charlie mullins

CESSO DI SBLOCCARE I GABINETTI – LA STORIA DA WORKING CLASS HERO DI CHARLIE MULLINS, L’IDRAULICO DELLE STAR CON LA TERZA MEDIA CHE HA VENDUTO LA SUA AZIENDA PER 160 MILIONI DI EURO. HA LASCIATO LA SCUOLA A 15 ANNI E HA COSTRUITO UN IMPERO CON 400 DIPENDENTI E 100MILA LAVORI OGNI ANNO NELLE CASE LONDINESI. TRA I SUOI CLIENTI LIAM GALLAGHER, DANIEL CRAIG E DIVERSI GIOCATORI DEL CHELSEA – COSA FARA’ ORA? LUI NON HA MAI NASCOSTO L’AMORE PER IL...

Chiara Bruschi per “il Messaggero”

 

charlie mullins

Quando di anni ne aveva quindici, Charlie Mullins, figlio di un operaio e di una donna delle pulizie con cui viveva in due stanze a Camden Town, ha lasciato la scuola senza conseguire alcuna qualifica ed è stato assunto come apprendista idraulico. Per una paga misera che però è riuscito a far fruttare come pochi altri: quello che ha imparato sul campo gli ha permesso di fondare una sua azienda, la Pimlico Plumbers.

 

Nel 1979 ha iniziato con una cassetta degli attrezzi e un furgone di seconda mano e oggi la sua società è stata venduta al colosso americano Neighborly per una cifra stimata dal Financial Times che va dai 145 ai 163 milioni di euro.

 

charlie mullins 40

Nelle tasche del fondatore, che ora di anni ne ha 68, ne finirà il 90% (il rimanente 10% appartiene ancora al figlio Scott che rimane come capo esecutivo). I VIP Cifre da capogiro che hanno a che fare col grande successo dell'imprenditore londinese, molto amato dalle celebrità della Capitale: in passato si sono rivolti a lui, tra gli altri, l'ex cantante degli Oasis Liam Gallagher, lo 007 Daniel Craig, l'attrice Helen Mirren e numerosi giocatori del Chelsea. Una lunga lista di clienti di lusso in cerca di esperti in grado di rifare un impianto di riscaldamento, ristrutturare un bagno, un impianto elettrico, o far funzionare uno scarico bloccato. E la richiesta di questi servizi non è certo diminuita nell'anno del Covid, il 2020, anzi è aumentata: mentre la maggior parte delle imprese arrancava, la Pimlico Plumbers ha guadagnato 60 milioni di euro.

 

charlie mullins 2

LA VENDITA Coi suoi oltre 400 dipendenti e 100mila lavori ogni anno nelle case e nelle aziende dei londinesi, l'impresa di Mullins è stata molto richiesta sul mercato, non appena il suo fondatore ha deciso di metterla in vendita. Si sono fatti vivi compratori da Francia, Stati Uniti e Medio Oriente. Ad avere la meglio è stata la texana Neighborly, che negli Usa si occupa di fornire servizi simili a oltre 10 milioni di clienti. «È il momento di diventare internazionali ha detto Charlie alla BBC amerò per sempre la mia impresa, è il lavoro di una vita e quello che abbiamo raggiunto è incredibile. Neighborly la porterà un altro livello».

 

charlie mullins

Se le sorti dell'azienda sembrano scritte, per quanto riguarda invece il futuro del suo fondatore le idee sono meno chiare. Di certo non andrà in pensione e «non sbloccherà più nessun gabinetto»: si vocifera di investimenti nella promozione musicale o nell'acquisto di proprietà oltremare. Difficile fare previsioni: l'idraulica è diventata la sua passione quando ha dovuto rinunciare al pugilato professionistico, nel 2015 e 2017 aveva finanziato il partito Conservatore e si era detto disposto a tutto pur di contrastare l'uscita del Regno Unito dall'UE (si era anche rifiutato di rimuovere un cartello gigante con scritto Bollocks to Brexit affisso sull'edificio che ospita la sede centrale della sua azienda) ed era poi passato al partito Liberal Democratico. Nel 2020 sembrava intenzionato a candidarsi a sindaco della Capitale da indipendente.

 

 IL LUSSO Una cosa è sicura: Mullins non ha mai nascosto l'amore per il lusso e la bella vita. In un'intervista aveva sottolineato di preferire di gran lunga spendere che risparmiare. «Lavoro sodo, le persone attorno a me lavorano sodo e voglio godermi quello che ho guadagnato».

 

charlie mullins 19

Tra i suoi brand preferiti ci sono Prada e Cartier, ama gli abiti su misura, le scarpe fatte a mano e la sua Bentley Mulsanne, dello stesso blu usato per i suoi furgoni della Pimlico Plumbers. Per non parlare della sua collezione di targhe personalizzate a tema idraulico che ha un valore stimato di 1,5 milioni di sterline. Quando il sito Real Business gli ha chiesto quale fosse il suo investimento migliore, però, non ha risposto citando l'auto di lusso o la villa a Marbella: «Sono i quattro anni spesi facendo l'apprendista. Quando mi alzavo ogni mattina alle 5 per arrivare in orario e dovevo ascoltare sempre qualcuno che mi diceva cosa fare e come, anche se la maggior parte delle volte ero sicuro di saperlo fare meglio».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…