italia rossa gialla arancione

CAMBIARE COLORE? CAMBIAMO I PARAMETRI! - IL PORTAVOCE DEL CTS, SILVIO BRUSAFERRO, STA LAVORANDO ALLA REVISIONE DEI PARAMETRI ASSIEME AI TECNICI DELLE REGIONI, CHE TEMONO NUOVE CHIUSURE PER COLPA DI UN ALTO INDICE RT. LA SOLUZIONE? DARE UN RUOLO PIÙ IMPORTANTE ALL'INCIDENZA E ALL'RT OSPEDALIERO CHE NON FAREBBE SCATTARE CON FACILITÀ LA FASCIA ARANCIONE PER CHI È IN BILICO...

Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni per il "Corriere della Sera"

 

silvio brusaferro gianni rezza

Il pendolo del coprifuoco, che da giorni oscilla a seconda del diverso grado di prudenza dei partiti, è fermo sulle ore 23. Le Regioni hanno presentato al governo una proposta in cui chiedono di accorciare di un'ora il divieto di circolazione, facendo slittare il ritorno a casa dalle dieci alle undici della sera. A quanto raccontano i ministri, Mario Draghi non vuole per ora andare oltre. I numeri dei contagiati e dei morti toccano la soglia più bassa dallo scorso ottobre, ma a Palazzo Chigi c'è preoccupazione per l'euforia dei tanti italiani che hanno fretta di tornare alla socialità pre-Covid.

 

speranza draghi

Le immagini delle spiagge invase nel weekend, gli assembramenti nelle vie dello shopping, le feste di nozze abusive, le risse notturne nel centro di Roma, Milano e Napoli in pieno coprifuoco, allarmano gli scienziati e inducono il governo a prendersi qualche giorno di riflessione in più. La cabina di regia politica attesa tra oggi e domani dovrebbe occuparsi del decreto Sostegni, eppure il pressing del centrodestra è forte e non si può escludere che si parli anche di coprifuoco e dintorni. «Aperture, aperture, aperture - è il leitmotiv di Matteo Salvini -. Ritorno al lavoro, senza coprifuoco».

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

Ma se il leader della Lega chiede una svolta in settimana, Draghi non cambia linea e continua a muoversi «con gradualità e prudenza». Per quanto determinato a far ripartire il turismo e ad accogliere gli stranieri, il premier non vuole sbagliare i tempi. In asse con Draghi, Enrico Letta schiera il Pd «per riaperture irreversibili e contro nuove chiusure» e chiede che siano rispettati «i protocolli e la tempistica che ci siamo dati». E ancora, polemizzando con il leader della Lega dai microfoni di Radio Immagina: «Gli italiani non vanno dietro ai pifferai magici».

 

SILVIO BRUSAFERRO

La stessa dose di prudenza arriva dal M5S, favorevole a riaperture graduali che tengano conto della curva dei contagi e del numero di vaccinazioni fatte: «No al liberi tutti». Eppure, alla luce dei dati incoraggianti, anche l'ala più prudente della maggioranza è ormai pronta a «riaprire in sicurezza». Luigi Di Maio, che è ministro degli Esteri, chiede di «alleggerire le misure per attrarre turisti in Italia».

 

E Speranza, che ha sempre tenuto la linea del rigore assoluto, è pronto ad allentare il coprifuoco perché vede nei 24 milioni di vaccini somministrati in Italia una garanzia sufficiente per restituire libertà ai cittadini. «Con prudenza, senza sbandamenti né colpi di testa, dobbiamo continuare il percorso delle riaperture», è il ragionamento che il ministro della Salute ha condiviso con gli esperti.

 

italia zona rossa 4

L'interrogativo allora è quale sarà il giorno tanto atteso, in cui slitterà o finirà il coprifuoco. Una data probabile è il 17 maggio, perché è un lunedì, giorno in cui entrano in vigore le nuove misure e perché il premier si era impegnato a fare un «tagliando» alla metà di maggio. Per adesso una cabina di regia ad hoc e il successivo Consiglio dei ministri non sono ancora in agenda, ma Draghi potrebbe convocare le riunioni nel weekend, dopo aver visto i dati epidemiologici del consueto monitoraggio del venerdì.

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

Al tavolo con il premier, Speranza porterà un dato interessante per aiutare il governo a decidere il da farsi. Le misure dure che erano state assunte per le feste di Natale, con l'Italia tutta in arancione e rosso fino al 7 gennaio, avevano raffreddato molto la curva del virus. A 22 giorni di distanza, il 29 gennaio, si era toccata la soglia più bassa di contagi e adesso lo stesso parametro di tre settimane potrebbe essere usato per valutare come il Paese ha retto alle riaperture del 26 aprile, data del decreto in vigore.

 

serracchiani

Il 18 maggio dunque l'Italia dovrebbe vedere i massimi effetti delle restrizioni ed è intorno a quella data che potrebbe scattare il nuovo allentamento. Tra il 5 e il 20 giugno chiudono le scuole, che nella maggior parte delle regioni si fermano l'8 giugno. È un'altra data da segnare in rosso, perché lo stop alle lezioni in presenza avrà un effetto benefico sull'indice Rt: un «tesoretto», per dirla con Speranza, che consentirà altre riaperture. La capogruppo del Pd Debora Serracchiani, sulla base dei 500 mila vaccini al giorno, chiede «la revisione dello stop dei centri commerciali nel fine settimana» per dare un «robusto colpo di acceleratore a tutto il sistema».

 

mario draghi luigi di maio

Una data per il via libera ancora non c'è, perché gli scienziati ritengono ancora troppo pericoloso quel mix tra ristorazione e ballo che sono le feste di matrimonio. Il 15 maggio scade l'ordinanza che impone la quarantena di 5 giorni a chi entra in Italia da un Paese europeo e Speranza e Di Maio hanno già detto che non sarà rinnovata, per favorire il turismo.

 

La quarantena per chi rientra dagli Stati Uniti potrebbe finire due settimane più tardi: il 3 giugno i ministri della Salute del G7 discuteranno la proposta di Speranza che ha chiesto a Usa, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania e Giappone di far cadere reciprocamente l'obbligo di isolamento. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, pensa che quando toccheremo i 30 milioni di vaccinati la protezione individuale all'aperto possa restare solo in caso di assembramento.

 

GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI LUIGI DI MAIO

Ma di questo tema non si è ancora parlato nelle riunioni di governo. Il portavoce del Cts, Silvio Brusaferro, sta lavorando alla revisione dei parametri assieme ai tecnici delle Regioni, che temono nuove chiusure per colpa di un alto indice Rt. La soluzione che si sta delineando è dare un ruolo più importante all'incidenza e all'Rt ospedaliero che non farebbe scattare con facilità la fascia arancione per chi è in bilico.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...