nicola zingaretti hacker

MIRACOLO IN REGIONE LAZIO! I TECNICI HANNO RECUPERATO TUTTI I DATI CRIPTATI DAGLI HACKER, SONO ANCHE RIPARTITE LE PRENOTAZIONI DEI VACCINI - POLIZIA POSTALE, FBI E INTERPOL SONO RIUSCITI AD AGGIRARE IL RAMSONWARE E AD ESTRARRE DAI SERVER INFETTATI LE COPIE DI BACKUP - SI E' SCOPERTO CHE L'ATTACCO E' AVVENUTO IN DUE FASI E NON HA RIGUARDATO SOLO L'ACCOUNT DI UN DIPENDENTE REGIONALE DI FROSINONE, MA ANCHE QUELLO DI UN AMMINISTRATIVO - DOMANI SCADE L'ULTIMATUM DEI CYBERCRIMINALI, COSA SUCCEDERA' DOPO?...

Valentina Errante per "il Messaggero"

 

nicola zingaretti

Sono circa le 14 quando avviene il miracolo: il back up dei dati criptati dall'attacco informatico al Centro elaborazione dati della Regione Lazio è salvo. L'assortita squadra fatta dagli uomini dell'Fbi e di Europol, dai tecnici della polizia postale, dagli esperti di Leonardo ha raggiunto il risultato insperato. Aggirare il ransomware, il virus (che include anche una richiesta di riscatto) che aveva criptato tutti i dati del sistema.

 

Zingaretti 2

Il governatore Nicola Zingaretti lo annuncia poco dopo. Ripartono le prenotazioni dei vaccini (che in poche ore sono già tremila) e adesso la Regione Lazio tenterà di tornare alla normalità. La situazione resta complessa, ma i segnali sono incoraggianti. Gli esperti avrebbero recuperato tutti i dati memorizzati al 30 luglio, cioè 24 ore prima dell'attacco dei cyber criminali.

 

Sullo sfondo resta il giallo della trattativa e del riscatto, per ottenere la chiave di decriptazione, dal link attivato mercoledì sera, con un countdown che sarebbe scaduto domani alle 23. Quando i dati sottratti all'amministrazione potrebbero essere diffusi nel dark web.

 

ATTACCO HACKER REGIONE LAZIO

Mentre emerge che l'attacco degli hacker è avvenuto in due fasi e non ha riguardato solo l'account di un dipendente regionale di Frosinone in smartworking, ma anche quello di un amministrativo.

 

IL BACKUP Secondo quanto riferito, dopo cinque giorni di lavoro ininterrotto, gli esperti sarebbero riusciti ad estrarre dai server infettati le copie di backup aggirando il virus e raggiungendo i dati del backup bloccati dal sistema infettato. «Stiamo verificando analizzando la consistenza dei dati per ripristinare nel più breve tempo possibile i servizi amministrativi e per i cittadini».

 

hacker regione lazio 2

I tecnici sarebbero riusciti a creare un sistema identico a quello compromesso che prima gestiva le informazioni, nel quale hanno riversato il backup salvato in una macchina Vtl (virtual tape library) di ultima generazione. Sullo sfondo di una soluzione inattesa per tutti, restano alcuni nodi da sciogliere. Dall'attivazione del link dei pirati informatici, ai dati sottratti.

 

Dagli accertamenti è emerso che gli hacker, che hanno infettato il Ced della Regione Lazio, sono entrati nel sistema alle 20,42 del 31 luglio, attraverso il computer di un dipendente in smartworking a Frosinone. Ma, alle 22.40 dello stesso giorno, ci sarebbe stato un altro attacco, attraverso un account di tipo amministrativo, che avrebbe dato ai cyber criminali il potere di effettuare operazioni privilegiate, infettando il Ced.

 

ATTACCO HACKER

Gli hacker avrebbero continuato agire per l'intera notte, fino alle 7,21 del 1 agosto. Le indagini sono ancora in corso, ma è emerso che il file trojan Enotet è penetrato almeno in 135 macchine, quelle rese inservibili, però, alla fine, sono state almeno 3000. Il nodo, però, riguarda i dati rubati: non si sa quali siano le informazioni sottratte, che possano ancora essere diffuse sul dark web in cambio di criptovaluta o utilizzate dagli hacker.

 

Si tratta del secondo step dell'attacco informatico, che, di prassi, viene messo in atto una settimana dopo l'aggressione come prima rivendicazione. Nella tempistica dell'attacco alla Regione Lazio la deadline è il 7 agosto.

 

Zingaretti

IL CONTATTO Di fatto, nella pagina di rivendicazione, chi ha infettato il sistema con il ransom, come accade sempre, ha dato anche indicazioni per la mediazione, ossia per pagare un riscatto e ottenere la chiave di decriptazione dei dati. Un responsabile di Lazio Crea avrebbe dovuto collegarsi al link suggerito, lasciando un contatto email, attraverso un provider svizzero che cripta i messaggi, sulla rete Tor. Un network decentralizzato costituito da alcune migliaia di server sparsi in tutto il mondo.

 

Salute Lazio

Quel link si sarebbe reso attivo mercoledì sera. Non è chiaro se da solo o per mano di qualcuno, a meno di 24 ore dal recupero dei dati. I tecnici avrebbero trovato da soli la chiave, nonostante le loro stesse previsioni, e non avrebbero pagato un riscatto che, in base a un'analisi approssimativa, eseguita sulla mole di dati a rischio, ammontava a circa 5milioni di euro in bitcoin. La scadenza dell'ultimatum è domani. Bisognerà attendere. I pirati del web potrebbero ancora utilizzare i dati. Intanto, alla Regione è vietato usare il wifi.

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno genocidio chiamato

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")