sisma 2

NON SOLO PONTI: IN ITALIA SONO A RISCHIO CROLLO DUE MILIONI DI CASE - PER METTERLE IN SICUREZZA SERVIREBBERO 100 MILIARDI DI EURO - IL PROF CIMELLARO DEL POLITECNICO DI TORINO: “L’80% DEGLI IMMOBILI NECESSITA DI UN ADEGUAMENTO SISMICO MA IL COSTO E’ COSI’ ELEVATO CHE E’ PIÙ CONVENIENTE DEMOLIRE E RICOSTRUIRE…”

Marco Bardesono per “Libero quotidiano”

 

Vigili del fuoco al lavoro sulle macerie del ponte Morandi crollato a Genova

Non solo i ponti. Anche le case in cui viviamo e in cui dovremmo sentirci - ed essere - protetti, sono a rischio. Basta scorrere i dati del censimento dell' Istat per renderci conto che i nostri edifici sono gravemente malati. E tutt' altro che sicuri: due milioni di case in tutto il Paese sono vecchie e in cattivo stato. Non solo. In Italia c' è quasi mezzo milione di immobili in dissesto, parzialmente o totalmente inutilizzabili. Si tratta di 452.410 edifici classificati, secondo i parametri catastali, come degradati.

 

Senza contare, poi, quelli costruiti non tenendo conto dei protocolli anti-sisma e qui la percentuale sale a dismisura. Numeri che appaiono enormi anche se messi a confronto con quelli degli edifici sani, che in totale sono 62.861.919: la percentuale è solo dello 0,72%. Ma in tema di sicurezza, si sa, la statistica ha valore relativo. Infatti se queste case crollassero tutte insieme, sarebbe un' ecatombe.

PALAZZINA CROLLATA A TORRE ANNUNZIATA

 

Per rimettere le cose a posto occorrerebbe un "piano Marshall" con investimenti di almeno cento miliardi a breve-medio termine. «L' ottanta per cento degli immobili italiani», conferma Gian Paolo Cimellaro, docente del Politecnico di Torino, «necessita di un adeguamento sismico e nelle situazioni più complesse, nonostante gli incentivi fiscali, il costo è così elevato che è meglio optare per la demolizione. Di certo il nuovo fabbricato, costruito seguendo normative e tecniche all' avanguardia, sarà un edificio efficiente e sicuro».

IL PONTE CROLLATO SULLA A14

 

I numeri sono chiari: 2.051.808 immobili residenziali, il 16,8% del totale, sono in mediocre o pessimo stato di conservazione. Una percentuale che sale al 21,1% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota di riduce al 4,7% per quelli nati tra il 1981 e il 2011. In pratica, poco meno di un quinto delle case italiane è vecchio e in cattive condizioni.

 

MERIDIONE CRITICO

I dati Istat mostrano che al Sud ci sono più case pericolanti e con evidenti criticità. Il record negativo si registra in Calabria con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre-pessimo stato di conservazione. Seguono la Sicilia, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%.

 

HOTEL CROLLATO - RIGOPIANO

Le cose vanno decisamente meglio in Umbria e in Trentino Aldo Adige, regioni in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d' Italia, ma la percentuale è comunque alta: 10,7%. Segue la Toscana, dove la quota sale all' 11,5%. A livello provinciale il primato negativo spetta a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%).

 

La cattedrale di Norcia crollata (da Twitter)

Le provincie più virtuose, o meno disastrate che dir si voglia, sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%). Nel Lazio, gli edifici a rischio sono il 15,9% del totale. In particolare, a Roma è in cattivo stato il 14,7% delle strutture.

 

In totale in Italia si contano 12.187.698 edifici residenziali - l' 84,3% del totale - con 31.208.161 abitazioni. Gli stabili comprendono case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. I tre quarti (74,1%) degli edifici residenziali sono stati costruiti prima del 1981 ed hanno quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 25,9%.

crollato il palazzo rosso di amatrice

 

«Viviamo in un Paese in cui, anche le case belle da vedere», spiega Marco Savoia, docente di Ingegneria Civile all' Università di Bologna, «che appaiono solide, in realtà spesso non lo sono. Al momento dell' acquisto molti si soffermano sull' aspetto dei pavimenti, piastrelle e altri elementi secondari, quando invece sarebbe opportuno concentrarsi sulla sicurezza dell' edificio».

 

BOOM ECONOMICO

palazzo crollato a roma

Abbattere e ricostruire, investire nell' edilizia, è una scelta che potrebbe offrire ricadute positive per l' economia italiana: «Infatti per le nuove costruzioni», aggiunge il professor Cimellaro, «le leggi italiane sono tra le più avanzate a livello mondiale.

Sugli edifici esistenti invece, nonostante i bonus fiscali previsti, ad esempio per gli adeguamenti anti sismici, la situazione in certi casi può essere onerosa è insostenibile per molti privati. Con il risultato che, alla fine, molti decidono di lasciar perdere», almeno fino a quando non si verifica la tragedia.

 

la crepa del palazzo crollato a roma

Al di là delle preoccupazioni sul piano della sicurezza, gli immobili catastalmente rovinati, potrebbero rappresentare anche una possibile fonte di sviluppo dell' economia, per il settore dell' edilizia e per tutto l' indotto. «Bisogna insistere anche sulla valorizzazione di alcuni beni sul fronte artistico e culturale», spiega Giovanna Ferrara di Unimpresa, «con tutto quello che se ne può trarre di buono anche per il turismo». E per valorizzare, ovviamente, è necessario investire.

TERREMOTO EMILIA CROLLATA LA TORRE DI NOVI PALAZZINA CROLLATA A BARLETTAPALAZZO DI FINALE EMILIA CROLLATO san felice panaro crollata parte del castello TERREMOTO EMILIA CROLLATA LA TORRE DI NOVI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…