salvini osho

“NON SONO UN NO VAX MA…” – SALVINI CONTINUA A STRIZZARE L’OCCHIO ALLA GALASSIA DEGLI SCETTICI E DEI CONTRARI AL VACCINO: "NON VOGLIO VEDERE MIO FIGLIO 18ENNE INSEGUITO DA QUALCUNO CON UNA SIRINGA". E SUL GREEN PASS: "MULTE? IN SICILIA SBARCANO MIGRANTI A CARRETTATE" – IL PD ATTACCA: "A DESTRA UNA GARA A CHI È PIÙ NOVAX" IL RIFERIEMNTO E' ANCHE A LOLLOBRIGIDA (FRATELLI D'ITALIA) CHE SCONSIGLIA LE DOSI AGLI UNDER 40

Valeria Forgnone per repubblica.it

 

SALVINI OSHO

"Io non sono no vax, i miei genitori di 75-76 anni sono vaccinati due volte, tranquilli e sicuri", dice Matteo Salvini dal gazebo del referendum della giustizia a Jesolo lido. Ma "mi rifiuto di vedere qualcuno che insegue mio figlio che ha 18 anni con un tampone o con una siringa. Prudenti sì, terrorizzati no". È dunque a favore dei vaccini il leader leghista ma anche per la libertà di tutti, compresa quella di suo figlio diciottenne. "La variante Delta è più contagiosa ma non fa più morti.

 

Ci dovremo convivere con questo virus, come conviviamo con tanti altri virus, senza star chiusi in casa ma prendendo tutte le precauzioni del caso. Questa è la posizione della Lega. Tuteliamo gli anziani ma lasciamo i ragazzi liberi di divertirsi nel rispetto delle regole. Non voglio sentir parlare di chiusure, coprifuoco, zone rosse, arancioni", ribadisce.

 

 

matteo salvini mentre dona il sangue

Sempre dal centrodestra anche il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, 49 anni vaccinato con Johnson dopo avere preso il Covid, si dice contrario ai vaccini per chi ha meno di 40 anni e consiglia di farlo agli over 50. "Tra i 40 e 50 bisogna riflettere bene, io stesso ho riflettuto moltissimo. Le vaccinazioni non garantiscono dall'infezione", dice in una intervista a Repubblica.

 

 

E inizia a montare la polemica. Si fa sentire tra i primi, Andrea Romano, deputato del Pd: "La faida tra la Lega e Fratelli d'Italia è una gara a chi è più No Vax. E tutto avviene sulla pelle degli italiani, dei più fragili, di tutti noi - scrive su Twitter - Un vero spettacolo di irresponsabilità", aggiunge Romano con l'invito conclusivo a vaccinarsi tutti.

matteo SALVINI DONA IL SANGUE

 

 

Salvini si è schierato subito contro il Green Pass in Italia sul modello francese. "È fuori discussione", ha detto qualche giorno fa dopo l'incontro a Chigi con il premier Draghi. E ora commenta: "Leggevo di multe di 400 euro, se uno deve fare il green pass per andare a prendere il caffè in piazza Mazzini...intanto ne sbarcano a carrettate in Sicilia senza green pass. Quindi, prudenti, ma senza vivere da segregati in casa". Sul green pass "la nostra posizione è chiara: bisogna essere attenti e prudenti perché quella brutta bestia del virus non è ancora stata sconfitta" ma "lasciamo lavorare la gente in sicurezza. Qualcuno già parla di zone gialle, arancioni, rosse a luglio ad agosto. Garantiamo i vaccini a tutti i 70-80enni ma non possiamo condannare i ragazzi che hanno sofferto alla paura a vita", commenta.

 

 

SELFIE DI MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI

Dal Covid al prossimo governo. "Possono tirarla per le lunghe ma prima o poi ci richiameranno a votare" e allora "un governo di centrodestra, liberale e moderno con la Lega alla guida avrà nell''autonomia e nel taglio delle tasse due priorità", dice Salvini che torna anche sul ddl Zan che martedì torna in Senato. "Chiediamo al Pd di ascoltare, ascoltare l'appello del Santo Padre, di educatori, associazioni e famiglie. Mettiamoci d'accordo e non andiamo allo scontro in aula".

 

La risposta di Enrico Letta, segretario dem, arriva dalle pagine di Repubblica: "Il Pd su questo tema vuole discutere con persone che hanno una sola faccia. Non trovo sia serio appoggiare le iniziative anti-Lgbtqi+ di Orban in Europa e poi disinvoltamente proporsi per una trattativa a difesa di quella comunità a livello italiano. Se vuole confrontarsi con noi sulla Zan rinneghi pubblicamente le norme anti-Lgbtqi+ approvate in Ungheria".

 

letta salvini

Ma Salvini insiste: "Noi martedì in Senato, dove c'è ancora questo ddl Zan che la sinistra da un anno porta avanti, ribadiremo che siamo assolutamente d'accordo nel punire chi offende, aggredisce, discrimina. Ognuno ama chi vuole e fa quello che vuole e lo Stato non deve entrare in camera da letto. Però togliamo da quella legge l'utilizzo dei bambini. L'educazione dei bimbi di 6 anni spetta alla mamma e al papà non allo Stato o alle associazioni - aggiunge - uno dei più grandi pensatori della sinistra italiana, Fedez, su Instagram ha detto che i bimbi devono essere liberi e che, se non si sentono bene nel loro corpo, devono essere aiutati nella transizione sessuale. A 7 anni? I bimbi da grandi penseranno alla transizione, ma a 7 anni devono giocare e guardare i cartoni animati".

 

Salvini poi sottolinea che "è una sinistra particolare questa. Una volta si occupava di lavoro, siamo passati da Berlinguer a Fedez. Adesso abbiamo passato un anno a parlare di calcio con Letta che chiedeva ai giocatori della Nazionale agli Europei di inginocchiarsi. Ma tu lasciali giocare e restare in piedi".

 

 

ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…