“OH LOOK… OH MY GOD” – VIDEO: IL MOMENTO ESATTO DELL’ERUZIONE DEL VULCANO STROMBOLI RIPRESO DALLO YACHT GIOIA SOLARIS ONE 44 – UN MORTO E UN FERITO PER LE ESPLOSIONI, IL VENTO INTANTO HA RIACCESO LE FIAMME RIPORTANDO L’ALLERTA SULL’ISOLA – UN AMICO DELLA VITTIMA: “CORRENDO TRA PIETRE E LAPILLI SIAMO CADUTI. LUI RESPIRAVA SEMPRE PIÙ AFFANNOSAMENTE, HO PROVATO A RIANIMARLO MA…”

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Alfio Sciacca per www.corriere.it

 

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Dopo l’esplosioni e l’eruzione di lava di mercoledì che ha provocato un morto e un ferito, il vento che giovedì soffia deciso a Stromboli ha riacceso le fiamme riportando l’allerta sull’intera isola. E per scongiurare la diffusione degli incendi sono tornati in azione i Canadair. Intanto l’Ingv, l’istituto che monitora le scosse di terremoto, ha chiarito che lo «Stromboli è ancora in disequilibrio e i tremori registrati nei condotti magmatici interni sono saliti su livelli alti». Per queste ragioni la «Protezione civile sta valutando se elevare lo stato l’allerta a livello «giallo» e per precauzione il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, ha disposto il divieto di escursioni sull’isola. «Quello che vediamo oggi - ha precisato il sindaco - sembra proprio uno scenario postbellico». «L’unità di crisi è attiva - avverte la Prefettura di Messina -. Al momento non abbiamo situazioni che possono indurre a far evacuare l’isola, ma il vulcano è imprevedibile».

 

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Intanto una squadra di volontari è sbarcata a Ginostra per «pulire» il borgo dalla cenere lavica, lapilli carbonizzati e pomice nera. Su strade e case si è depositata una spessa coltre di cenere nera e, in sottofondo, si sente ancora qualche leggero brontolio del vulcano. Il giorno dopo la violenta esplosione che ha ucciso un escursionista di 35 anni l’isola di Stromboli, e soprattutto la piccola frazione di Ginostra, si risveglia ancora frastornata e intimorita.

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La zona più colpita è sicuramente Ginostra dove fino a tarda mattina i tecnici hanno lavorato per ripristinare l’energia elettrica che si era interrotta dopo la violenta esplosione delle 16,46 di mercoledì. «Ora la centrale è ripartita - annuncia intorno alle 10,30 il sindaco - questo era un disagio fortissimo al quale, grazie ai tecnici dell’Enel che hanno lavorato tutta la notte abbiamo posto rimedio».

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La gente tenta pian piano di tornare alla vita di tutti i giorni e c’è persino un flusso di turisti e curiosi che da Milazzo cercano di raggiungere le zone colpite dalla ricaduta di materiale incandescente. A fine emergenza sono state invece 98 le persone che, sopraffatte dalla paura, hanno preferito abbandonare l’isola. C’è chi è andato via in fretta e furia lasciando in albergo anche valigie e effetti personali che il personale degli aliscafi sta recuperando per riportarli agli imbarcaderi di Milazzo.

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Si chiariscono intanto le circostante della morte del povero Massimo Imbesi. Dall’esame del medico legale risulta un vasto ematoma al petto. E’ dunque probabile che il giovane non sia morto investito dal materiale incandescente, ma forse è stato stordito dal fumo oppure è caduto mentre cercava di mettersi in salvo.

 

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«Abbiamo cercato riparo in una zona dove il fuoco era già passato e pensavamo non tornasse - racconta l’amico brasiliano Thiago Takeuti, che era con il coetaneo - ma correndo tra pietre e lapilli siamo caduti a terra: lui respirava sempre più affannosamente, ho provato a rianimarlo ma non c’era più niente da fare». I due si erano conosciuti mercoledì mattina al porto di Stromboli e avevano deciso di fare un’escursione nella zona di Ginostra. Hanno affrontato un sentiero abbastanza semplice in località “Punta dei corvi”, a circa 300 metri di quota.

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Non erano certo nelle zone sommitali del vulcano, dove si accede solo nel rispetto di rigorosi limiti e con guide esperte, quindi la morte è stata la conseguenza di una tragica fatalità e non certo frutto di imprudenza. Imbesi, giovane ufficiale di coperta, amava le escursioni, la fotografia e soprattutto il mare della sua città, Milazzo, e delle vicine Isole Eolie dove andava spesso quando aveva qualche giorno libero.

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