omicidio la rustica giancarlo masala

“PAPÀ UCCISO DAL BOXEUR PROTETTO DAL QUARTIERE. QUALCUNO L'HA SENTITO DIRE: GLI HO DATO UNA PIZZA CHE TE L'HO SBRAGATO PER TERRA” – LA FIGLIA RACCONTA LA TRAGICA STORIA DI GIANCARLO MASALA AGGREDITO SOTTO CASA A ROMA, NEL QUARTIERE LA RUSTICA. DOPO UN ANNO DI COMA, IL DECESSO. ARRESTATO DAI CARABINIERI IL BOXEUR FRANCESCO NOVALDI, 29 ANNI, DETTO CHECCONE – “HA LASCIATO MIO PADRE SULL'ASFALTO E SI È DILEGUATO COME SE NULLA FOSSE"

Alessia Marani per “il Messaggero”

 

OMICIDIO LA RUSTICA GIANCARLO MASALA

Ha un volto e un nome, ora, il presunto colpevole della morte di Giancarlo Masala, ex autista di 62 anni, che la sera del 5 ottobre 2020, venne soccorso in fin di vita sotto la sua abitazione, in via Giacomo del Duca, tra Tor Cervara e La Rustica. Dall'ospedale Pertini il giorno successivo fu trasferito al San Giovanni per una delicata operazione chirurgica alla testa, di lì, dopo un mese di coma vero e proprio, finì allettato, in stato quasi vegetativo, nel centro di riabilitazione Santa Lucia dove è morto il 17 ottobre scorso.

 

IL DOLORE «Non poteva muoversi, né parlare, né mangiare, ma adesso pagheremmo oro pur di riaverlo a casa anche in quelle condizioni», dicono la moglie Assunta, 58 anni, e la figlia Martina, 28 anni, assistite dall'avvocato Erica Temporin. I carabinieri del Nucleo operativo di Montesacro sono riusciti a ricostruire quanto accaduto quel maledetto giorno, scalfendo il muro di omertà che nel frattempo si era alzato sulla vicenda. Un velo che si è definitivamente squarciato dopo il decesso dell'anziano, nell'incalzare di domanda dopo domanda degli investigatori.

OMICIDIO LA RUSTICA

 

A uccidere Masala sarebbe stato il colpo sferrato da un giovane di La Rustica, Francesco Novaldi, 29 anni, detto Checcone, boxeur di un metro e novanta: uno schiaffone in pieno volto che avrebbe colto l'anziano di sorpresa scaraventandolo a terra e provocandogli una grave emorragia cerebrale oltre a fratture al cranio. «Con quel ragazzo andavamo a scuola insieme alle medie, ha anche tre bambine piccole - racconta Martina -. Ha lasciato mio padre sull'asfalto e si è dileguato come se nulla fosse. Qualcuno l'ha sentito dire gli ho dato una pizza che te l'ho sbragato per terra. In tutto questo tempo ha pensato di farla franca confidando nel clima di paura e omertà che c'è in questa zona di case popolari. Ma la giustizia ha fatto il suo corso e papà, almeno ora riposerà in pace. Per questo ringraziamo i carabinieri e il pm».

 

LA RUSTICA MORTO PER UNO SCHIAFFO 3

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Novaldi avrebbe preteso che Masala custodisse nei garage una macchina, forse rubata. Ma l'anziano, scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare «fu inadempiente», scatenando la rappresaglia del 29enne. «Il motivo della lite lo sanno solo quel ragazzo e mio marito che non c'è più - spiega la signora Assunta - io so solo che Giancarlo era onesto e preciso. Che addirittura era rimasto senza lavoro perché si licenziò dopo che il suo datore di lavoro gli disse di guidare un camion senza assicurazione. Giancarlo è stato il mio primo e unico amore, abbiamo vissuto insieme 37 anni e cresciuto Martina e suo fratello con principi sani».

 

«UN VIOLENTO» Quella sera la donna stava preparando le polpette per la cena, mancavano pochi minuti alle otto. «Mio marito ha risposto a una telefonata, ha detto scendo ed è uscito in ciabatte e pigiama. Dopo un po' ho sentito bisticciare e poi un bambino urlare, mi sono affacciata dal balcone e ho visto Giancarlo a terra». Mentre Novaldi risaliva sulla sua Smart e si allontanava, un ragazzino di tredici anni e mezzo che era sull'altalena e ha visto tutto ha chiamato i soccorsi. «L'ho trovato che con una mano telefonava al 118 e con l'altra stringeva quella di Giancarlo - dice Assunta -. Ho sentito che urlava a una condomina di scendere ad aiutare, ma quella si è ritirata. È stato bravissimo quel bambino, un angelo. Ma non mi do pace: non si può morire per uno schiaffo».

 

carabinieri

Novaldi, con precedenti di polizia per rissa e maltrattamenti in famiglia, è accusato di omicidio preterintenzionale e per lui il giudice Ezio Damizia ha disposto il carcere, vista «la pericolosità dell'arrestato», temuto dai testimoni «per la sua indole aggressiva» e tenuto conto dei possibili «comportamenti intimidatori nei confronti delle persone informate sui fatti». Giancarlo nella zona, chiamata Casale Caletto, era conosciuto con il soprannome di Montezuma.

 

«Non abbiamo mai capito perché - dice Martina - di papà mi manca tutto: era simpatico e scherzoso, copriva ognuno di noi di grandi attenzioni, qualunque nostro desiderio, per lui era un ordine. Amava i cavalli ed era tifosissimo della Roma. Ovunque andassimo lo salutavano tutti, lo conoscevano tutti, era incredibile il bene che gli volevano. Eppure in tanti, troppi, hanno avuto paura. Anche noi l'abbiamo. In un anno si sono rincorse voci su quanto era successo, verità dette e poi nascoste, eppure nessuno di noi ha preso di petto quel ragazzo. Abbiamo lasciato agire la giustizia».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…