liliana fiorelli

“HO AMATO SIA UOMINI CHE DONNE” – L'ATTRICE E IMITATRICE LILIANA FIORELLI SI RACCONTA A "OGGI": "NON AMO LE ETICHETTE. SERVONO PER I PRODOTTI IN VENDITA. CREDO CHE LA SESSUALITÀ, COME L’AFFETTIVITÀ E L’AMORE, SIANO PERCORSI IN DIVENIRE. USO L’AGGETTIVO FLUIDO NEL SENSO DI SPONTANEO, PER CIÒ CHE RIGUARDA L’ORIENTAMENTO SESSUALE. LA PRIMA VOLTA? MI SONO INVAGHITA DELLA MIA COMPAGNA DI GIOCHI ALLE MEDIE - BISEX? È UN’ESPRESSIONE LIMITANTE, PERCHÉ CONTIENE LA PAROLA SESSO"

 

 
 
Michele Auriti per “Oggi”
 

liliana fiorelli

Attrice, imitatrice, autrice. Liliana Fiorelli, interprete nella serie di Rai 1 Noi, è un talento in continua evoluzione. E una donna che non si pone confini, come qui racconta con sorprendente verità.
 
La sua Chiara nella fiction è un personaggio estremo, con follie e cambi d’umore.
«Anch’io non ho paura di sfidare i limiti. Chiara è la mia parte dispettosa e provocatoria, un essere umano in ricerca. Io alla fine credo di essermi trovata, ma come lei ho passione per il corpo, la sessualità e l’istinto».
 
Si è mai data limiti in amore?

liliana fiorelli

«Non amo le etichette. Sono utili per il consumatore, servono per i prodotti in vendita. Credo che la sessualità, come l’affettività e l’amore, siano percorsi in divenire. Guardando indietro, posso dire di aver amato con diversa sfumatura, ma stessa intensità, sia uomini sia donne».
 
Confesso, faccio fatica a capire.
«Uso l’aggettivo fluido nel senso di spontaneo, per ciò che riguarda l’orientamento sessuale. Ma sono estremamente fedele e monogama. Protettiva nei confronti dell’amore che coltivo come un fiore. Non vorrei mai che, con relazione fluida, si intendesse una relazione inconsistente, di quelle che i cattivi genitori bollano come “una fase che passerà”. Usando un termine più o meno equivalente potrei definirmi queer, al pari di Ariana DeBose che ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Mi sono distaccata dall’abitudine a dare o ricevere piacere in un certo modo, ho abbandonato quello che credevo di sapere. Ho fatto un viaggio».
 
Ha scelto l’altro sesso perché gli uomini l’avevano delusa?
«Assolutamente no. Nessun sesso crea delusione, casomai le persone sono deludenti».
 

LILIANA FIORELLI

La prima volta?
«Mi sono invaghita della mia compagna di giochi alle medie. Con lei provavo un senso di appagamento totale, non avevo bisogno di riempire il silenzio. Quella è stata l’illuminazione. 
 
Più avanti ho avuto una relazione con un ragazzo che è ancora un mio carissimo amico, quindi con una donna molto più grande, una persona estremamente formativa per me. Avevo 25 anni. Il bello di una relazione omosessuale è che hai a che fare con un tuo simile ed è come guardarsi allo specchio. Da allora mi sono detta che volevo essere accolta in un posto comodo, con un uomo o con una donna. L’amore non deve spiegazioni».
 
Adesso è in coppia?

liliana fiorelli

«Sono legata a un uomo speciale, ma non mi chieda il nome. Viviamo una fase delicata. Il più grande regalo è lasciarsi andare senza perdere se stessi, tenersi per mano senza costringersi».
 
Le persone che amano come lei una volta si chiamavano bisex.
«È un’espressione limitante, perché contiene la parola sesso. Come se dovessimo essere esposti in una vetrina erotica. Il termine “fluido”, e anche queer, raccontano una possibilità rispetto al futuro che non è incasellabile ma legata al flusso della vita. Non contiene errore né giudizio. Essere fluida mi rende aperta nei confronti del prossimo, dell’inatteso. Dell’amore e basta. Il poeta Walt Whitman diceva: “Contengo moltitudini”. Ma senza il conflitto della contraddizione, senza il dispiacere. La fluidità è tutto fuorché confusione. Quando si è felici si è orgogliosi. Per questo esiste la parola pride: chi è orgoglioso di sé non è confuso».
 
Mamma giornalista e papà psicologo. I genitori che ruolo hanno avuto in questo suo stare al mondo?

liliana fiorelli

«Mamma mi dice “Ti ho educato all’europea”, e in effetti a 18 anni ero fuori casa, ho fatto qualsiasi lavoro e costruito la mia personalità. No, non hanno mai avuto niente da ridire, se questa era la domanda».
 
Pensa che i Millennials, ai quali il concetto di fluidità sembra congeniale, stiano costruendo un mondo nuovo?
«Le ultime generazioni ci stanno insegnando il valore dell’inclusione. Per loro è del tutto normale chiedere a un adolescente: “Stai con un ragazzo o con una ragazza?”».
 
Ho letto che lei, in futuro, si vede moglie e madre. Una visione tradizionale, alla fine.
«Questi ruoli richiedono consapevolezza e senso di responsabilità. Bisogna trovare il giusto compagno di viaggio e sapere bene quello che si vuole. Per me i lavori sono in corso».

Liliana Fiorelli

liliana fiorelli foto di bacco

liliana fiorelli

Liliana Fiorellid

liliana fiorelli foto di bacco (2)Liliana Fiorelli Liliana Fiorelli Liliana Fiorelli Liliana Fiorelli imitazione della MeloniLiliana Fiorelli Liliana FiorelliLiliana FiorelliLiliana FiorellidLiliana FiorelliLiliana FiorelliLILIANA FIORELLIliliana fiorellililiana fiorelli (2)liliana fiorelli foto di bacco (3)

Liliana FiorelliLiliana Fiorelli Liliana FiorelliLiliana FiorelliLiliana Fiorelli Liliana Fiorelli Liliana Fiorelli

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!