alessio spaziano - il camionista che ha investito adil belakhdim

“È SUCCESSO UN MACELLO” – ALESSIO SPAZIANO, IL CAMIONISTA DI 25 ANNI CHE HA INVESTITO ADIL BELAKHDIM, PRIMA DI CHIAMARE I CARABINIERI HA TELEFONATO AL SUO PADRINO DI CRESIMA, UN SOVRINTENDENTE DELLA POLIZIA, PER CHIEDERE AIUTO DOPO LA FUGA. L’UOMO GLI HA CONSIGLIATO DI TORNARE INDIETRO E A QUEL PUNTO ALESSIO HA COMPOSTO IL 112 E SI È COSTITUITO – ERA CONSAPEVOLE DEL RISCHIO DELLA MANOVRA? E PERCHÉ HA PROVATO A SCAPPARE?

Floriana Rullo per il “Corriere della Sera”

ADIL BELAKHDIM

 

Nove chilometri. Dieci minuti di strada dividono il casello di Biandrate da quello di Novara Ovest. È in questo lasso di tempo che Alessio Spaziano, il camionista 25enne di Baia e Latina, nell' Alto-Casertano, si è reso conto che davanti ai cancelli del centro di distribuzione della Lidl di via Guido il Grande di Biandrate, nel Novarese, era successo qualcosa di estremamente grave.

 

il corpo di adil belakhdim

E, in preda al panico, ha chiamato il suo padrino di cresima, un sovrintendente della polizia che vive a Dragoni, in provincia di Caserta, per chiedere aiuto. «È successo un casino» ha urlato agitato al telefono. E gli ha spiegato di essere scappato disobbedendo anche all' alt che gli agenti gli avevano intimato a pochi metri dal corpo senza vita di Adil Belakhdim, sindacalista di 37 anni, investito dal suo tir durante un picchetto. «Non passare altri guai peggiori. Torna indietro» si è sentito dire a quel punto dal conoscente come unica soluzione.

ALESSIO SPAZIANO - IL CAMIONISTA CHE HA INVESTITO ADIL BELAKHDIM

 

Così non ha potuto far altro che accostare con il tir, fermarsi vicino al casello di Novara Ovest, prendere in mano il cellulare e comporre il 112 con l' intenzione di costituirsi.

«Sono l' autista di Biandrate. È successo un macello. Vi aspetto qui», ha ripetuto in modo confuso all' operatore.

 

adil belakhdim 4

Non c' è stato però bisogno di spiegare altro. I carabinieri sono arrivati subito. Lo hanno arrestato per omicidio stradale, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale e portato in carcere da dove si trova da venerdì sera e dove attende l' interrogatorio di convalida dell' arresto che si terrà domani mattina. Padre di due bambine di due anni e mezzo e un anno, descritto come un gran lavoratore, Spaziano ogni settimana effettuava consegne al Nord per poi tornare a casa nel weekend.

 

ALESSIO SPAZIANO - IL CAMIONISTA CHE HA INVESTITO ADIL BELAKHDIM

Ora la Procura di Novara sta valutando se il giovane fosse consapevole del rischio della manovra compiuta davanti ai cancelli, e quali siano state le motivazioni dell' allontanamento dal luogo dell' incidente, mentre ha già ascoltato i testimoni e verificato l' indisponibilità di immagini della tragedia vista l' assenza di telecamere nella zona.

 

Gli inquirenti stanno anche analizzando il tachimetro del mezzo per capire quanti chilometri avesse percorso prima di arrivare a Biandrate per scaricare quattro bancali di frutta e verdura, ripartire per un' altra consegna e infine tornare a casa. Era però spazientito da quel picchetto che, di fatto, impediva ai tir di uscire. Così il 25enne ha deciso di forzare il presidio. Prima ha avuto un alterco con i manifestanti: si erano fermati davanti al veicolo e non volevano spostarsi.

adil belakhdim

Poi la tragedia. Adil che viene trascinato, per una decina di metri e muore sul colpo. Spaziano che scappa lasciandolo a terra e continua la sua corsa verso l' autostrada. Una tragedia che per i sindacati «non deve cadere nel vuoto».

 

camionista travolge adil belakhdim a biandrate novara

Per questo dalle sei di ieri mattina i lavoratori non si sono allontanati dal loro presidio allestito davanti ai cancelli del centro logistico. Per tutta la giornata, ma sarà così anche oggi, si sono dati il cambio nel gazebo, hanno appeso striscioni e fotografie e avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia del loro fratello sindacalista che, mercoledì dopo l' autopsia, sarà portato in Marocco. «Chi lo conosceva non è andato alla manifestazione di Roma, ha scelto di fermarsi qui - racconta Pape Ndiaye dei Si Cobas -. Quello che è successo non è una fatalità. Adil ha sempre fatto sindacato pensando non solo alla fratellanza, ma ad un mondo migliore dove un lavoratore può avere diritti e dignità».

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