shoigu e putin

IL “SOVIET” DI PUTIN SI SPACCA: IL MINISTRO DELLA DIFESA SHOJGU VUOLE INTENSIFICARE L'OFFENSIVA, IL CAPO DEI SERVIZI PATRUSHEV È CONTRARIO - I SOLDATI RUSSI CADUTI IN UCRAINA SONO GIÀ PIÙ NUMEROSI DEGLI AMERICANI CADUTI IN IRAQ - L'OFFENSIVA È IN STALLO PERCHÉ GLI UOMINI SONO ESAUSTI E IL MORALE È STATO COMPROMESSO DALLA MORTE DI TRE GENERALI - PARECCHIE UNITÀ SI SONO ARRESE SENZA COMBATTERE. PUTIN HA FATTO ARRESTARE IL CAPO DEL "QUINTO SERVIZIO" DELL'FSB SERGHEJ BESEDA E IL SUO VICE ANATOLIJ BOLYUKH: A LORO AVEVA CONSEGNATO I FONDI PER CORROMPERE I LEADER DI KIEV AFFINCHÉ APPOGGIASSERO L'INVASIONE. O NON CI SONO RIUSCITI O HANNO INTASCATO I SOLDI…

Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

valery gerasimov sergei shoigu

Il fallimento degli obiettivi iniziali dell'invasione russa in Ucraina è stato così profondo, da provocare una spaccatura nella cerchia più ristretta dei collaboratori di Putin. Il ministro della Difesa Serghej Shojgu vuole continuare e inasprire la guerra, da cui nasce anche la disperata richiesta di aiuti militari alla Cina, mentre il capo dei servizi e della sicurezza Nikolaj Patrushev spinge per chiuderla. Lo rivelano autorevoli fonti di intelligence, che però mettono in guardia dal pericolo che queste difficoltà e divisioni spingano il capo del Cremlino a rendere ancora più brutale l'aggressione, minacciando i paesi della Nato.

 

Nikolaj Patrushev

Nei giorni scorsi il capo della Cia William Burns e la direttrice dell'intelligence nazionale Avril Haines hanno tenuto un briefing al Congresso. «Putin - ha detto Burns - si aspettava di prendere Kiev in un paio di giorni. Invece i suoi militari non sono riusciti a conquistare le principali città e hanno perso diverse migliaia di soldati». Per capire le proporzioni, Mosca ha già subito in Ucraina più caduti di quanti Washington ne avesse sofferti durante l'intero intervento in Iraq.

avril haines

 

«Penso che Putin - ha detto il capo della Cia - sia arrabbiato e frustrato. È probabile che raddoppi gli sforzi e cerchi di schiacciare l'esercito ucraino senza riguardo per le vittime civili. Non ha una soluzione politica sostenibile, di fronte a quella che continuerà ad essere una feroce resistenza da parte degli ucraini». Secondo Haines, il capo del Cremlino «percepisce questa come una guerra che non può permettersi di perdere. Ma ciò che potrebbe essere disposto ad accettare come vittoria può cambiare nel tempo, dati i costi significativi che sta subendo».

 

GERASIMOV

In questo quadro, l'allerta nucleare e i missili lanciati verso il confine con la Polonia «probabilmente sono intesi a dissuadere l'Occidente dal fornire ulteriore supporto all'Ucraina». Perciò i parlamentari hanno risposto esortando l'amministrazione ad aumentare le consegne militari, sbloccare i caccia offerti dalla Polonia a Kiev, e in alcuni casi anche stabilire una presenza Nato nelle regioni occidentali del paese per favorire la distribuzione dell'assistenza umanitaria.

 

Secondo l'intelligence l'offensiva è in stallo perché gli uomini sono esausti e il morale è stato compromesso anche dalla morte di generali come Andrej Kolesnikov, Vitalij Gerasimov e Andrej Sukhovetskij. Parecchie unità si sono arrese senza combattere. Il fallimento è dipeso dalle informazioni sbagliate fornite a Putin, secondo cui gli ucraini erano pronti ad accoglierlo come liberatore, ma anche da problemi operativi.

 

Serghej Beseda

Il presidente ha fatto arrestare il capo del "Quinto servizio" dell'Fsb Serghej Beseda e il suo vice Anatolij Bolyukh, perché a loro aveva consegnato i fondi per corrompere i leader di Kiev affinché appoggiassero l'invasione: o non ci sono riusciti oppure hanno intascato i soldi. L'arresto però ha fatto infuriare gli apparati. Lo stesso problema di corruzione e incompetenza ha minato l'ammodernamento delle forze armate, evidente soprattutto nel fiasco dell'aviazione.

 

vladimir putin

Putin potrebbe reagire attivando i veterani della riserva, ma così le famiglie vedrebbero sparire gli uomini, le attività economiche si fermerebbero, il paese capirebbe che è veramente in guerra e sta perdendo. Altri aiuti, tipo i bielorussi, i mercenari di Wagner o i siriani, sono già stati messi in conto ma non sembrano sufficienti. Anche se occupasse Kiev, Vladimir Putin non riuscirebbe a tenerla.

 

Tutto ciò avrebbe spaccato il cerchio magico, col potente Patrushev schierato contro Shojgu. Il capo della sicurezza non viene visto come un uomo da golpe, ma la sua dissidenza pesa. Sentendosi nell'angolo, Putin potrebbe puntare sulle armi chimiche, o anche atomiche. Il suo ordine però andrebbe confermato da Shojgu e dal capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov. Il ministro lo seguirebbe, ma gli americani pensano che il generale si rifiuterebbe, scatenando lo scontro finale per il potere a Mosca.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)