strage in famiglia paderno dugnano chiaroni

"NON RIESCO A DARMI UNA SPIEGAZIONE. È STATO COME UN ATTO DI EMANCIPAZIONE" - IL 17ENNE CHE HA STERMINATO LA FAMIGLIA A PADERNO DUGNANO DICE DI AVER COMMESSO LA STRAGE SENZA UN VERO MOTIVO, MA SOLO PERCHÉ SENTIVA UN "MALESSERE": "NON PENSAVO DI UCCIDERE LA MIA FAMIGLIA, QUESTA COSA L'HO PENSATA QUELLA SERA" - LO PSICHIATRA CLAUDIO MENCACCI: "PROBABILMENTE COVAVA UNA SORTA DI INVIDIA MALIGNA VERSO LA FELICITÀ DEGLI ALTRI. È EVIDENTE UN DISTACCO EMOTIVO CHE..."

1. PADERNO DUGNANO, IL 17ENNE AUTORE DELLA STRAGE: È STATO UN ATTO "COME DI EMANCIPAZIONE"

il 17enne che ha ucciso genitori e fratello a paderno dugnano

Estratto da www.ansa.it

 

Ha parlato di una sorta di atto di "emancipazione", inquadrando in qualche modo meglio rispetto al primo interrogatorio le ragioni del gesto, il 17enne sentito oggi dai pm per i minori, dopo la strage di Paderno Dugnano.

 

Da quanto si è saputo, avrebbe fornito un quadro più preciso del suo "malessere" e della sua volontà di essere "libero" anche dalla famiglia, anche se non "imputa" a genitori e fratello fatti specifici. Sarà interrogato dal gip giovedì alle 10.30. Intanto, la Procura ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare nel carcere minorile Beccaria per omicidio pluriaggravato anche dalla premeditazione.

 

"Non mi riesco a dare una spiegazione, non avevo intenzione di uccidere, sono molto dispiaciuto, quel disagio lo covavo da tempo con pensieri di morte, ma non pensavo di uccidere la mia famiglia, questa cosa l'ho pensata quella sera".

 

[…] Stando a quanto riferito, il secondo interrogatorio di oggi durato un paio di ore al carcere minorile Beccaria, dopo quello di due giorni fa con la confessione, è stato disposto dai pm della Procura per i minori per chiarire alcuni dettagli in relazione alla dinamica della strage. […]

 

FABIO CHIARONI DANIELA ALBANO CON I FIGLI

L'avvocato Amedeo Rizza ha spiegato che il giovane, anche nell'interrogatorio di convalida davanti al gip (non ancora fissato, ma che dovrebbe essere domani) "continuerà a ricostruire tutti questi dettagli". I pm oggi gli hanno chiesto ancora il "perché" e il ragazzo ha continuato a dire che non riesce a spiegarselo. Il "disagio", ha riferito il legale, "lo covava da tempo, ma il pensiero di uccidere i familiari l'ha maturato quella sera". Secondo la difesa, anche alla luce di queste dichiarazioni deve cadere l'aggravante della premeditazione contestata dai pm negli atti dell'arresto.

 

triplice omicidio a paderno dugnano 4

"Vivevo questo disagio, un'angoscia esistenziale, ma non pensavo di arrivare a uccidere, non mi so spiegare cosa mi sia scattato quella sera, purtroppo è successo". […] Bisognerà capire, secondo il legale, anche attraverso accertamenti psicologici e psichiatrici, "cosa sia scattato in lui quella sera".

 

Intanto, oggi la procuratrice facente funzione per i minori di Milano, Sabrina Ditaranto, e la pm Elisa Salatino inoltreranno al gip la richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare per triplice omicidio pluriaggravato, anche dalla premeditazione, e l'udienza di convalida, con l'interrogatorio davanti al giudice, dovrebbe tenersi, secondo il difensore, "tra domani e dopodomani". […]

 

2. PADERNO DUGNANO, RICCARDO C. HA FATTO UNA STRAGE «PER INVIDIA DELLA FELICITÀ DEGLI ALTRI»

Estratto dell'articolo di Alessandro D'Amato per www.open.online

il 17enne che ha ucciso i genitori e il fratello a paderno dugnano

Un’anestesia affettiva scaturita dal distacco emotivo nei confronti della famiglia. E un’invidia maligna nei confronti della felicità altrui. Mentre Riccardo C. risponde alle domande del Gip sulla strage di Paderno Dugnano gli esperti cercano di spiegare il movente del triplice omicidio. Il 17enne ha ucciso la madre Daniela Albano, il padre Fabio e il fratellino 12enne Lorenzo «senza un perché». Ha detto che si sentiva oppresso in famiglia e che si voleva emancipare. […]

 

IL COLTELLO IN MANO

«Quando avevo il coltello in mano ho iniziato. E da lì ho deciso di non fermarmi. Perché pensavo che sarebbe stato peggio. Non ricordo quante coltellate ho dato a mio fratello. Erano tante», ha detto agli inquirenti. I primi risultati degli esami dicono che le coltellate sono state in totale 68. E la maggior parte sono state rifilate al fratello. Lui l’ha definita «un’esplosione».

 

fabio chiaroni daniela albano

E ha fornito all’accusa ulteriori elementi per provare la premeditazione: «Avevo già pensato di commettere questo fatto. Non è stata un’idea che ho avuto quella sera. Pensavo che uccidendoli io avrei potuto vivere in un mondo libero. Pensavo che distaccandomi dalla mia famiglia avrei potuto vivere in solitaria. Già la sera prima volevo farlo. Ma non ero convinto». Prima, con il compleanno del padre, non era successo nulla di particolare: «Io e mio fratello eravamo in camera con alcuni amici. Abbiamo giocato con la PlayStation».

 

«QUANDO POTRÒ VEDERE I NONNI?»

[…] Nella sua stanza al Cpa del Beccaria Riccardo C. ha incontrato educatori e psicologi e ha cominciato a leggere i libri che ha preso dalla biblioteca del carcere. Ha chiesto solo una cosa: «Quando potrò vedere i nonni?». […]

strage in famiglia a paderno dugnano

 

«UN CORPO ESTRANEO PIENO DI RANCORE»

Claudio Mencacci, direttore emerito di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, con il Corriere della Sera prova a capire cosa è successo: «Quello che fa più paura è il funzionamento a camere stagne. Viviamo in una società in cui esiste la realtà rappresentata, mostrata all’esterno, e poi c’è quella più intima, profonda, in cui magari, come in questo caso, si cova l’odio e la frustrazione e in cui regna la solitudine».

 

fabio chiaroni daniela albano con i figli

Per il professore «c’è una distanza immensa tra i due mondi che rappresentavano la vita del ragazzo: quello con gli amici, in cui emergevano atteggiamenti e sentimenti positivi, e quello vissuto in famiglia in cui è evidente un distacco emotivo, un’anestesia affettiva che, come emerge dal primo interrogatorio, non avrebbe portato a parole di pentimento ma alla constatazione che nonostante il gesto estremo non fosse “scomparso il disagio”. Si sentiva non solo un corpo estraneo nel suo mondo familiare ma anche pieno di rancore».

il 17enne che ha ucciso genitori e fratello a paderno dugnano

 

LA RABBIA E IL COMPLEANNO DEL PADRE

Mencacci punta sullo scoppio della rabbia nel giorno del compleanno del padre: «Probabilmente il giovane ha covato una sorta di invidia maligna, un risentimento che si genera verso la felicità e la serenità di un’altra persona, in questo caso il proprio nucleo familiare. Possiamo immaginare che per lui sia stato insopportabile vedere la felicità negli altri ma questo avviene, senza arrivare al dramma di Paderno, in tante famiglie. È un sentimento diffuso in una società come la nostra, sempre più individualista e meno empatica».

 

triplice omicidio a paderno dugnano 1

[…] Sull’emancipazione probabilmente Riccardo C. «è rimasto fissato nell’idea che la sua libertà potesse partire solo dalla distruzione di tutto. Questo mi porta a una riflessione amara su una generazione di genitori che non facilita il distacco e l’autonomia dei figli, allungando la sua mano protettiva ben oltre l’adolescenza. Si tratta di una protezione che non dà spazio alla libertà, all’indipendenza; genera adulti che non hanno la maturità e gli strumenti per trovare e seguire la propria strada e che faticano a emanciparsi. Per un ragazzo che si sente oppresso, incapace di ribellarsi e mettere in discussione il nucleo di origine, rimane solo la possibilità di isolarsi, senza condividere le proprie emozioni». […]

Articoli correlati

LO PSICHIATRA PAOLO CREPET PROVA A RICOSTRUIRE LE CAUSE DEL TRIPLICE OMICIDIO DI PADERNO DUGNANO...

STRAGE IN FAMIGLIA, LA PM:IL RAGAZZO HA PARLATO DI UN SUO MALESSERE, IL COMPLEANNO DEL PAPA POTREBBE

IL 17ENNE CHE HA UCCISO I GENITORI E IL FRATELLO PICCOLO A PADERNO DUGNANO RACCONTA LE DINAMICHE...

il 17enne che ha ucciso genitori e fratello a paderno dugnano strage in famiglia a paderno dugnanotriplice omicidio a paderno dugnano 3FABIO CHIARONI - DANIELA ALBANO - LORENZO CHIARONI fabio chiaroni daniela albano

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO