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“SI È ABBASSATO I PANTALONI COSTRINGENDOMI A UN RAPPORTO ORALE...” - IL RACCONTO DELLA 20ENNE VIOLENTATA A ROMA DAL DIPENDENTE DI UN SUPERMERCATO: “DA GIORNI MI FACEVA AVANCES POI MI HA PRESO PER UN BRACCIO E MI HA TRASCINATO VIA” - I RESIDENTI DI TESTACCIO: “O CI PENSA LA POLIZIA PERCHÉ SE RIMETTE PIEDE A TESTACCIO CI FACCIAMO GIUSTIZIA DA SOLI…”

1 - «PRIMA I COMPLIMENTI POI MI HA TRASCINATA VIA»

Marco De Risi Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

 

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Quando le hanno dato un bicchiere d'acqua per cercare di calmarla, Carla (la chiameremo così) l'ha fatto cadere in terra. Le sue mani tremavano, il suo volto era una maschera di lacrime e polvere. Non riusciva a parlare. Poi la voce a poco a poco è iniziata a uscire di fronte agli agenti di polizia delle Volanti e con la madre: «Da qualche giorno mi faceva delle avances poi l'ho incontrato per strada, mi ha preso per un braccio e mi ha trascinato via».

 

A verbale la ragazza, 20 anni da compiere a breve, ricostruisce gli attimi di martedì pomeriggio quando, in pieno giorno, Massimiliano 50 anni uno dei dipendenti del supermercato Pewex di via Nicola Zabaglia l'ha fermata in piazza e con una scusa l'ha afferrata per un braccio e portata dietro le sedie accatastate di una nota pizzeria del quartiere.

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LA RICOSTRUZIONE

«Si è abbassato i pantaloni» costringendola a «un rapporto orale» prima di tentare anche «un rapporto completo». La ragazza è riuscita a fuggire, a gridare, un testimone confermerebbe le sue parole anche se altri residenti del quartiere ricostruiscono lo scenario di una molestia in strada avvenuta senza rapporti sessuali non distante dal supermercato. Carla è corsa via, si è rifugiata nel bar dove lavora da qualche tempo: «Mi ha preso di forza non sono riuscita a liberarmi».

 

Poco dopo è stata accompagnata all'ospedale San Camillo e al pronto soccorso ginecologico è stata sottoposta a tutti i controlli e le analisi di rito, tamponi compresi i cui esiti arriveranno nei prossimi giorni. L'uomo intanto si stava dirigendo verso il supermercato quando è stato bloccato prima da alcuni cittadini e poi dagli agenti di polizia. Con precedenti alle spalle, una moglie e due figli adolescenti che lo aspettavano ad Acilia, è stato arrestato per tentata violenza sessuale e condotto nel carcere di Regina Coeli dove è tuttora rinchiuso in attesa dell'interrogatorio di convalida.

 

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Oggi pomeriggio la ragazza, assistita dall'avvocato Remo Pannain, sarà di nuovo ascoltata dalla polizia e anche il suo legale potrà avere un quadro più chiaro di quanto accaduto giacché per il momento Carla, sotto choc, non è riuscita a parlare con altri se non con gli agenti intervenuti a Testaccio martedì pomeriggio e con la madre.

 

LE ATTENZIONI

A lei ha detto che l'uomo, che pure entrava spesso nel bar dove lavorava per un caffè e che mai le aveva rivolto la parola, da qualche giorno aveva iniziato a manifestarle delle avances. Sia quando la giovane si recava al supermercato per fare la spesa ed esser servita da Massimiliano, impiegato nel settore gastronomia e affettati, sia quando i due si incontravano accidentalmente per strada. L'uomo finora non ha detto nulla. Chi lo conosce sa bene i suoi trascorsi con la giustizia ma non aveva mai dato problemi al quartiere e ai clienti del supermercato.

 

«Non so cosa gli sia passato per la testa - spiega il direttore del Pewex - ma di certo non era in servizio in quel momento». Gli altri dipendenti si dividono tra chi preferisce non parlare, perché martedì non era in servizio, e chi invece dice: «È una cosa spaventosa quello che ha fatto». A favore degli investigatori e della Procura ci sono le immagini di alcune telecamere di sorveglianza che inquadrano il luogo dove la ragazza ha denunciato la violenza mentre non è da escludere che venga nuovamente ascoltato l'uomo che per primo ha soccorso Carla.

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2 - «SE SI FA RIVEDERE NEL QUARTIERE NOI SIAMO PRONTI A UCCIDERLO»

C. Moz. per “il Messaggero”

 

Le voci di Massimiliano - o Massimo come si faceva chiamare nel quartiere il dipendente del supermercato Pewex di via Nicola Zabaglia accusato di tentata violenza sessuale - fino a martedì sera parlavano tutti bene nel cuore di Testaccio, nonostante i suoi trascorsi con la giustizia per reati contro il patrimonio. Ma da quando Carla è corsa in mezzo alla strada piangendo disperata e trovando aiuto in alcuni dei commercianti e residenti che vivono a ridosso di piazza Santa Maria Liberatrice, quell'uomo è stato bandito da Testaccio.

 

«Se rimette piede qui - dice Walter titolare di una lavanderia a pochi metri dal bar dove la 19enne lavora - non so come finisce». Lo spiega meglio Pasquale, uno dei titolari della storica pizzeria da Remo che martedì sera ha assistito a una parte di quella violenza con i suoi occhi. Ha visto infatti i due discutere in piazza, lui che strattonava la ragazza, lei che a un certo punto in mezzo alla strada non riusciva più neanche a parlare: «O ci pensa la polizia perché se rimette piede a Testaccio ci facciamo giustizia da soli».

 

Tradotto? Quell'uomo «non deve più avvicinarsi da queste parti - conclude Pasquale - ci conosciamo tutti da anni e non abbiamo mai avuto problemi con Massimo ma stavolta non si accetta e non si perdona, se si fa rivedere qui è spacciato».

 

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IL LINCIAGGIO

Parla la rabbia al posto della ragione, ma è un pensiero comune tra le strade del Rione intorno al supermercato. Il dipendente del Pewex poco prima dell'arrivo delle Volanti della polizia ha rischiato di essere linciato in piazza e pure quando stava salendo a bordo dell'auto qualcuno si è scagliato contro la vettura. «Qui siamo come una famiglia - conclude Walter dalla lavanderia - quello che è accaduto e che comunque dovrà essere verificato è stato troppo». Anche perché chi ha potuto vedere la ragazza quella sera prima che con la madre si dirigesse all'ospedale San Camillo per poi varcare più tardi l'ingresso della Questura e sporgere denuncia parla «di uno scriccioletto che tremava come una foglia». «Gli sarà partita la testa - conclude Walter dalla lavanderia - ma questo non giustifica nulla».

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