omero benfenati - portavoce del comitato vele di scampia

“SE IL GOVERNO ALZA IL TIRO CONTRO LE FASCE DEBOLI, CI SARANNO PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO” – OMERO BENFENATI, PORTAVOCE DEL COMITATO VELE DI SCAMPIA, PREPARA LA MOBILITAZIONE CONTRO LA STRETTA DEL GOVERNO AL REDDITO DI CITTADINANZA, E AVVERTE LA MELONI: “QUI C’È GENTE CHE NON RIESCE A METTERE UN PIATTO IN TAVOLA. IL 72% DELLE PERSONE È DISOCCUPATO E PERCEPISCE IL REDDITO. SA QUANTI HANNO RICEVUTO UN’OFFERTA DI LAVORO? NESSUNO”

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile per “la Stampa”

Omero Benfenati - portavoce del Comitato vele di Scampia

 

Non c'è nessuno nella sede del Comitato Vele a Scampia. È il quartier generale dei disoccupati del quartiere, delle lotte per la casa e per il lavoro. Da qui sono partite tutte le proteste di questi anni. Se nel pomeriggio in cui trapelano le prime informazioni sulla stretta che il governo sta pensando di dare al reddito di cittadinanza, i componenti del Comitato non sono qui è perché stanno organizzando l'ennesima mobilitazione.

 

Il portavoce Omero Benfenati, infatti, è negli uffici del Comune per definire i dettagli della manifestazione di venerdì prossimo alle 15 a piazza Municipio a Napoli.

 

[…] «Il governo pensa di scherzare con la sofferenza delle persone – avverte […] – Non ha capito che, se alza il tiro contro le fasce sociali più deboli e le periferie, ci saranno problemi di ordine pubblico. Qui c'è gente che non riesce a mettere un piatto a tavola. Il 72 per cento delle persone di Scampia è disoccupato e percepisce il reddito di cittadinanza.

 

Sa quanti hanno ricevuto un'offerta di lavoro? Nessuno. Noi siamo pronti a rinunciare al reddito, non vogliamo sussidi, chiediamo di lavorare. Siamo stanchi di essere associati ai furbi o a chi non fa nulla su un divano. Chiediamo un lavoro con i diritti e i doveri di un'occupazione seria, stabile».

le vele di scampia a napoli 2

 

Poco lontano dalla sede del Comitato Vele c'è il Parco Corto Maltese, un tempo piazza di spaccio, scenario perfetto per film in stile Gomorra. Gli abitanti l'hanno rimesso a posto e ora è un piccolo gioiello su cui abita Ernesto Palmese, 53 anni, professione saldatore, di fatto disoccupato.

 

«Ho 25 anni di lavoro con contributi poi le ditte hanno iniziato a non pagare più e il mio fisico a non reggere il peso di un lavoro troppo faticoso». Ernesto Palmese ha gli anelli della colonna vertebrale usurati e un occhio fuori uso. «Se mi chino per allacciarmi le scarpe corro il rischio di rimanere bloccato. E una scheggia mi ha reso quasi cieco al l'occhio destro, vedo al 5 per cento. Ho fatto la domanda per l'invalidità.

 

le vele di scampia a napoli 3

Aspetto una risposta». È una gara contro il tempo quella di Ernesto. Ha moglie, due figli e 900 euro di reddito di cittadinanza. Secondo la bozza della riforma allo studio del governo ne perderà una buona parte. «Già ora faccio fatica. Ho 300 euro di spese tra affitto e bollette. Riusciamo ad arrivare a fine mese solo se nessuno si ammala e se non ci sono spese straordinarie. Ma vuol dire rinunciare a tutto. […] Ho l'incubo all'idea di quello che accadrà quando il reddito non ci sarà più. […]».  […]

le vele di scampia a napoli 4vele di scampiale vele di scampia a napoli 5comitato vele corteo a scampiauna vista aerea della demolizione delle vele di scampia le vele di scampia a napoli 7le vele di scampia a napoli 6le vele di scampia a napoli 1Omero Benfenati - portavoce del Comitato vele di Scampia

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