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NON UNO DI MENO - E' STATA CONDANNATA PER OMICIDIO COLPOSO KIM POTTER, LA POLIZIOTTA DI MINNEAPOLIS CHE AD APRILE AVEVA UCCISO PER ERRORE UN NERO - L'AGENTE AVEVA FERMATO A UN INCROCIO IL RICERCATO DAUNTE WRIGHT - MENTRE CERCAVA DI AMMANETTARLO, PERO', L'UOMO SI ERA DIVINCOLATO ED ERA RISALITO IN AUTO, CERCANDO DI RIPARTIRE - A QUEL PUNTO POTTER, CONVINTA DI AVER ESTRATTO IL TASER, LO AVEVA COLPITO E...

Massimo Gaggi per il corriere.it

 

kimberly potter

Alla vigilia di Natale è arrivata per Kim Potter - la poliziotta bianca del Minnesota che nell’aprile scorso uccise durante un controllo stradale un ragazzo nero di vent’anni - una condanna attesa e inevitabile.

 

A prevederla era stata lei stessa, come testimonia in modo drammatico il video della body camera che ha filmato quei momenti convulsi: le immagini dell’errore tanto goffo quanto drammatico di un’agente che scambia la pistola d’ordinanza per un taser e uccide Daunte Wright con un colpo solo al petto, sono state mostrate più volte, durante il processo, alla giuria del tribunale di Minneapolis.

 

kimberly potter e daunte wright

Il dramma si consuma l’11 aprile scorso quando una volante ferma a un incrocio di Brooklyn Center, un sobborgo di Minneapolis, l’auto di Daunte che ha una targa scaduta. Durante i controlli il poliziotto che è in pattuglia con la Potter si accorge che Wright è ricercato perché non si è presentato in tribunale per rispondere di un possesso illegale di armi.

 

Quando l’agente cerca di ammanettarlo, Daunte si divincola, risale in auto e cerca di ripartire. Nella colluttazione la Potter avverte che lo colpirà. La telecamera riprende la pistola impugnata mentre Kim urla «Taser, Taser, Taser». Solo quando parte il colpo si rende conto dell’errore. Si accascia sul marciapiede e mormora: «Mer… gli ho sparato: finirò in prigione».

 

kimberly potter e daunte wright

Durante il processo lei ha pianto, si è detta addolorata, ha provato a spiegare l’errore madornale con la concitazione di quei momenti. Ma era difficile pensare che la giuria, in maggioranza bianca, composta da sei uomini e sei donne, potesse arrivare a un verdetto di assoluzione. Tanto più che il tragico incidente avvenne in un momento di enorme tensione razziale, mentre Minneapolis era in stato d’assedio per il processo a Derek Chauvin: il poliziotto che un anno prima aveva ucciso George Floyd tenendogli un ginocchio premuto sul collo per otto minuti.

 

kimberly potter e daunte wright

27 ore dopo la fine del dibattimento la giuria ha raggiunto l’accordo unanime: Kim Potter è stata riconosciuta colpevole di omicidio colposo (manslaughter) di primo e secondo grado. Rischia una condanna massima di 15 anni, ma probabilmente la giudice Regina Chu, quando deciderà l’entità della pena in un’udienza fissata per il 18 febbraio, la condannerà a 6-8 anni di carcere: la pena ridotta normalmente prevista per chi non ha precedenti penali.

 

kimberly potter

Ieri gli avvocati difensori hanno chiesto alla giudice di consentire alla Potter di passare le feste natalizie in famiglia, «visto che è una devota cattolica, è pentita per l’errore commesso e non ci sono rischi di fuga». Ma la Chu non se l’è sentita di accogliere una simile richiesta: «Non posso trattare questo caso in modo diverso dagli altri». Tradotto: «Niente più sconti ai poliziotti che sbagliano». E ha disposto l’arresto immediato di Kim senza possibilità di rilascio su cauzione.

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