FAMOLO SUBITO! LA FAMIGLIA DELLE BABY MAMME VIVE IN SALENTO: LEI RESTA INCINTA AD 11 ANNI (LA MADRE L’AVEVA CONCEPITA A 13!) - UNA SERA, TRANQUILLI, DAVANTI ALLA TV, MAI?

Non si tratterebbe, in ogni caso, di una vicenda di degrado sociale: la famiglia della ragazzina opera nel terziario e non avrebbe problemi economici – Il futuro padre ha 17 anni, la psicologa: “Occorre un accompagnamento che non faccia sentire sola la baby mamma, le gravidanze precoci sono problematiche (ma va?)”…

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1. LA BAMBINA HA 11 ANNI, IL PADRE 17, LA NONNA 24

Carmine Festa per "La Stampa"

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La ragazzina ingrassava a vista d'occhio. Ma faceva di tutto per tenere nascosto il suo quinto mese di gravidanza. A casa e a scuola. Abiti leggermente oversize, l'ammissione di inesistenti peccati di gola. Il piano sembrava riuscito fino a quando, però, la forza della natura si è imposta oltre ogni tentativo di simulazione. E un ginecologo al termine della visita fortemente voluta da sua madre, ha certificato nero su bianco che i chili in più non erano stati causati da cene e dolciumi, ma dalla gravidanza.

E così quella faccina sempre più rotondetta e quel ventre dalla forma inequivocabile l'hanno costretta a dire la verità. Incinta a undici anni, pochi mesi dopo aver fatto la prima comunione. E in attesa del lieto evento con un prossimo papà di diciassette anni. Ma non è finita.

Il nascituro avrà una nonna di 24 anni perché la protagonista di questa storia capitata in un paesino dell'hinterland leccese, è stata concepita quando sua madre aveva 13 anni.
Baby mamma e baby nonna hanno fatto di tutto per evitare il clamore della notizia. Hanno protetto la piccola in famiglia ed hanno anche chiesto alla dirigente scolastica di evitare che la notizia si diffondesse a scuola e poi come è immaginabile, in tutto il paese salentino.

Niente da fare. La baby mamma è diventata di dominio pubblico. Il suo caso, certificato da una visita ginecologica che ha fatto giustizia di tutte quelle innocenti bugie dette fino ad allora, è stato un veloce passaparola che ha incuriosito tutti. Ora la famiglia della baby mamma, con la baby nonna in prima linea, cercherà di proteggere la ragazza dall'assalto di curiosi e dei media con la speranza che la gravidanza arrivi serenamente a termine senza rischi per la madre e il nascituro. Non si tratterebbe, in ogni caso, di una vicenda di degrado sociale, poiché la famiglia della ragazzina opererebbe nel terziario e non avrebbe problemi economici.

In Salento è caccia anche al baby papà che a diciassette anni si dovrà confrontare con questa importante esperienza. Il caso della baby mamma salentina ha molti precedenti. Il più recente risale all'anno scorso quando a rimanere incinta fu una ragazzina dodicenne di Ischia. In questo caso, dopo la comprensibile curiosità di tutta l'isola, scattò una gara di solidarietà per garantire alla giovanissima coppia il supporto morale ed economico necessario per far fronte a questa prova capitata decisamente in anticipo.

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Anche in Salento, sia pure rispettando l'anonimato e la privacy della protagonista, oltre la famiglia già ieri sera nel paesino dell'hinterland leccese c'era chi ha assicurato solidarietà concreta alla baby coppia e alla baby nonna. Che con sua figlia sta rivivendo la stessa esperienza di un'adolescenza trascorsa con le amiche fino al giorno in cui è diventata baby mamma.

 


«Bisogna aiutarla. Non deve sentirsi inadeguata in un ruolo che non può avere»
Gia.Gal. per "La Stampa"


La professoressa Anna Oliverio Ferraris è docente di Psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma.

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Quali sono le conseguenze di una gravidanza così precoce?
«A 11 anni, da un punto di vista psicologico, significa essere bambina. Non è entrata nell'adolescenza e già ha un ruolo oltre le sue possibilità emotive. Deve ancora fare tutte le esperienze e non può donarsi com'è richiesto a una madre. Ci possono essere evoluzioni diverse. La baby mamma può estraniarsi dopo aver partorito e riprendere la sua vita mentre il neonato viene affidato alle cure della nonna o dato in adozione. O si occupa lei del figlio assumendosi le responsabilità; in questo caso passa direttamente dall'infanzia alla giovinezza».

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Cosa accade in genere?
«Nelle coppie giovanissime il senso di responsabilità verso il neonato è solitamente molto scarso. A quell'età si è ancora troppo figli per essere genitori. Nella maggioranza dei casi subentra una madre sostitutiva, un tutore. C'è un deficit di maturità. Può esserci un'idealizzazione durante la gravidanza ma la prova di realtà è dura per una pre-adolescente ancora in cerca di identità. I bimbi piangono, hanno le coliche. Manca un percorso psicologico: non ci si è abituati alla crescita e alla trasformazione del proprio corpo. Spesso le baby mamme cercano di non pensarci, come se ciò che accade non le riguardasse tanto va oltre la loro capacità di comprensione».

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L'adozione è la soluzione giusta?
«È fondamentale che non sia una scelta sotto costrizione, altrimenti a distanza di anni i contraccolpi psicologici posso essere pesanti per la madre. Il parto è un momento di vulnerabilità, bisogna cambiare stile di vita e mettersi al servizio del bambino: a undici anni si è immaturi per farlo. Alcune interrompono gli studi e accudiscono il neonato con l'aiuto della nonna, ma le gravidanze molto precoci sono problematiche. Occorre un accompagnamento che non faccia sentire sola e inadeguata la baby mamma».

 

 

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