achille silvestrini giuseppe conte

LUTTO IN VATICANO (E A PALAZZO CHIGI) - NEL GIORNO IN CUI IL SUO PUPILLO GIUSEPPE CONTE RICEVEVA L’INCARICO, È MORTO ACHILLE SILVESTRINI, IL CARDINALE A CUI IL PREMIER DEVE TUTTE LE SUE ENTRATURE OLTRETEVERE - L’ESPERIENZA A VILLA NAZARETH, I RAPPORTI CON LA SINISTRA DC E LA GEOPOLITICA, MOLTO SIMILE A QUELLA DEL PREMIER: RUSSIA, CINA BERGOGLIO E NON RATZINGER – OGGI C’È STATO UN INCONTRO TRA IL PAPA E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

 

 

 

 

Maria Antonietta Calabrò per www.huffingtonpost.it

 

achille silvestrini 5

Una coincidenza, un segno del destino. Nel giorno in cui Giuseppe Conte riceve l’incarico di formare un nuovo Governo, muore in Vaticano, a quasi 96 anni, il cardinale Achille Silvestrini, gigante della diplomazia vaticana, e soprattutto della Ostpolitik, che di Conte è stato il mentore dagli anni in cui frequentava il collegio di Villa Nazareth, il prelato a cui più di tutti il premier incaricato deve le sue entrature ecclesiastiche.

 

villa nazareth roma

Fu infatti Silvestrini - cardinale romagnolo di orientamento progressista - a rilanciare Villa Nazareth come collegio universitario. Alcune decine di studenti (prevalentemente non abbienti, soprattutto provenienti dal Sud) furono scelti e sostenuti su basi di merito. Conte non ebbe una borsa di studi, proveniente da un piccolo comune pugliese (Volturara Appula, proprio a metà tra i due paesi di Padre Pio, San Giovanni Rotondo e Pietrelcina), è stato in stretti rapporti da universitario con l’Istituzione e soprattutto è rimasto fedele a Silvestrini e alla sua creatura Villa Nazareth, che ha aiutato in alcuni rapporti con gli Stati Uniti. E sicuramente fino all’inizio del suo primo governo faceva ancora parte del Comitato Scientifico di Villa Nazareth (un compendio con residenze, aule di formazione, sala conferenze e giardino che si trova a due passi dal Policlinico Gemelli).

 

achille silvestrini con papa francesco

Silvestrini, nell’arco degli anni, ha intessuto una serie di rapporti rivolti principalmente alla sinistra Dc (Sergio Mattarella e gli ex-morotei); all‘ex presidente Oscar Luigi Scalfaro (abitava vicino a Villa Nazareth). Ma anche a personalità laiche come gli ex presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Celebre la sua omelia per la morte di Federico Fellini (il cui film La strada è uno dei preferiti di Papa Francesco). Ha tra l’altro sposato l’allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli.

 

giuseppe conte

Stretto collaboratore dei segretari di Stato Domenico Tardini e Amleto Giovanni Cicognani, Silvestrini accompagnò l’allora arcivescovo Agostino Casaroli nel periodo dell’Ostpolitik e guidò le trattative con le autorità italiane per la revisione del Concordato lateranense ( dal 1979 sino alla firma il 18 febbraio 1984 ) . Ha seguito come inviato speciale di Giovanni Paolo II la crisi delle Malvine-Falklands (1982); e quelle in Nicaragua e in El Salvador (1983); quella della Polonia (1983); a Stoccolma fu come capo della delegazione della Santa Sede alla sessione inaugurale della Conferenza sul disarmo in Europa (1984); si recò ad Helsinki, per la celebrazione del decimo anniversario della firma dell’atto finale della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

villa nazareth roma 3

 

achille silvestrini con papa francesco 2

Dal 1969, Silvestrini è diventato l’anima di una “Comunità” sorta da un gruppo di ex-alunni laureati, professionisti e amici di Villa Nazareth. Da essa nacque, nel 1986, la Fondazione “Comunità Domenico Tardini”, che prende in affidamento dalla Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth la responsabilità delle attività formative e di gestione. Di entrambe le Fondazioni il cardinale Silvestrini ha ricoperto il ruolo di presidente. Direttore di Villa Nazareth è stato anche l’attuale Segretario di Stato di Papa Francesco, Pietro Parolin.

PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE

 

Oggi, il capo è monsignor Claudio Celli, romagnolo pure lui, come Silvestrini, una carriera coronata - dopo essere stato capo dell’Apsa, Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica - dal nuovo deal concluso da Papa Francesco con la Cina, che ha portato nei giorni scorsi alla nomina d’intesa tra il Vaticano e il Governo cinese dei due primi vescovi, con l’ok comune. Secondo indiscrezioni, Celli nelle settimane della crisi agostana del Governo gialloverde si è molto speso a favore di Giuseppe Conte, il pupillo del cardinale Silvestrini.

CLAUDIO MARIA CELLI

 

Silvestrini è stato uno dei cardinali e vescovi che si sono incontrati ogni anno dal 1995 al 2006 a San Gallo, in Svizzera, per discutere di riforme in merito alla nomina di vescovi, collegialità, conferenze episcopali, primato del papato e  moralità sessuale. La cosiddetta “Mafia di San Gallo”, cosi battezzata da uno dei suoi partecipanti.  Differivano tra loro, ma condividevano l’opinione che il cardinale Joseph Ratzinger non fosse il tipo di candidato che  speravano di vedere eletto dopo Giovanni Paolo II. Troppo vecchio per partecipare al conclave del 2005 per scegliere il nuovo Papa, Silvestrini fu tuttavia un vigoroso oppositore anche pubblico di Ratzinger, e invitava i giornalisti a guardare al cardinale di Canterbury O’ Connor ( che fu uno dei grandi elettori di Papa Francesco) . Evidentemente anche su questo fronte Giuseppe Conte e Matteo Salvini (che ha indossato la maglietta, “Il mio Papa è Benedetto” ) si sono ritrovati su sponde opposte.

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