feyenoord piazza di spagna barcaccia

CHI PAGA PER I DANNI ALLA BARCACCIA? - CONDANNE SINO A 4 ANNI AI PER I SEI ULTRÀ OLANDESI DEL FEYENOORD CHE DEVASTARONO PIAZZA DI SPAGNA NEL 2015 - RICONOSCIUTI I REATI DI RADUNATA SEDIZIOSA E RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE AGGRAVATA. NESSUNO, INVECE, PAGHERÀ PER I DANNI ALLA FONTANA - IL VICE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, FRANS TIMMERMANS, OLANDESE E ROMANISTA, AVEVA CHIESTO LA “LINEA DURA CONTRO LE AZIONI DI CHI SI DEFINISCE TIFOSO DEL FEYENOORD”

Marco Carta per "il Messaggero"

 

tifosi Feyenoord barcaccia roma

Bombe carta, fumogeni e alcool a fiumi. Le strade del Tridente sommerse da un tappeto di bottiglie di vetro. Per un'intera giornata - nel febbraio 2015 - migliaia di tifosi olandesi avevano messo a ferro e fuoco piazza di Spagna, danneggiando anche la fontana della Barcaccia. Ieri, a distanza di 6 anni, per quel pomeriggio di follia urbana, sei ultrà sono stati condannati con pene fino a 4 anni.

 

Nessuno, invece, pagherà per i danni alla fontana, sommersa dai rifiuti e scalfita dai petardi e dagli oggetti di ogni tipo lanciati contro la polizia. In quasi seimila erano giunti da Rotterdam per seguire la squadra del cuore, il Feyenoord, impegnata nei sedicesimi di finale di Europa League contro la Roma. Per due giorni i tifosi avevano invaso il centro storico terrorizzando turisti e commercianti e ingaggiando duelli con le forze dell'ordine.

danni alla fontana della barcaccia

 

GLI SCONTRI I primi tafferugli avvengono il 18 febbraio 2015. Centinaia di tifosi ubriachi stazionano in piazza Campo de' Fiori poi si scagliano contro le forze dell'ordine, intervenute per riportare la calma. 33 tifosi olandesi vengono fermati, 23 arrestati. Ma è solo l'antipasto di quello che accadrà il giorno successivo.

 

Il match è previsto per le 19 e a piazza di Spagna vengono convogliati i tifosi che dovranno andare allo stadio Olimpico. Il piano, predisposto dalle autorità, prevede il trasporto con dei pullman da piazza delle Canestre. Ma l'attesa e l'alcool che scorre a fiumi trasformano il Tridente prima in una latrina a cielo aperto e poi in un campo di battaglia. Le forze dell'ordine sorvegliano gli hooligan olandesi a distanza cercando di contenerli. Ma quando cercano di convogliarli verso i bus, succede il caos. I più facinorosi iniziano a lanciare di tutto: bottiglie, petardi, bombe carta. In pochi istanti piazza di Spagna si trasforma in un'area di guerriglia.

 

danni alla fontana della barcaccia

E a farne le spese - oltre ai poliziotti feriti - è anche la fontana della Barcaccia, appena restaurata. L'opera del Bernini è invasa dalla spazzatura e danneggiata in alcune parti dall'esplosione dei fumogeni e delle bomba carta lanciate dai supporter olandesi. Il pomeriggio di follia si conclude con l'arresto di sei tifosi olandesi, incastrati anche dalle immagini video: Van Oeveren Leendert Johan, difeso dall'avvocato Giovanni Ferrari, Akkerman Wouter David, Koster Nathaniel, Molkenboer Robert, Van de Ven Youri, e Van Oeveren Renè, tutti difesi dall'avvocato Roberto Spadoni.

 

I sei vengono accusati di radunata sediziosa, resistenza a pubblico ufficiale aggravata per aver «lanciato numerose bottiglie e grossi petardi verso il personale delle forze dell'ordine in servizio», come si legge nel capo di imputazione. A due di loro, Akkerman e Molkenboer, viene anche contestato il reato di lesioni per aver preso a calci e pugni tre poliziotti causando lesioni giudicate guaribili in tre giorni. «Erano un migliaio e ci lanciavano contro di tutto. Una pioggia di bottiglie, petardi e fumogeni».

 

tifosi feyenoord barcaccia

IL PROCESSO Nel corso del processo, gli agenti di polizia in servizio hanno ricostruito gli attimi di follia di quel pomeriggio, che si trasforma in un vero e proprio caso diplomatico tra l'Italia e l'Olanda, sotto accusa per il comportamento dei suoi cittadini. Le immagini della fontana di piazza di Spagna ricoperta dai rifiuti fanno il giro del mondo. La mappatura delle scheggiature della fontana della Barcaccia evidenzia 110 scalfiture. I danni vengono definiti dalla Sovrintendenza «irreparabili», ma dall'Olanza vengono pormosse diverse iniziative di raccolta fondi per il restauro.

 

danni alla fontana della barcaccia

A prendere posizione è anche il vice presidente della commissione europea, Frans Timmermans, olandese e romanista, che chiede la «linea dura contro le azioni di chi si definisce tifoso del Feyenoord». Proprio come i 6 finiti a processo a piazzale Clodio. Nei loro confronti il pm Marcello Cascini aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. I giudici della V sezione collegiale, presieduta da Claudio Politi, hanno però condannato a 4 anni solo i due tifosi arrestati per resistenza aggravata e lesioni. Mentre gli altri quattro tifosi arrestati per il reato di resistenza aggravata sono stati condannati a 3 anni e 8 mesi.

frans timmermans

 

 Assoluzione invece dal reato di radunata sediziosa. I giudici inoltre hanno disposto 3.000 euro di indennizzo al Codacons che - a differenza del Comune di Roma - si è costituito parte civile nel processo. Sempre per gli stessi fatti, in Olanda erano stati processati altri 44 tifosi, individuati dalle autorità olandesi. La pena più alta - 18 mesi di carcere - era stata inflitta a un ventunenne che aveva lanciato una bomba carta contro un poliziotto italiano. La maggioranza degli imputati, invece, era stata condannata a scontare tra le 150 e le 200 ore di lavori socialmente utili. Ai 44 tifosi venivano contestati solo gli scontri contro le forze dell'ordine italiane. A distanza di sei anni, insomma, nessuno ha mai pagato per il danneggiamento alla Barcaccia.

danni alla fontana della barcaccia

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO