george blake-4

IN MORTE DI UNA SPIA – SI È SPENTO A MOSCA A 98 ANNI GEORGE BLAKE, L’AGENTE SEGRETO BRITANNICO CHE PER NOVE ANNI INGANNÒ L’MI6, FACENDO IL DOPPIO GIOCO CON L’UNIONE SOVIETICA E PORTANDO ALL’ARRESTO DI ALMENO 42 INFORMATORI DELL’EST CHE LAVORAVANO PER I SERVIZI OCCIDENTALI - SMASCHERATO NEL 1961, VENNE PROCESSATO E CONDANNATO A 42 ANNI DI CARCERE, UNO PER OGNI AGENTE TRADITO: MA NEL 1966 FU PROTAGONISTA…

Paolo Valentino per "www.corriere.it"

 

george blake 9

È morto a Mosca, la città dove viveva da oltre mezzo secolo, pochi giorni dopo John Le Carrè. Come se un filo esistenziale legasse lo scrittore che meglio di tutti ha raccontato il mondo delle spie nella Guerra Fredda e la talpa che insieme ad altre lo ispirò. Aveva 98 anni George Blake, l’agente segreto britannico che per nove anni ingannò l’MI6, facendo il doppio gioco con l’Unione Sovietica e portando all’arresto di almeno 42 informatori dell’Est che lavoravano per i servizi occidentali.

 

La sua scomparsa è stata annunciata dall’SVR, l’intelligence esterna della Federazione russa erede del Kgb, che lo definisce «un agente leggendario» e ricorda «il sincero amore di Blake per il nostro Paese». Anche Vladimir Putin ha espresso le sue condoglianze, salutando Blake come un «brillante professionista» e uomo di «coraggio rimarchevole», che ha dato «un contributo inestimabile ad assicurare la parità strategica e preservare la pace».

george blake 10

 

Con George Blake se ne va l’ultimo esponente di una celebre dinastia di spie britanniche, che lavorarono in segreto per il Cremlino e il cui tradimento fece tremare e umiliò il mondo dell’intelligence occidentale al culmine della Guerra Fredda. Ma a differenza dei famosi «Cambridge Five», i cinque ex studenti della prestigiosa università che passarono armi e bagagli al servizio del regime comunista di Mosca, Blake, anche lui studente a Cambridge, non fu mai parte del loro mondo né dell’establishment britannico. Con due di loro tuttavia, Kim Philby e Donald MacLean, anch’essi scappati a Mosca dopo essere stati scoperti, era diventato negli anni amico e frequentatore.

 

george blake 6

Smascherato nel 1961, Blake era stato processato e condannato a 42 anni di carcere, uno per ogni agente tradito, secondo la vulgata del tempo. Ma nel 1966 fu protagonista di una clamorosa fuga dalla prigione londinese di Wormwood Scrubs, grazie all’aiuto di alcuni attivisti pacifisti, per un breve periodo suoi compagni di cella. Il piano di evasione, finanziato dal regista Tony Richardson, prevedeva anche un nascondiglio segreto, dove Blake rimase per alcuni mesi prima di riuscire a passare nascosto in una cassa di legno la Cortina di Ferro e fare il salto finale verso Mosca, lasciandosi dietro una moglie e tre figli. Da quel momento, parole sue del 2017, la Russia divenne la sua «seconda patria».

 

Blake era nato nel 1922 in Olanda, suo padre era un ebreo spagnolo che aveva combattuto nell’esercito inglese durante la Grande Guerra ed era diventato cittadino britannico. All’età di 18 anni, dopo l’invasione nazista della Polonia, si era unito alla resistenza olandese e in piena Seconda Guerra Mondiale era entrato nella riserva volontaria della Royal Navy, dove il suo background poliglotta lo aveva subito segnalato come candidato ideale per lavorare nell’intelligence: cominciò traducendo dall’olandese, la sua lingua madre, i messaggi dei resistenti per i comandi alleati.

 

george blake 5

 Finito il conflitto, dopo aver spiato i sovietici nella Germania dell’Est e aver imparato il russo a Cambridge, Blake venne inviato in Corea del Sud e venne anche fatto prigioniero dai nordcoreani quando esplose la guerra. Fu in Estremo Oriente che le sue precedenti simpatie per il comunismo presero forma concreta: «Di fronte ai bombardamenti americani sulla popolazione civile, decisi di cooperare volontariamente e senza compenso con l’intelligence sovietica».

george blake 1

 

Da agente doppiogiochista, Blake passò a Mosca segreti importanti, non ultimo un piano occidentale per ascoltar le comunicazioni sovietiche scavando un tunnel sotto Berlino Est. Ma ha sempre negato che qualcuno degli uomini da lui traditi sia stato giustiziato: «Questo non mi fu contestato al processo a Londra e io lo avevo posto come condizione al momento del passaggio in Urss», disse una volta in una conferenza stampa.

 

C’era un ambiguo candore nella sorda ostinazione di questo maestro di spionaggio, sempre vestito di tweed con un farfallino al posto della cravatta, bon vivant che riceveva volentieri nel suo appartamento. Il comunismo per lui era quasi un’entità metafisica: «Chiunque creda nell’Aldilà mi faccia un esempio di come sarà la vita laggiù: non farete altro che descrivermi una società comunista», mi disse in un’intervista nel 1992 a Mosca, in occasione dell’uscita del libro nel quale raccontò il romanzo della sua vita.

george blake 7

 

La sua analisi del crollo dell’Urss e del fallimento dell’esperimento sovietico non incolpava il modello, ma gli uomini cui ne era toccata in sorte la gestione: «Perché il comunismo possa avere successo occorre gente di altissima integrità morale, capace di mettere gli interessi generali al primo posto». La sua conclusione era adamantina e autoconsolatoria: «Noi che viviamo in questo scorcio del XX secolo non siamo abbastanza maturi per poter costruire una società comunista». Requiem per una spia che andò verso il freddo.

george blake 11george blake 2george blake 8george blake 3

Ultimi Dagoreport

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!