george pell angelo becciu

AL BECCIU NON C’È MAI FINE – IL PROCESSO A GEORGE PELL ERA UNA FARSA ORCHESTRATA PER FARLO FUORI? LA GENDARMERIA INDAGA SUI 700 MILA EURO PARTITI DALLO IOR E ARRIVATI IN AUSTRALIA, FRAZIONATI IN TANTI BONIFICI – IL SOSPETTO È CHE SIANO FINITI NEI CONTI DEGLI ACCUSATORI DEL CARDINALE (POI ASSOLTO) – UNO DEI TESTIMONI IN QUEI GIORNI HA ACCESO UN MUTUO PER 350MILA EURO...

PERCHE’ BERGOGLIO HA LEVATO LA PELL A BECCIU - I RAPPORTI COL FINANZIERE TORZI CHE “OSTENTAVA” TRA I SUOI CONSULENTI ALCUNI POLITICI, COME TREMONTI E FRATTINI - IL RUOLO DEL BERLUSCONIANO GIANCARLO INNOCENZI – MARADIAGA, KINGMAKER DI BERGOGLIO E SPONSOR DELLA NOMINA DI GEORGE PELL, E’ IL NEMICO PIU’ FEROCE DI BECCIU. DIETRO L’AZZOPPAMENTO PER PEDOFILIA DI PELL AGIVA UNA PARTE DELLA CURIA FILO BECCIU - DAGOSPIA DEL 30 SETTEMBRE 2020

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/perche-rsquo-bergoglio-ha-levato-pell-becciu-rapporti-col-248486.htm

 

1 – BECCIU E IL PROCESSO A PELL IL SOSPETTO: TESTE COMPRATO

Valentina Errante per “il Messaggero”

 

ANGELO BECCIU E PAPA BERGOGLIO

Adesso il sospetto è che il processo per pedofilia in Australia a George Pell sia stato organizzato per fare fuori quel prefetto della Segreteria per l'Economia della Santa Sede che, nel 2015, tuonava al Meeting di Rimini con una relazione su Chiesa e denaro, dicendo che era giunto «il momento di mettere in ordine i conti, perché «la prossima ondata di attacchi alla chiesa potrebbe essere per irregolarità finanziarie».

 

GEORGE PELL

La vicenda è all'esame degli inquirenti vaticani, la Gendarmeria sta lavorando per raccogliere tutti gli elementi che confermerebbero l'adagio circolato all'interno delle Mura Leonine negli anni delle accuse e delle condanne al porporato: «I cannoni sono in Australia ma i proiettili sono fabbricati in Vaticano». Il monito di Pell contro i cardinali, «che aprono le porte a ladri e incapaci e si disinteressano di come vengano impiegati i soldi della Chiesa», coincide proprio con gli anni dell'affare di Sloane Avenue, l'acquisto del palazzo di Londra e le trame ordite con il finanziere Raffaele Mincione, per drenare circa 500 milioni di euro dalle casse della Santa Sede. Ed è allora che dalla Segreteria di Stato partono i bonifici per l'Australia.

 

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

LE VERIFICHE

Gli accertamenti degli inquirenti Vaticani riguardano soprattutto le movimentazioni bancarie della Segreteria di Stato tra il 2013 e il 2019. Si va indietro nel tempo all'inizio dell'operazione del palazzo di Londra, quando Segretario di Stato era ancora Tarcisio Bertone.

 

In un clima di veleni e accuse reciproche, le parole di monsignor Alberto Perlasca, inchiodato alle sue responsabilità e protagonista dell'operazione Sloane Avenue, hanno già determinato la richiesta di dimissioni da parte del Papa al cardinale Angelo Becciu.

GEORGE PELL

 

Tra le contestazioni mosse dal Santo Padre, i bonifici alla coop del fratello, che sarebbero arrivati tramite la Caritas di Ozieri, ma Becciu, nel 2017, prima di lasciare l'incarico di Sostituto, per diventare prefetto della Congregazione dei Santi, avrebbe fatto un bonifico anche a se stesso, sul suo conto privato allo Ior. Risalgono a un periodo precedente le rimesse che dalla Segreteria finiscono in Australia.

angelo becciu papa francesco 1

 

Circa 700 mila euro frazionati. L'ipotesi degli inquirenti è che quei soldi, attraverso alcuni prestanome, siano finiti nelle tasche degli accusatori del processo a carico di Pell, per condizionarne l'esito. E liberarsi dell'ingombrante porporato.

 

IL PROCESSO

Il 29 giugno 2017 la polizia australiana conferma l'imminente stato d'accusa per il cardinale Pell per gravi reati sessuali su minori, fra i quali quello di uno stupro. La vicenda risale a venti anni prima.

Giovanni Angelo Becciu

 

A puntare il dito contro il porporato è un trentenne, dopo la messa nella cattedrale di San Patrick, a Melbourne, quando aveva 55 anni, Pell, in sacrestia, avrebbe abusato di lui e un altro corista, allora tredicenni. Solo uno dei due chierichetti ha potuto testimoniare, l'altro è morto per overdose nel 2014. Ma aveva negato alla madre di essere stato abusato.

 

La Santa sede annuncia che Pell partirà per l'Australia «per affrontare le accuse che gli sono state mosse». L'11 dicembre 2018 il cardinale viene giudicato colpevole dalla giuria della County Court dello stato di Victoria e il 13 marzo 2019 viene condannato a una pena detentiva di sei anni.

GEORGE PELL HARRY POTTER

 

Si dichiara innocente, annuncia il ricorso in appello, l'istanza viene respinta. Ma alla luce dei numerosi vizi formali nelle procedure processuali, la Corte Suprema dell'Australia decide di ammetter la richiesta di appello presentata dal cardinale. Il 7 aprile scorso Pell è stato assolto. Sette giudici hanno votato all'unanimità e ne hanno disposto la scarcerazione dopo più di un anno di prigione.

 

Nelle motivazioni hanno concluso che esiste «una significativa possibilità che una persona innocente sia stata condannata perché le prove non hanno stabilito la colpevolezza al richiesto standard probatorio». Ora qualcuno dice che Papa Francesco abbia richiamato Pell e che il cardinale potrebbe tornare in Vaticano.

 

George Pell

2 – QUEI BONIFICI IN AUSTRALIA AGLI ACCUSATORI DI PELL

Estratto dell’articolo di Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

 

(…)

 

Nel 2017 il «ranger» australiano fu costretto a tornare in patria perché incriminato con l'accusa di pedofilia. Condannato a sei anni e mezzo di prigione, un anno e mezzo dopo fu scarcerato con un proscioglimento dell'Alta Corte Australiana: le accuse contro di lui, insomma, non reggevano.

 

i bonifici sospetti dallo ior in australia

Forse perché, come sta iniziando ad emergere dall'inchiesta d'Oltretevere, erano accuse costruite ad arte per screditarlo e tenerlo lontano dal Vaticano, dove aveva impedito ad alcuni personaggi di mettere le mani sulle finanze del Papa. Dallo IOR, la banca vaticana, sarebbero partiti ben 700mila euro, transitati in altri conti correnti esteri con destinazione Victoria: proprio nello Stato federale dove si è celebrato il processo contro Pell.

angelo becciu papa francesco

 

I soldi sarebbero stati suddivisi a diversi protagonisti della vicenda tra cui, parrebbe, alcuni personaggi corrotti della polizia locale che avevano provato a utilizzare le accuse contro il porporato, così come dimostrato da alcune email del 2014, per sviare l'attenzione dell'opinione pubblica in un momento in cui il dipartimento era travolto da uno scandalo in cui figurava anche la 'ndrangheta. Una parte considerevole del tesoretto, 350mila euro, sarebbe invece stata versata a un testimone chiave che, proprio nel periodo in cui si era già costruito il castello di accuse contro Pell, era l'aprile del 2017, aveva stipulato un mutuo per l'acquisto di una casa.

 

MONSIGNOR ANGELO BECCIU

Dalle carte che Il Giornale ha potuto visionare viene fuori, infatti, che uno degli accusatori del porporato aveva acceso presso una banca locale un prestito da 470mila dollari australiani, l'equivalente allora di circa 350mila euro, per acquistare insieme alla compagna un appartamento. Altri soldi sarebbero stati versati ad un altro testimone che accusava Pell in un'altra vicenda di abusi, poi anche questa finita nel nulla. Non è un caso che all'indomani del licenziamento del cardinale Angelo Becciu, dimesso dal Papa che gli ha tolto anche i privilegi cardinalizi, il porporato australiano abbia diffuso un comunicato in cui si complimentava con Bergoglio per «i recenti sviluppi sulle finanze vaticane», invocando infine «ancora pulizia in Vaticano e a Victoria».

papa bergoglio

 

Questo perché, appena uscito di prigione, Pell, da uomo libero, aveva avuto modo di confrontarsi con una serie di persone che durante la sua reclusione avevano indagato sulla vicenda, scoprendo appunto la possibilità che dietro quelle terribili accuse ci fosse ben altro. Il «ranger» aveva messo insieme i pezzi del puzzle e qualche giorno fa è arrivato a Roma, atteso anche da Papa Francesco.

 

papa bergoglio

Tra i temi preparati per l'incontro col Pontefice anche questa storia e quella dei tanti nemici che in Curia avevano provato a sgambettarlo. Non sono pochi quelli che oggi puntano il dito contro il cardinale Becciu, perché lo stesso cardinale sardo, in conferenza stampa, ha rivelato che tra lui e Pell «c'erano modi diversi di vedere le cose», parlando di una sorta di «interrogatorio» sulla corruzione e sulla fedeltà al Papa a cui era stato sottoposto dal «ranger». Becciu, al momento, respinge ogni accusa di coinvolgimento in tutte queste ultime vicende, in attesa che i magistrati dicano come stanno veramente le cose.

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...