papa francesco e massimiliano strappetti infermiere

CHI È L'INFERMIERE CHE HA SALVATO LA VITA AL PAPA? - NEI CORRIDOI DEL VATICANO IN MOLTI HANNO RICONOSCIUTO IN MASSIMILIANO STRAPPETTI LA PERSONA LODATA DA FRANCESCO PER L'OPERAZIONE AL COLON: CINQUANTADUE ANNI, TIFOSO DELLA LAZIO, IMPEGNATO NEL VOLONTARIATO CON I SENZATETTO, È ARRIVATO ALLA GUARDIA MEDICA DEL VATICANO DOPO UN PERCORSO PROFESSIONALE AL GEMELLI - FRANCESCO SULLE VOCI DI ADDIO: "QUANDO UN PAPA È MALATO, SI ALZA UN VENTO O UN URAGANO DI CONCLAVE"

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera

 

massimiliano strappetti con la moglie 2

«Mi ha salvato la vita un infermiere. Un uomo con molta esperienza». Dopo giorni di retroscena sulle sue reali condizioni di salute, successive all'intervento al colon del 4 luglio, papa Francesco, in un'intervista all'emittente spagnola Radio Cobe, ha ironizzato: «Sono salvo». Ma poi, più serio, ha voluto sottolineare gli effetti di un'intuizione che lo ha portato ad affrontare l'intervento per la stenosi diverticolare sintomatica del colon.

 

massimiliano strappetti con la moglie 1

Un suggerimento sulla base dell'analisi dei sintomi che è stato decisivo nell'indurre il Papa a sottoporsi a quella operazione, compiuta con successo al Policlinico, Agostino Gemelli di Roma, dal chirurgo Sergio Alfieri, nella quale venne deciso in corsa, in sala operatoria, il cambio di tecnica: passando da quella laparoscopica, con piccoli fori, a quella tradizionale con il taglio.

 

massimiliano strappetti 2

«È la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita: la prima è stata nell'anno '57», ha aggiunto il Papa, alludendo a quando, a 21 anni, gli venne asportata una parte del polmone destro e una seminarista italiana, infermiera in Argentina, si oppose alla medicazione prevista.

 

A far da angelo custode al Papa prima, e dopo quell'intervento, Massimiliano Strappetti. Gentile, appassionato del suo lavoro, riservatissimo, nei corridoi del Vaticano in molti hanno riconosciuto in lui l'infermiere lodato dal Papa.

 

Proprio lui era apparso accanto al Pontefice nella prima uscita pubblica, all'Angelus dell'11 luglio, assieme ai «piccoli amici» di Jeorge Mario Bergoglio: i pazienti del reparto pediatrico di oncologia del Gemelli.

 

papa francesco

Cinquantadue anni, padre e marito affettuoso, descritto da chi lo conosce come generoso e dedito agli altri anche al di fuori del suo lavoro. Un impegno nel volontariato che lo porta a prendersi cura di quegli ultimi tanto cari a papa Francesco. Quelli che vengono chiamati «barboni».

 

massimiliano strappetti 1

In servizio alla Guardia medica del Vaticano, Strappetti è giunto dopo un percorso professionale al Gemelli. Per anni aveva lavorato in Rianimazione: un reparto cruciale e delicatissimo in cui la differenza tra la vita e la morte la può fare una semplice svista o un'intuizione felice.

 

massimiliano strappetti 3

Poi è stato chiamato in Vaticano e ha prestato assistenza con papa Woytila e papa Ratzinger. Schivo, discreto, Strappetti non fa accenno sui social a quei giorni che hanno lasciato col fiato sospeso, non solo i cattolici.

 

Nel suo profilo Facebook, foto di familiari e qualche simbolo della Lazio, come l'Aquila o il vecchio allenatore Petkovic. Tra gli ultimi post, la scritta: «I vaccini non ti fanno ammalare di Covid», e la foto di un neonato affidato ai militari, oltre il filo spinato, da una mamma afghana: «Foto simbolo di un dolore immenso e della cattiveria umana».

 

foto pro lazio postata da massimiliano strappetti

Il Papa che ha progettato per il prossimo 12 settembre un viaggio di 4 giorni a Budapest nell'udienza di venerdì scorso si è scusato di non poter parlare in piedi: «Sono ancora nel periodo post-operatorio e devo farlo da seduto».

 

Nell'intervista a radio Cope, però, il pontefice ha tagliato corto replicando alle speculazioni sulle sue possibili dimissioni dicendo: «Quando un Papa è malato, si alza un vento o un uragano di Conclave».

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…