibri della partita contro Sky: è proprio la garanzia di Tim a convincere i patron indecisi a rompere con la pay-tv. Poche settimane dopo, l'assemblea voterà a larga maggioranza per l'offerta faraonica di Dazn, 840 milioni a stagione, 2,5 miliardi in tre anni. La Serie A dal 2021 al 2024 va in streaming, a Sky restano le briciole.

 

ARNAUD DE PUYFONTAINE

La lettera svelava anche la proporzione dell'apporto di Tim […] Cioè circa 340 milioni l'anno, un miliardo totale, e in effetti queste sono le cifre di cui si è parlato fino ad oggi.

 

Invece un audit interno, non pubblico, sostiene che la somma realmente sborsata sarebbe di circa 410-420 milioni, ben più del 40% dichiarato. Cosa dovrebbero significare questi 80 milioni di differenza? Se non altro che Tim in realtà ci è cascata più del previsto […]

 

ANDREA PEZZI

[…] Avrebbe giocato un ruolo centrale Andrea Pezzi, consigliori di Vivendi in Italia, che pur negando, a Report ha raccontato di un incontro in sede con l'ex ad di Tim Luigi Gubitosi, e quello della Serie A Luigi De Siervo, in cui gli fu chiesto cosa ne avrebbe pensato Vivendi.

 

[…]il business plan parlava di 1,8 milioni di nuovi contratti, si sono fermati a quota 550mila, per colpa dei problemi di trasmissione di Dazn e della condivisione dell'account permessa dalla App. […]

 

Tim ha segnato una perdita complessiva da mezzo miliardo sui tre anni […] tanto che ha fatto di tutto per uscirne il prima possibile, rinunciando in estate all'esclusiva e ottenendo uno sconto da Dazn (si parla di 100 milioni in meno l'anno). […]

 

LUIGI GUBITOSI

2 - DAL GIGLIO MAGICO AGLI AFFARI TIM L'ASCESA RECORD DI ANDREA PEZZI

Estratto dell’articolo di Marco Franchi per “il Fatto quotidiano”

 

Nei prossimi mesi il governo Meloni potrebbe trovarsi a discutere della strategica partita delle rete unica anche con un ex conduttore televisivo, ex socio di Berlusconi e di uno dei finanziatori di Renzi, che oggi fa affari d'oro con Tim.

 

È il quadro svelato dall'inchiesta di apertura della nuova stagione di Report, in onda stasera su Rai3. Il protagonista è Andrea Pezzi, ex veejay di Mtv a fine Anni 90 che si è reinventato imprenditore.

 

ANDREA PEZZI

Dopo la collaborazione con Infront, multinazionale dei diritti televisivi, dove ha saldato il rapporto con l'attuale ad della Lega Calcio Luigi De Siervo, oggi Pezzi è l'uomo di fiducia dell'azionista di maggioranza di Tim, Vivendi, e del suo presidente, Arnaud De Puyfontaine […]

 

[…] Pezzi […] guida comunque una società il cui fatturato è passato nel 2020 da 100mila euro a 54 milioni, di cui 28 arrivano da Tim che gli ha affidato diversi contratti, tra cui l'esclusiva della pubblicità digitale (5 milioni l'anno per 5 anni). In pratica è advisor di Vivendi, ma al contempo fa affari milionari con Tim di cui Vivendi è primo azionista.

luigi de siervo

 

[…] Secondo Report, nell'autunno 2018, in piena guerra per il controllo di Tim con i francesi contro la Cassa depositi e prestiti e il fondo Elliott, Pezzi - che nega - avrebbe aiutato De Puyfontaine a incontrare il vertice dei servizi segreti con l'intermediazione di un politico del centrodestra.

 

L'inchiesta ne ricostruisce l'ascesa, incrociata con alcuni degli uomini vicini a Matteo Renzi. Nel 2015, Vivendi sale oltre il 20% di Tim diventandone primo socio. Il governo Renzi non intralcia l'operazione, De Puyfontaine elogia il fiorentino come un faro dell'europeismo. […]

 

ARNAUD DE PUYFONTAINE

Quell'anno, la carriera imprenditoriale di Pezzi svolta. Nella sua Mint, che si occupa di pubblicità digitale, entra Davide Serra, fondatore di Algebris e finanziatore della prima ora di Renzi.

 

Segue la Seven Capital Partners, di cui fanno parte Francesco Bianchi, fratello di Alberto (presidente della fondazione Open, l'ex cassaforte politica renziana), e Fabrizio Landi, finanziatore di Open poi nominato da Renzi nel cda di Leonardo.

silvio berlusconi matteo renzi

 

Mint ottiene importanti appalti nel settore della pubblicità online con partecipate dallo Stato: 4,5 milioni da Enel (nel cui cda sedeva all'epoca Alberto Bianchi), 100mila euro da Poste Italiane e, soprattutto, Tim. Nel 2021, incassato il contratto con Tim, Seven Capital vende le quote a un fondo francese e realizza una ricca plusvalenza.

ALBERTO BIANCHI

 

Nel 2016 Renzi cade, il governo Gentiloni cambia atteggiamento. Bollorè prova l'assalto a Mediaset […] Pezzi […] viene incaricato da Vivendi di mediare con Berlusconi con una parcella da 1,5 milioni.

 

Deve la conoscenza dell'ex Cavaliere all'amica Deborah Bergamini, forzista, sottosegretaria con Draghi e una delle figure chiave di Fininvest negli anni 2000, quando il Biscione investiva nella società di Pezzi "Ovo" attraverso la lussemburghese Trefinance.

 

Per Fininvest fu un bagno di sangue: ne uscì nel 2011 con perdite di 7 milioni. Bergamini sarebbe stata anche elemento di contatto tra Pezzi e De Puyfontaine, in quegli anni responsabile di Mondadori in Francia.

 

andrea pezzi cristiana capotondi

Report rivela anche i rapporti dei due con l'ontopsicologia, controversa dottrina inserita nel '98 tra le nascenti sette. Il guru era l'ex prete francescano Antonio Meneghetti, che Pezzi porta su Rai2 nel 2006 in una puntata del suo programma Tornasole. In quell'anno Pezzi e Meneghetti sono invitati d'onore al Congresso dei Circoli del Buongoverno di Marcello Dell'Utri, da poco condannato in primo grado a 9 anni e mezzo per concorso esterno in associazione mafiosa.

BOLLORE' DE PUYFONTAINE

marcello dell'utri dopo la scarcerazione 2DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA DEBORAH BERGAMINI

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)