paolo barelli e giovanni malago

APPALTI & AFFARI A STILE LIBERO – TRABALLA LA POLTRONA DEL BERLUSCONIANO PAOLO BARELLI, GRAN CAPO DEL NUOTO ITALIANO (E NEMICO DI MALAGO’) - IN ITALIA E IN SVIZZERA SI INDAGA SUI SUOI AFFARI. IL CAPO DEI DEPUTATI DI FORZA ITALIA ALLA CAMERA HA PERSO LA POLTRONA DI CAPO DELLA LEGA EUROPEA (DOPO LA DENUNCIA DEL SUO PREDECESSORE CONSOLO) MENTRE IL GIP DI ROMA HA RESPINTO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE, DOPO UNA DENUNCIA, PER ALCUNI APPALTI SOSPETTI...

Vittorio Malagutti per “L’Espresso”

Paolo Barelli

 

Alla sua quarta legislatura da parlamentare di Forza Italia, Paolo Barelli ha portato in politica le grandi doti di galleggiamento che da atleta gli hanno aperto le porte delle Olimpiadi, quelle di Montreal del 1976, come staffettista nella 4X100 stile libero.

 

Da inamovibile presidente della Fin, la Federazione italiana nuoto, il capogruppo azzurro alla Camera ha collezionato nell'arco di due decenni successi a ripetizione grazie a campioni come Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri. Adesso però una serie di vicende, anche giudiziarie, potrebbe mettere a rischio l'immagine, e forse anche la poltrona, di un dirigente sportivo spesso descritto come una sorta di re Mida delle piscine.

barelli

 

Al momento, secondo quanto L'Espresso ha potuto ricostruire, sono due i fronti aperti, uno a Roma e l'altro in Svizzera. Partiamo da quest' ultimo. La procura di Morges, non lontano da Ginevra, indaga da mesi sulle presunte irregolarità finanziarie nella gestione della Len, la Federazione europea di nuoto di cui Barelli è stato presidente fino a febbraio scorso.

 

La polizia elvetica ha già interrogato alcuni funzionari dell'ente con sede a Nyon, la stessa località svizzera nel Canton Vaud dove si trova anche il quartier generale dell'Uefa, la lega calcistica continentale. A marzo del 2021 gli agenti hanno anche perquisito gli uffici della Len alla ricerca di documenti. Più di recente, però, va registrata una novità che potrebbe imprimere una svolta all'indagine.

tajani e barelli foto mezzelani gmt 023

 

Adesso, infatti, è la stessa Federazione europea di nuoto che ha deciso di costituirsi come parte lesa nel procedimento della magistratura svizzera. Lo scenario è quindi completamente cambiato rispetto a un anno fa, quando il portavoce della Len aveva qualificato come "accuse false" quelle che avevano innescato l'inchiesta penale. Il riferimento era al dossier presentato da Bartolo Consolo, il dirigente italiano che dal 1990 al 2008 ha guidato la Federazione europea. Ora invece è proprio quest' ultima che si dichiara danneggiata da eventuali irregolarità che dovessero essere accertate in sede penale.

 

Il cambio di rotta si spiega con lo scontro interno alla Len, che si è concluso con il congresso straordinario di Francoforte del 5 febbraio scorso quando il fronte degli avversari di Barelli ha infine prevalso innescando un ribaltone al vertice nel nome della trasparenza e del rinnovamento.

 

tajani e barelli foto mezzelani gmt 022

A capo dell'organizzazione è così stato eletto il portoghese Antonio José Silva, mentre il presidente uscente ha preferito farsi da parte senza ripresentare la sua candidatura. Nel suo discorso di commiato Barelli non ha comunque rinunciato ad attaccare pesantemente i suoi rivali, accusati di essersi prestati a una manovra orchestrata per azzerare l'autonomia della Len nei confronti della Fina, la Federazione mondiale presieduta dall'egiziano Husain Al-Musallam.

 

Mentre a Francoforte volavano gli stracci tra dirigenti del nuoto europeo, in Svizzera sono entrate nel vivo le indagini affidate alla procura di Morges, competente per i reati commessi nella vicina Nyon. I sospetti sollevati da Consolo nel suo dossier riguardano la regolarità dei compensi ricevuti da almeno due società italiane per prestazioni che non sarebbero mai state effettivamente eseguite.

BARTOLO CONSOLO

 

Secondo le carte dell'inchiesta elvetica, i pagamenti sarebbero andati a due piccole srl romane, Elevan e C.I.R. Aur, le stesse che ricorrono anche in un'indagine della procura di Roma. Quest' ultimo procedimento, nato come quello svizzero da un esposto contro ignoti presentato da Consolo, sembrava ormai avviato su un binario morto, ma a febbraio il Gip Annalisa Marzano ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Antonino Di Maio, che avrà altri sei mesi per proseguire l'indagine.

 

Barelli, che al momento a Roma non risulta indagato, potrebbe quindi essere costretto a difendersi su due fronti, uno italiano e l'altro svizzero, per le decisioni prese nei suoi otto anni di presidenza della Len. «Ho chiesto personalmente di essere ascoltato e ritengo di aver chiarito la questione», ha dichiarato il deputato di Forza Italia a proposito dell'inchiesta della procura elvetica.

 

Si vedrà. Intanto, nel caso di C.I.R. Aur, Barelli si trova in una posizione di potenziale conflitto d'interessi. La piccola società romana, solo 26 mila euro di capitale, proprietaria di un immobile sulla isola della Maddalena, in Sardegna, è infatti controllata per una quota dell'80 per cento dallo stesso Barelli.

spadafora barelli giorgetti

 

Le carte ufficiali segnalano che tra il 2014 e il 2016 C.I.R Aur ha emesso fatture a carico di Len per 70 mila euro. A che titolo? «Servizi logistici», si legge nei documenti. In pratica, questa è la giustificazione ufficiale, la Federazione europea avrebbe pagato il suo presidente per rimborsarlo delle spese sostenute dallo stesso Barelli nel suo ufficio di Roma per attività svolte nell'interesse della Len.

 

Le indagini svizzere si sono indirizzate anche verso la Elevan, che invece risulta controllata da Andrea Polimeno, un agente di assicurazioni romano ben conosciuto da Barelli. Sono due le vicende al centro delle verifiche della procura di Morges: il rinnovo del contratto per i diritti televisivi negoziato da Len tra il 2013 e il 2014 con l'ente televisivo europeo EBU, che gestisce l'Eurovisione e l'accordo di sponsorizzazione con Unipol.

spadafora barelli giorgetti 1

Nel caso dei diritti tv, il sospetto, tutto da provare, è che la Elevan di Polimeno abbia incassato un compenso senza in realtà aver svolto alcun ruolo nelle trattative.

 

A questo proposito, nel fascicolo d'indagine è presente una mail in cui un alto dirigente di Ebu afferma di non aver avuto rapporti con la società italiana nei mesi in cui ha discusso il nuovo contratto con Len. Versione confermata anche davanti agli inquirenti svizzeri.

Sullo stesso tema, il 2 dicembre dell'anno scorso, è stato a lungo interrogato anche Paulo Frischnecht, fino a settembre 2017 direttore esecutivo della federazione europea.

Elevan ha anche ricevuto 48 mila euro come compenso per l'assistenza prestata nel negoziato con Unipol, che ha garantito alla Len una sponsorizzazione da 850 mila euro per il periodo 2016-2022.

 

pilato raggi barelli

Polimeno ha quindi recitato un duplice ruolo in commedia. Nel ruolo di consulente della Federazione europea all'epoca guidata da Barelli, l'azionista di Elevan si è trovato ad avere Unipol come controparte. La stessa Unipol di cui Polimeno è anche uno dei più importanti agenti in Italia. Il gruppo assicurativo è peraltro da tempo un grande sponsor anche della Federnuoto e le polizze degli oltre 280 mila tesserati Fin sono gestite proprio dall'agenzia romana di Polimeno.

 

C'è anche un altro filo che lega Barelli a Unipol. L'abitazione nel centro di Roma del parlamentare berlusconiano è infatti di proprietà della compagnia controllata dalle Coop. Secondo le carte che L'Espresso ha potuto visionare, la cifra pagata da Barelli nell'ottobre scorso per affitto e spese varie dell'immobile corrisponde alla somma versata pochi giorni dopo alla moglie del presidente Fin da una società con sede in Florida, la Prime International consulting. Nel documento che accompagna il bonifico proveniente dagli Stati Uniti, il pagamento alla consorte del deputato, per un totale di circa 17.500 euro, viene giustificato come «saldo consulenza logistica».

 

malagò barelli

Chi ha sborsato quel denaro? La risposta a questo interrogativo va cercata nel registro pubblico della Florida, dove la Prime International consulting viene descritta come una Limited liability company (Llc) riconducibile a Mattia Fella, un uomo d'affari di origini umbre ben conosciuto da Barelli. Fella negli anni scorsi ha messo radici al sole di Miami, da dove continua a seguire i suoi affari italiani, molti dei quali legati proprio alla Federnuoto. Negli anni scorsi la Fin gli ha affidato numerosi appalti per la ricerca di sponsor e per l'organizzazione di eventi celebrativi dei campioni nostrani, come per esempio i "Galà azzurri meravigliosi" con centinaia di invitati.

BARTOLO CONSOLO

 

Gran parte dei compensi per questi servizi sono stati versati a Eurozona, società con sede a Perugia controllata dalla già citata Prime International consulting. Eurozona ha lavorato anche con la Len, incassando 100 mila euro per una consulenza legata al contratto di sponsorizzazione della Federazione europea con il gruppo Energy Standard del magnate ucraino Konstantin Grigorishin. L'Espresso ha chiesto a Barelli di eventuali rapporti, suoi o della sua famiglia, con Prime International consulting di Fella. «Non conosco questa società», è stata la risposta del parlamentare.

barelli falchi napolitano foto mezzelani gmt90FEDERNUOTO FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO PAPA FRANCESCO PELLEGRINI BARELLI PALTRINIERIPAOLO BARELLI PAOLO BARELLI paolone barelli foto mezzelani gmt86bortuzzo barelli

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