simone moro e tamara lunger

BRUTTO INCIDENTE PER SIMONE MORO E TAMARA LUNGER SULL'HIMALAYA - I DUE ALPINISTI SONO RIMASTI FERITI DURANTE LA SCALATA NELLA CATENA MONTUOSA DEL KARAKORAM: SI È APERTA UNA VORAGINE NEL GHIACCIO DURANTE L'APPROCCIO A UN CREPACCIO. MORO È PRECIPITATO A TESTA IN GIÙ PER VENTI METRI SBATTENDO SCHIENA GAMBE E GLUTEI SULLE LAME DI GHIACCIO. LA LUNGER È VOLATA FINO AL BORDO DEL CREPACCIO - IL RACCONTO  

Simone Pierini per www.leggo.it

 

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER

Paura Simone Moro e Tamara Lunger sull'Himalaya, feriti durante la scalata sull'Himalaya. L'alpinista bergamasco e l'altoatesina sono rimasti vittime di un incidente mentre stavano tentando la salita del Gasherbrum I e il concatenamento con il Gasherbrum II, nella catena montuosa del Karakoram, sull'Himalaya. Si è aperta una voragine nel ghiaccio durante l'approccio a un crepaccio. Moro è precipitato a testa in giù per venti metri sbattendo schiena gambe e glutei sulle lame di ghiaccio. La Lunger è «è letteralmente volata fino al bordo del crepaccio» con «la corda avvolta intorno alla mano» che «gliela stringeva come una morsa e provocandole dolori lancinanti e insensibilità». Il racconto è stato condiviso da entrambi su Facebook.

 

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER - INCIDENTE SULL HIMALAYA

IL RACCONTO DI SIMONE MORO

«Tutto è bene quel che finisce bene. Senza stare a girare troppo attorno al concetto, ieri siamo arrivati veramente a un soffio da un epilogo tragico e funesto sia per me che per Tamara. Eravamo intenzionati a passare due notti sulla montagna, raggiungere campo 1, dormire lì e il giorno dopo dirigerci verso campo 2. Eravamo FINALMENTE fuori dalla cascata di ghiaccio, avevamo superato anche l’ultimo grosso crepaccio e procedevamo sul plateau sommitale.

 

Sempre legati perché sapevamo che i crepacci erano sempre in agguato e antenne sempre dritte ma il morale alto e la soddisfazione di aver superato tutto Il labirinto di ghiaccio grande. Ma la giornata non era finita e quello che ci aspettava terribile. Approcciando un crepaccio mi sono messo come sempre in posizione per assicurare Tamara che per prima lo ha attraversato e si è poi portata in zona di sicurezza, 20 metri oltre il crepaccio. Poi è venuto il mio turno e dopo una frazione di secondo, mi si è aperta una voragine sotto i piedi e sono precipitato.

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER - INCIDENTE SULL HIMALAYA 3

 

Tamara ha subìto uno strappo tanto violento che è letteralmente volata fino al bordo del crepaccio e io in caduta libera a testa in giù per 20 metri sbattendo schiena gambe e glutei sulle lame di ghiaccio sospese nel budello senza fine in cui continuavo a scendere. Largo non più di 50 cm, tutto buio. Sopra Tamara aveva la corda avvolta intorno alla mano e gliela stringeva come una morsa e le provocava dolori lancinanti e insensibilità. Io ero al buio e lei lentamente scivolava sul ciglio del crepaccio. Il tutto complicato dal fatto che lei aveva le racchette da neve ai piedi.

 

Sono riuscito con una mano a mettere un primissimo precario ancoraggio e, pur sentendomi lentamente scendere verso l’abisso ho avuto la lucidità di prendere la vite da ghiaccio che avevo all’imbrago e fissarla nella parete liscia e dura del crepaccio. Quella vite ha fermato lo scivolamento mio e la probabile caduta nel crepaccio di Tamara. Da lì, senza entrare nei dettagli, ci siamo inventati il modo di uscire. Quasi due ore dopo. Contorsionismi e mille sforzi mi hanno permesso al buio e schiacciato tra due pareti larghe 50 cm. e risalire in piolet traction tutto il crepaccio.

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER - INCIDENTE SULL HIMALAYA

 

Tremolante e con mille contusioni ho abbracciato Tamara che piangeva anche dal dolore alla mano. Mentre salivo era riuscita ad organizzare una bella sosta di recupero e ad assicurarmi mentre scalavo i 20 interminabili metri di ghiaccio liscio. Siamo scesi al campo base che, già allertato e rassicurato via radio. Oggi ho organizzato l’evacuazione di trasportata con richiesta di accertamenti medici per entrambi. Oggi i dolori sono più forti e la mano di Tamara parzialmente insensibile e non utilizzabile».

 

IL RACCONTO DI TAMARA LUNGER

«Forse devo cambiare le mie mete? A volte magari si vuole troppo, ma ieri non era proprio cosi! Volevamo solamente andare su a dormire al nostro campo 1. Eravamo veloci e felici abbiamo traversato la scala e il meteo peggiorava, ma ormai mancava pochissimo al pianoro sicuro! Trovare la via sembrava più facile di sempre e come sempre facevamo attenzione. Ma poi, dopo che ho attraversato il crepo e ho fatto quel pezzo ripido, mi sono fermata.

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER - INCIDENTE SULL HIMALAYA 4

 

Stavo per fare il mezzo barcaiolo per far venire Simone, lui ha fatto il suo primo passo e all’improvviso è sparito nel buco. La mano mi si è strozzata nella corda e sono volata fino a mezzo metro dal buco. Ho fatto di tutto e di più, il tempo sembrava infinito e alla fine potevo scordarmi dei pensieri di morte, grazie a dio!

 

Tutti e due abbiamo lavorato al meglio per far venire fuori Simone e i suoi 20 m. di volo! Siamo salvi adesso! La mano ha pagato fortemente, siccome ho tenuto appesi al pollice, per almeno 2 min. 90 kg di Simone più lo zaino al mio pollice. Ho gridato come una persona che viene uccisa, e capivo cosa stava per accadere... Ho affrontato tutto il lavoro con una mano, tra fiducia e lacrime. Di nuovo, siamo salvi! Simone ha organizzato l’evacuazione e e gli accertamenti medici. Vediamo! Sono triste e riflessiva...».

SIMONE MORO E TAMARA LUNGER - INCIDENTE SULL HIMALAYA 5

 

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