bus senza conducente

FINALMENTE ABBIAMO TROVATO UNA SOLUZIONE ALL’ASSENTEISMO DEI CONDUCENTI ATAC - IL COMUNE DI ROMA VUOLE UTILIZZARE I FONDI DEL BANDO "MAAS FOR ITALY" PER METTERE IN STRADA DEI BUS SENZA CONDUCENTE, MEZZI 100% ELETTRICI CHE USANO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ASSISTITA DAI SATELLITI PER ORIENTARSI – GLI AUTOBUS “A GUIDA AUTONOMA” SONO GIÀ STATI SPERIMENTATI IN FRANCIA E IN ALCUNI COMUNI ITALIANI, MA CI SONO PREOCCUPAZIONI SULLA SICUREZZA, SENZA CONTARE LE DIMENSIONI RIDOTTE…

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Lorenzo De Cicco per "il Messaggero"

 

Finalmente l'assenteismo dell'Atac non sarà più un problema: il Campidoglio pensa ai bus senza conducente per le strade di Roma. Sperando che non esplodano come i vecchi bus tradizionali, saranno navette elettriche, da 12 posti, che viaggeranno su percorsi protetti da ringhiere, per evitare incidenti con automobilisti indisciplinati e pedoni incauti. Del resto Roma è una delle città più trafficate del globo. 

 

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Il piano circola da giorni al dipartimento dei Trasporti di Palazzo Senatorio, fa parte del pacchetto di progetti che la giunta di Gualtieri ha spedito ai ministeri di Colao (Innovazione digitale) e Giovannini (Infrastrutture) per accaparrarsi i fondi del bando Maas for Italy, acronimo di «Mobility as a Service». Bando che punta a rivoluzionare la mobilità delle grandi città dello Stivale, sfruttando le nuove tecnologie. 

 

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In palio ci sono 9 milioni di euro divisi per 3 città italiane, più altri 7,5 milioni per la città che si aggiudicherà l'evento Lab City, che il Comune di Roma spera di ospitare all'Eur. Proprio lì, nei grandi viali disegnati per l'Esposizione del 42, se l'amministrazione della Capitale riuscirà a farsi assegnare la kermesse, sfrecceranno i nuovi autobus senza autista. In gergo tecnico si chiamano mezzi «a guida autonoma».

 

Al volante non c'è nessuno, fa tutto l'intelligenza artificiale assistita dai satelliti e da una dotazione corposa di telecamere e sensori. Il progetto del Comune prevede un tracciato tra i poli pubblici e privati dell'Eur: gli uffici comunali (e delle partecipate) a piazzale degli Archivi, il dipartimento dell'Urbanistica in via del Turismo, via della Civiltà del Lavoro e poi il centro congressi della Nuvola. 

 

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Se il governo premierà la Capitale, il programma è questo: i lavori per montare le ringhiere partiranno a giugno, nel frattempo sarà lanciata la commessa per acquistare i mezzi da 12 posti. Che debutterebbero sulle strade dell'Urbe per dicembre. Poi, se l'operazione funziona, sarà replicata in Centro. 

 

I PRECEDENTI 

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In Italia qualche amministrazione ha già testato bus di questo tipo. La prima è stata Merano, nel Sud Tirolo, 40mila abitanti in riva al Passirio, dove a novembre del 2019 ai margini del centro storico sono stati messi in pista shuttle fabbricati in Francia, «100% elettrici» e «100% autonomi», come recitavano le scritte sulle fiancate. Mezzi da 15 posti, 11 a sedere e 4 in piedi. Senza naturalmente la cabina di guida, perché l'autista non c'è. 

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A gennaio del 2020, è partita una sperimentazione a Torino - «dopo molti problemi e tanto scetticismo», commentava al debutto l'ex ministro dell'Innovazione, la grillina Paola Pisano - con le piccole navette Olli, prodotte da un'azienda americana, per l'80% con materiali realizzati da stampanti 3D. Navette corredate da 30 sensori, sempre per scongiurare bruschi sinistri. 

 

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TORPEDONI DA 12 METRI 

I bus senza autista non sono sempre di dimensioni ridotte: tre mesi fa a Parigi la Ratp, che gestisce direttamente bus, metro e tram nella capitale francese, ha testato su strada un bisonte di 12 metri, completamente elettrico, con 18 posti a sedere e una cinquantina in piedi. Il volante si muove da solo, ha spiegato l'azienda, e il sistema di frenata è autonomo, regolato in base ai semafori o al traffico, tramite sensori. 

 

Per il torpedone da 12 metri però, almeno nei primi giorni, in Francia non si sono fidati del tutto: a un metro dal freno hanno comunque piazzato un autista. Col piede pronto. Ma non ce n'è stato bisogno. Chissà come andrà a Roma. 

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