assembramenti per andrea damante in una discoteca di alba adriatica

DISCO INFERNO - LA PISTA DA BALLO RESTA CHIUSA. DEI 2800 LOCALI TRAVOLTI DALL' EMERGENZA, IL 30 PER CENTO NON RIAPRIRÀ COMUNQUE PERCHÉ HA GIÀ FALLITO E IL 40 PER CENTO È A UN PASSO DALLO SPROFONDARE. IL SETTORE CHE PRIMA DEL VIRUS REGISTRAVA UN GIRO D' AFFARI ANNUO DI 800 MILIONI DI EURO È IN GINOCCHIO - LA PROTESTA DEI GESTORI DEI LOCALI: "L'ATTEGGIAMENTO DELLA CABINA DI REGIA E' INCOMPRENSIBILE" - IPOTESI GREEN PASS PER ANDARE IN DISCOTECA

Francesco Bisozzi per "il Messaggero"

 

discoteca sardegna

Ha subìto un milione di euro di perdite in 15 mesi di Covid, incassato appena 28 mila euro di ristori, giusto sufficienti a coprire un terzo della spesa annuale per l' affitto, venduto una casa di proprietà per non dichiarare bancarotta e se questa estate non potrà riaprire allora dovrà gettare la spugna.

 

È la storia di Maurizio Pasca, proprietario del Quattro Colonne di Gallipoli e presidente della Silb-Fipe di Confcommercio, che rappresenta il settore delle discoteche e dell' intrattenimento serale in generale.

 

Il suo sfogo: «Nella mia situazione ci sono molti altri imprenditori del divertimento notturno. Siamo favorevoli all' ipotesi di un green pass per le discoteche, però abbiamo bisogno che il governo ci indichi ora una data certa per la riapertura. Dei 2800 locali travolti dall' emergenza, il 30 per cento non riaprirà comunque perché ha già fallito e il 40 per cento è a un passo dallo sprofondare».

 

Test in discoteca 2

Parliamo di un settore che prima del virus registrava un giro d' affari annuo di 800 milioni di euro e due miliardi di fatturato, con centomila occupati complessivi. «Figure atipiche, a chiamata, che non hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo nel corso dell' emergenza e che ora sono alla canna del gas», prosegue Maurizio Pasca.

 

BARMAN E DEEJAY Tra le categorie colpite: barman, buttafuori, addetti ai guardaroba, alle pubbliche relazioni, deejay. In Emilia-Romagna, per esempio, ci sono 259 locali notturni (discoteche, sale da ballo, night club e simili) di cui più di 150 rischiano il fallimento secondo i calcoli dell' associazione di Confcommercio. Nel Lazio i locali notturni sono 257, 410 in Lombardia, 158 in Campania, meno di cento in Sardegna e 69 in Puglia.

Test in discoteca

 

La maggior parte è in affitto e la spesa può arrivare a superare nelle discoteche maggiori e in città come Milano la soglia dei 300 mila euro annui. Appena il 20 per cento delle discoteche è dotata di spazi all' esterno, dunque quelle che in questa fase hanno potuto reinventarsi puntando su servizi dedicati al benessere e aperitivi con musica di sottofondo sono una minoranza.

 

La Capannina a Forte dei Marmi per esempio ha deciso di smarcarsi dall' intrattenimento formato discoteca e scommette in questa fase proprio sugli aperitivi.

Senza dehor il Cocoricò, iconica discoteca di Riccione, ma anche qui si respira aria di cambiamento: in fase di ristrutturazione, la struttura ospiterà in futuro il museo Discocratico, primo museo in un club in Italia. «La chiusura delle discoteche è un autogol anche sotto il profilo della ripresa del turismo, a cui il governo tiene molto, perché chi in questo momento progetta una vacanza all' insegna del divertimento guarda all' estero per prenotare

 

L' atteggiamento della cabina di regia è incomprensibile ai nostri occhi, oltre che inaccettabile.

 

roma, festa clandestina nella discoteca mascherata da ristorante 1

 

Chiediamo al Cts di valutare attentamente il nostro protocollo sanitario per la riapertura delle discoteche in modalità covid-free», aggiunge il presidente di Silb-Fipe.

La ripartenza delle discoteche passa anche dal livello di vaccinazione della popolazione più giovane. «Offriamo la nostra disponibilità a organizzare open day per le somministrazioni anche nelle discoteche in vista di eventi estivi, affinché nella campagna vaccinale possano essere raggiunti sempre più ragazzi», spiega Pasca. Allo stremo Paolo Aronica proprietario del Banacher di Aci Castello, nel catanese, noto per aver ospitato un tempo star come Milva, Fred Bongusto e Franco Califano, che richiama l' attenzione sul fenomeno delle feste abusive:

 

discoteca

«Se non ci faranno riaprire le persone andranno a ballare nei lidi balneari, sulle spiagge, sull' Etna, in modo abusivo, con un elevato rischio di assembramenti». Alberto Baldaccini, socio dell' Hollywood di Milano si augura che gli esperimenti a Milano e Gallipoli con le discoteche Covid-free sblocchino la situazione: «Credo che ormai sia diffusa la convinzione che non siano le discoteche a far impennare i contagi, ma la vita ordinaria della gente. Ormai è superato il concetto di untore per la discoteca. Noi siamo pronti a riaccendere la musica, ma i gestori hanno bisogno di un mese di tempo per riprendere in mano gli spazi e riorganizzarli. Bisogna rimettere in moto una macchina che è ferma da un anno e mezzo».

discotecadiscotecadiscoteca

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…