drone al zawahiri

I NUOVI SCERIFFI DEL CIELO – L'UCCISIONE DI AL ZAWAHIRI A KABUL È OPERA DI UN DRONE DELLA CIA, UNO DEGLI STRUMENTI CRUCIALI NELLA GUERRA AL TERRORISMO PORTATA AVANTI DAGLI USA – IL VELIVOLO È PARTITO DA UNA BASE NEL GOLFO PERSICO ED È STATO GUIDATO VIA SATELLITE DAGLI STATI UNITI, DA UNA SQUADRA COMPOSTA DA UN PILOTA, UN ADDETTO ALLE ARMI, UN UOMO DELL’INTELLIGENCE RINCHIUSI IN UN BOX 

Guido Olimpio per www.corriere.it

 

drone cia

Quando un capo jihadista viene «neutralizzato» non c’è mai una sola versione a narrare l’epilogo. Le versioni corrono veloci come il vento, mescolate a supposizioni, illazioni, teorie. Alcune fondate, altre complottiste. Fa parte del Grande Gioco.

 

Il nuovo sceriffo in città

Per al Zawahiri siamo solo all’inizio e al centro del racconto c’è un drone della Cia, uno dei simboli della lotta al terrorismo a livello globale. L’intelligence ne ha fatto la sua arma principale.

 

drone cia 2

Era «il nuovo sceriffo in città», come disse un alto dirigente per spiegare che era l’unico modo per poter eliminare ricercati in zone proibite agli agenti perché troppo lontane e pericolose. È un cecchino appostato che attende che la sua preda esca dal buco. In quel momento la colpisce con missili guidati, a volte «aiutati» da elementi sul terreno che possono illuminare il bersaglio.

 

Dal Golfo Persico

I droni sono basati in piste nelle aree di intervento e in quelle limitrofe. In questo caso è probabile che sia partito dal Golfo Persico, vista il rifiuto di Paesi della regione di ospitarli. Il decollo è eseguito da un centro di controllo locale, quindi una volta in quota i comandi passano ad un’altra centrale, magari negli Stati Uniti, alle porte di Washington o in Stati amici.

 

drone cia 3

Qui, all’interno di un cubicolo, ci sono il pilota, l’addetto alle armi, l’uomo dell’intelligence. Siedono davanti a una serie di schermi, luci basse. Guidano la missione via satellite, assistiti da telecamere e sensori.

 

L’aereo guidato in remoto può stare su una zona per ore, analizza, segue, verifica. E soprattutto aspetta il momento propizio. Le immagini sono registrate e possono essere girate ai vertici militari o politici. È un blitz in diretta. Una volta riconosciuto il possibile nemico si passa all’azione, con l’ordine di tiro.

 

Il ritorno a casa

Ayman al Zawahiri

Chiuso l’attacco, il velivolo torna «a casa», mentre gli informatori devono trovare le prove – se possibile – che lo strike ha fatto centro. A volte solo il DNA può dare la certezza: per Zawahiri non c’è questa possibilità di verifica in quanto gli Usa non lo hanno, ma si fidano delle loro fonti (ha spiegato un portavoce). Sono stati uccisi così centinaia di militanti, dalla Somalia allo Yemen.

 

I terroristi hanno accusato il colpo, preoccupati dalla minaccia costante sulle loro teste. A inseguirli la Cia, ma anche il Pentagono con il suo reticolo di installazioni. Una di queste a 40 minuti a nord di Las Vegas, con gli equipaggi diventati dei pendolari della guerra. Alla mattina nel «box» della base, alla sera a casa poco lontano dai casinò.

 

La campagna è diventata una continua evoluzione della caccia all’uomo, con nuovi mezzi e altri tipi di bombe. Compreso un ordigno che invece di esplodere contiene delle lame che triturano il tetto di un veicolo e i suoi occupanti. Alcuni analisti, osservando la mancanza di deflagrazione sulla casa di al Zawahiri non hanno escluso che gli americani abbiano impiegato un sistema simile, noto come Ninja. Una soluzione per cercare di evitare danni collaterali, che purtroppo ci sono. Per molte ragioni.

drone cia 4

 

Danni collaterali

L’esplosione può investire dei passanti. Le informazioni all’origine dell’attacco sono sbagliate. L’obiettivo era insieme a innocenti. C’erano degli ostaggi. Proprio a Kabul, un anno fa, un’intera famiglia è stata scambiata per una cellula dello Stato Islamico e un drone statunitense l’ha spazzata via. Anche per Osama Bin Laden venne considerata l’opzione dell’incursione aerea, ma venne accantonata perché poteva avere conseguenze per i civili. La mano passò ai commandos della Marina.

raid per uccidere al zawahiri ricostruzione dell uccisione di al zawahiri

 

al zawahiri con bin laden

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