abbatino freddo

1. NON ERO UN BOSS MA UN RE. E ORA TEMO PER LA MIA VITA: PARLA MAURIZIO ABBATINO, “IL FREDDO” DI ROMANZO CRIMINALE: LA ROMA DELLA BANDA DELLA MAGLIANA NON ERA POI COSI’ DIVERSA DA QUELLA DI MAFIA CAPITALE. CARMINATI? HA SVUOTATO CASSETTE DI SICUREZZA DI MAGISTRATI E AVVOCATI: IO HO FATTO LA SCELTA DI COLLABORARE, LUI QUELLA DI RICATTARE. CHI DI NOI È IL PIÙ INFAME?" 3. E POI LA STRAGE DI BOLOGNA E GLI OMICIDI SINDONA E CALVI LEGATI AL SEQUESTRO ORLANDI - VIDEO

 

 

Raffaella Fanelli per la Repubblica

MAURIZIO ABBATINOMAURIZIO ABBATINO

 

«La mia Roma, la Roma della Banda della Magliana, non era poi così diversa da quella di Mafia Capitale e di Massimo Carminati ». Maurizio Abbatino ha dominato la città con una spietata determinazione, quella che ha ispirato il personaggio del Freddo di Romanzo Criminale: prima un capo deciso a tutto e poi, dopo l' uccisione del fratello Roberto, un pentito altrettanto risoluto.

 

Oggi invece ha perso tutto. «Non ero un boss ma un re. E adesso faccio fatica anche ad arrivare alla fine del mese: da quando mi hanno sbattuto fuori dal programma di protezione mi hanno tolto la casa e l' identità di copertura. Con le cartelle cliniche che riportano quel nome non potrò più continuare a curarmi mentre se mi presento in ospedale chiunque mi riconosce: "Ma che sei il Freddo?". Mi chiedo se non è quello che tutti vogliono: la mia morte per cause naturali darà meno fastidio».

 

massimo carminatimassimo carminati

Il Servizio centrale del Viminale nell' autunno 2015 ha ritenuto che lei non fosse più in pericolo. La revoca del programma di protezione è arrivata quasi in contemporanea con l' arresto di Carminati...

«L' avvocato di Carminati ha messo in discussione le mie dichiarazioni e quelle di altri collaboratori parlando di "pentiti coccolati dalla procura". In realtà Carminati non mi ha mai querelato perché sa bene che ho detto la verità. Il Cecato ha svuotato cassette di sicurezza di magistrati e avvocati: io ho fatto la scelta di collaborare, lui quella di ricattare. Chi di noi è il più infame?».

 

Nel 1993 con le sue dichiarazioni mandò in carcere tanti affiliati alla Banda e anche lo stesso Carminati. Molti di loro sono tornati in libertà. Teme possano vendicarsi?

«Non è solo per quello che ho detto che sono un bersaglio. Ma per tutte le cose che so e che non ho raccontato perché impossibili da dimostrare».

 

Cosa resta della banda della Magliana?

«Sopravvive attraverso persone che della Banda non hanno fatto parte ma che con noi sono entrati in contatto, e che solo per questo si sono fatti un nome. Per molti la Banda della Magliana è stata un' ottima garanzia».

MAURIZIO ABBATINOMAURIZIO ABBATINO

 

Si iniettò davvero il virus di una grave malattia per uscire dalla cella?

«In carcere stavo andando fuori di testa. Mi dissero di un detenuto che stava male, con i linfonodi ingrossati. Non sapevo di cosa si trattasse ma mi iniettai una siringa del suo sangue».

 

Chi l' aiutò ad evadere?

«Credevo nei miei ex compagni e l' obiettivo era evadere per aiutarli ad affrontare il processo.

 

Poi le cose cambiarono. Furono loro i primi ad abbandonarmi. Ad ammazzarsi fra loro. Annodai le lenzuola e mi calai dalla finestra di Villa Gina, dov' ero detenuto dopo l' infezione. Mio fratello mi procurò i documenti falsi e mi accompagnò all' estero».

massimo carminati massimo carminati

Roberto, suo fratello, fu torturato e ucciso con 35 coltellate.

 

Volevano arrivare a lei?

«C' è altro dietro la sua morte».

 

Ma non furono i Testaccini e Angelo Angelotti?

«C' è un' altra possibilità che gli investigatori non hanno mai preso in considerazione, comunque preferisco non parlarne».

 

Nei suoi lunghi interrogatori da collaboratore ha spesso tirato in ballo Massimo Carminati: oggi si confronterebbe con lui nel processo di Mafia Capitale?

«Io non ci voglio andare in quel processo. Carminati l' ha sempre fatta franca e anche questa volta finirà che lo grazieranno e sconterà solo qualche anno.

Ha negato i suoi rapporti con noi della Magliana, ci ha chiamato "quelli che spacciavano droga".

 

Per il tentato omicidio Parenti- Marchesi (uno degli agguati messi a segno per vendicare Giuseppucci, ndr) c' era anche lui.

maurizio abbatinomaurizio abbatino

L' ho detto anche in tribunale: era in macchina con me. Eppure è stato assolto, con un alibi tirato fuori a distanza di anni grazie alle amicizie che avevamo all' ospedale militare del Celio. Da quando è stato imputato nel processo per l' omicidio Pecorelli, Carminati è sempre stato protetto».

 

Cosa sa del sequestro di Emanuela Orlandi?

«L' omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi. Se non si risolve il primo non si arriverà mai alla verità sulla fine di Calvi e sulla scomparsa della ragazza. I tre casi sono collegati da un flusso di soldi finiti nelle casse del Vaticano e mai restituiti».

Lei ha accusato Massimo Carminati anche del depistaggio nelle indagini sulla strage di Bologna

 

maurizio abbatino maurizio abbatino

«Era legatissimo a Danilo Abbruciati e aveva libero accesso al ministero della Sanità, dove c' era il deposito di armi. Da quegli scantinati Carminati prese un mitra Mab, con numero di matricola abraso e calcio rifatto artigianalmente. Lo stesso mitra che fu ritrovato nel gennaio del 1981, pochi mesi dopo la strage di Bologna, in una valigetta sul treno Taranto- Milano. Il contenuto di quella valigetta serviva per depistare le indagini sulla strage, per portarle su una pista straniera».

 

Durante il processo sulla strage Sergio Calore, ex terrorista di destra poi collaboratore di giustizia, introdusse un elemento di dubbio che portò all' assoluzione di Carminati. Sergio Calore è stato ucciso a picconate nel 2010: un omicidio rimasto irrisolto...

«Chi sa e parla corre il rischio di essere "scaricato" e lasciato alla mercé di chi ha fatto arrestare. Ma anche chi ha preferito il silenzio o la menzogna non ha fatto una bella fine».

maurizio abbatinomaurizio abbatinoMAURIZIO ABBATINOMAURIZIO ABBATINOlarresto di Maurizio Abbatino larresto di Maurizio Abbatino Maurizio Abbatino CrispinoMaurizio Abbatino CrispinoMaurizio Abbatino CrispinoMaurizio Abbatino CrispinoABBATINO FREDDO 9ABBATINO FREDDO 9

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)