INCREDIBILE: C'ERA LA MAFIA NIGERIANA AL FUNERALE DEL PROFUGO UCCISO A FERMO: “FORSE ERA UNO DI LORO” - L’IPOTESI IN UNA INFORMATIVA DI UN VICEQUESTORE, E LA POLIZIA TEME VENDETTE DA PARTE DI QUESTO SPIETATO GRUPPO CRIMINALE - GIOVANARDI ANNUNCIA UN'INTERPELLANZA MINISTERIALE: "ALFANO SPIEGHI"

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Fabio Castori per “L’Espresso”

 

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C' era una rappresentanza della mafia nigeriana, la Black Axe, al funerale di Emmanuel Chidi Namdi, il profugo morto il 5 luglio scorso dopo la lite con il fermano 39enne Amedeo Mancini. La clamorosa ipotesi è contenuta in una informativa del 20 luglio scorso, pochi giorni dopo il rito funebre, e proviene dal vice questore di Macerata, Marcello Gasparini, membro della commissione regionale per il riconoscimento dello status di rifugiato, che l' aveva inviata alla Procura.

 

Nella segnalazione affermava di aver appreso «da fonte confidenziale, ritenuta attendibile, che al funerale di Emmanuel sono intervenuti membri della setta Black Axe, riconoscibili perché tutti indossanti abiti dal colore rosso e nero al fine, verosimile, di rendergli manifestamente onore». Il vice questore aggiunge un' ipotesi: «La loro presenza rivelerebbe che il deceduto faceva parte della stessa confraternita. Come noto si tratta di un gruppo molto vendicativo».

 

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Soltanto sabato, ben quattro mesi dopo tale segnalazione, è stato aperto un fascicolo in cui viene contestato il reato di associazione a delinquere per la presenza di queste persone al rito funebre.

 

E' stata una novità anche per gli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni, difensori di Mancini, per il quale la Procura di Fermo ha chiesto il processo con rito immediato per omicidio preterintenzionale, fissando l' udienza per il 25 gennaio 2017. «Nel fascicolo - sostengono i due legali - è spuntata una sorprendente annotazione di polizia, in cui Emmanuel viene indicato come possibile appartenente alla mafia nigeriana, alcuni esponenti della quale gli avrebbero reso onore ai funerali. E' chiaro che questa novità è destinata cambiare radicalmente le carte in tavola».

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Don Vinicio Albanesi, il responsabile della comunità che accoglieva Emmanuel e sua moglie e che li ha anche uniti in matrimonio, a sua volta commenta: «Ora però non mi crocifiggete. Io ho solo dato ospitalità a della gente. Non sapevo niente, non erano ospiti del seminario e non immaginavo lontanamente chi fossero quelle persone che erano al funerale».

 

Secondo l' avvocato Letizia Astorri, legale della vedova di Emmanuel, non erano appartenenti alla mafia nigeriana: «Stiamo parlando di richiedenti asilo, tutti ospiti del seminario, tutti schedati, monitorati e controllati. La fascia rossa che indossavano rappresenta la Nigeria, erano di nero perché così manifestano il loro lutto, mentre le vedove vestono di bianco. Al funerale c' erano le massime autorità e anche il Console nigeriano in Italia, pare del tutto impossibile che siano arrivate vicino alla bara persone non identificate».

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Il senatore Carlo Giovanardi del gruppo Idea ha invece già annunciato un' interpellanza ministeriale: «A questo punto il ministro Alfano dovrà spiegare il ritardo con il quale l' informativa della polizia è arrivata sul tavolo del procuratore della Repubblica di Fermo e soprattutto quali iniziative intende assumere perché Mancini non sia vittima di vendette da parte di questa terribile consorteria mafiosa».

 

 

 

 

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