cia central intelligence agency

AL BUIO IL "PRINCIPE DELLE TENEBRE" DELLA CIA - L'INTELLIGENCE AMERICANA PREPENSIONA, COME SE FOSSE UNA DITTA QUALSIASI, IL SUPER AGENTE MIKE D'ANDREA, DETTO ANCHE "IL MIETITORE" O "IL LUPO": CARATTERE SCORBUTICO E UN'OSSESSIONE, CIOÈ DISTRUGGERE AL QAEDA - ELIMINÒ BIN LADEN, SI CONVERTÌ ALL'ISLAM PER AMORE DELLA MOGLIE, INVENTÒ I DRONI KILLER: LAVORAVA 12-14 ORE AL GIORNO, 7 SU 7, L'ULTIMA SUA VITTIMA ILLUSTRE È STATO IL GENERALE IRANIANO QASEM SOLEIMANI...

Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

 

foto di mike d andrea

Ayatollah Mike. Il mietitore. Il principe delle Tenebre. Il Lupo. Soprannomi che equivalgono alle tacche su un cinturone. Carattere scorbutico. Un'ossessione: distruggere Al Qaeda.

 

C'è questo e molto di più nel profilo di Mike D'Andrea, funzionario che per anni ha guidato l'anti-terrorismo della Cia ed è poi passato a dirigere il «centro Iran». Ora lo hanno mandato in pensione perché il suo ufficio è tornato nella divisione Medio Oriente, sono altre le priorità. A cominciare dalla Cina e clima. Inoltre non era più nei cuori della dirigenza.

 

cia central intelligence agency

Mike, nome in codice Roger, è nato in Virginia, è cresciuto in una famiglia di agenti ed ha finito per identificarsi in quel ruolo. Dicono che durante i corsi d'addestramento alla famosa «fattoria» non avesse brillato, era indietro rispetto ad altre reclute.

 

Poi ha bruciato le tappe trasformando il lavoro in una missione. Lo hanno mandato in Africa, ha dovuto imparare a districarsi in Paesi instabili, tra cento fazioni. Ha svolto il compito ed ha anche trovato moglie, una musulmana delle Comore e per questo motivo si è dovuto convertire.

 

CIA

Quindi nuove «stazioni» all'estero, compreso un posto importante come Il Cairo. Gradino dopo gradino è approdato all'unità che doveva inseguire i seguaci di Bin Laden. E l'ha guidata - fatto raro - per un periodo lunghissimo, dal 2006 al 2015.

 

Le testimonianze di amici e nemici convergono. Arrivava per primo a Langley e se ne andava per ultimo. A volte non se ne andava per nulla rimando a dormire su un divano. Grande fumatore, grande bevitore di bibite gassate, ha sempre preteso il massimo dai suoi, facendoli soffrire, pretendo lealtà assoluta.

 

OSAMA BIN LADEN 11 SETTEMBRE

Poche le pause, 12-14 ore di impegno, 7 giorni su 7. Maniacale nella gestione, sferzante nei giudizi, ostico con i superiori. Sotto Roger la campagna contro i jihadisti ha assunto cadenze impressionanti, con centinaia di militanti uccisi, compreso Osama.

 

D'Andrea è convinto che esista un'unica soluzione: farli fuori, terrorizzare i terroristi. E si è affidato ai droni che hanno utilizzato missili con cariche modificate. Questo dopo che i test condotti nel deserto del Nevada avevano dimostrato che gli ordigni potevano essere meno efficaci.

 

OSAMA BIN LADEN

Anche se facevano morti comunque, senza distinzioni. La guerra è sempre stata sporca, mai innocente. Nel 2009 l'intera sezione Cia nella base di Khost è annientata da un kamikaze giordano. E in quei giorni a D'Andrea sarà rimproverata la scelta di aver affidato il team ad una collaboratrice brava nell'analisi ma senza alcuna esperienza sul campo.

 

Un'ombra sul principe nero. Poi la tragedia nel 2015 quando un raid uccide per errore l'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto e l'americano Warren Weinstein in Pakistan. Alcune delle tante vittime civili, storia ripetutasi a Kabul in agosto.

 

qasem soleimani

Roger - che sarà al centro di scontri con i vertici dell'agenzia - è trasferito ad altro incarico. Riemergerà nel 2017 sotto l'amministrazione Trump, gli hanno affidato il dossier Iran. Altri colpi, ancora operazioni.

 

Il generale iraniano Qasem Soleimani è assassinato a Bagdad da un drone. Il nome di D'Andrea rispunta sospinto da voci mediorientali che lo danno per morto in un incidente aereo in Afghanistan. Schermaglie psicologiche. Sono le ultime notizie sulla spia, poi il pensionamento forzato come fosse un impiegato di una ditta. Può sembrare strano, ma la Cia è anche questo.

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