ferdinando salzano

IL PADRE-PADRONE DELLA MUSICA ITALIANA, FERDINANDO SALZANO, INDAGATO PER VIOLENZA PRIVATA - AVREBBE MINACCIATO, FATTO PRESSIONE E OPERATO RITORSIONI CONTRO UNA SOCIETÀ DEL NORDEST CHE ORGANIZZA E PROMUOVE SPETTACOLI: "SUDDITANZA COMMERCIALE NELLA GESTIONE DEI CONCERTI" - LE INTERVISTA MAI ANDATE IN ONDA DI “STRISCIA LA NOTIZIA”, E SEQUESTRATE DALLA SQUADRA MOBILE, CHE TRACCEREBBERO LA FIGURA DISPOTICA DI SALZANO, CHE MINACCIAVA DI NON PAGARE I DEBITI PREGRESSI PER IMPORRE LE SUE CONDIZIONI… - SALZANO E' GIA STATO CONDANNATO A UN 1 ANNO E 6 MESI PER OMICIDIO PER...

Enrico Ferro e Claudio Malfitano per “la Stampa”

 

«Benissimo, cancelliamo Padova». Detto, fatto. Quattordici concerti previsti a Nordest dissolti in un soffio. Non un soffio qualunque, a dire il vero. Il tocco è quello mortale del gigante degli spettacoli live in Italia, potente tycoon della televisione, "padrone" di Sanremo, Ferdinando Salzano, boss della F&P che fa parte del gruppo Cts Eventim-TicketOne.

ferdinando salzano

 

Questo "Golia" della musica italiana ha messo nel mirino Zed, società che a Nordest organizza e promuove spettacoli. Forte del quasi monopolio del sistema, avrebbe puntato l'impresa di Diego Zabeo, Valeria Arzenton e Daniele Cristofoli. La polizia indaga su presunte minacce, pressioni via mail e messaggi, ritorsioni.

 

Per tutto questo Ferdinando Salzano, già condannato a 1 anno e 6 mesi per omicidio in seguito al crollo del palco della Pausini a Reggio Calabria, è formalmente indagato dalla Procura di Padova per il reato di violenza privata (che prevede fino a 4 anni di reclusione), insieme a due suoi collaboratori.

FERDINANDO SALZANO E ROSSELLA BARATTOLO

 

I sequestri Il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Valeria Spinosa, che recentemente ha incaricato la Squadra mobile di sequestrare i nastri delle interviste registrate dal tg satirico Striscia la notizia e mai andate in onda per mancanza dell' autorizzazione degli intervistati. Quelle testimonianze, raccolte sentendo cantanti e imprenditori del mondo dello spettacolo, traccerebbero la figura egemone e dispotica di Salzano. Ma questa non è solo una disputa commerciale tra privati, in discussione c' è l' intero sistema dei concerti in Italia.

 

Abuso di posizione

Agcm, l'autorità garante della concorrenza e del mercato (l' antitrust), ha aperto un' istruttoria per abuso di posizione dominante, con l' aggravante di minacce, ritorsioni e boicottaggio. Oggetto dell' inchiesta sono TicketOne, Cts Eventim e i promoter nazionali che fanno parte del gruppo, tra cui la F&P di Salzano. «Così non andiamo da nessuna parte, togliamo Padova dall' annuncio». Ancora: «Adesso però mi arrabbio, non sto scrivendo in cinese. I C1 (l'intestazione fiscale dell' evento) sono nostri e di nessun circuito oltre a TicketOne». È il 3 ottobre 2018 quando intercorre uno scambio di mail tra F&P e Zed. Il casus belli è un concerto di Alessandra Amoroso.

ferdinando salzano

 

Le presunte minacce

Zed gestisce il Gran Teatro Geox di Padova, il Morato di Brescia e l'Arena di Mantova, ma ha convenzioni anche con la Kioene Arena di Padova, la Zoppas di Conegliano, il Palageorge di Montichiari. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti Salzano pretendeva di utilizzare la Kioene Arena intestandosi la fiscalità dell' evento, cioè obbligando gli imprenditori locali ad accettare le sue condizioni diventando ospiti in casa loro.

 

Come? Con la minaccia di non pagare i debiti pregressi. Nel fascicolo istruito dalla polizia si fa riferimento a un saldo di 313 mila euro. Minacciando di non restituire quella cifra sarebbe riuscito a imporre data e condizioni del concerto della Amoroso. Un po' come entrare in casa di altri e pretendere di disporne a proprio uso e consumo.

IL MATRIMONIO DI FERDINANDO SALZANO - CLAUDIO BAGLIONI

 

La trattativa

Il 23 ottobre 2018 Zabeo e un collaboratore si recano a Milano nella sede di F&P, in via dei Sormani. Vogliono trovare un' intesa ma non c' è nulla da fare. Accettare subendo condizioni capestro o perdere i 313 mila euro. Una presa di posizione ai limiti dell' estorsione - secondo le carte d' accusa - quella del gigante milanese, sorta nel momento in cui Zed ha deciso di inserire tra i suoi sistemi di vendita biglietti anche il circuito Ticketmaster. Il 16 ottobre 2018 F&P è tassativa: «Nessun biglietto può essere venduto online. Solo TicketOne ha questo diritto per i nostri concerti».

 

Beppe Caschetto - Ferdinando Salzano - Rossella Barattolo

Stessi toni per altri concerti, messi in vendita senza l'autorizzazione dei proprietari delle strutture. In un regime equo dovrebbe funzionare così: il manager dell' artista vende il concerto a Zed, che paga anticipatamente e si assume il rischio d' impresa, ottenendo però il diritto di vendita dei biglietti e di tutti i servizi connessi. Salzano, sempre secondo l'accusa, avrebbe sovvertito questo regime, introducendo ulteriori balzelli fortemente penalizzanti dal punto di vista economico. Così è se vi pare, prendere o lasciare. "Sudditanza psicologica e commerciale", si profila nelle carte dell' inchiesta.

 

14 DATE CANCELLATE

La cancellazione delle quattordici date previste (tra cui Elisa, Gigi D' Alessio, Il Volo, Fiorella Mannoia, Nek, Modà, Ficarra e Picone, Panariello) è solo la punta dell' iceberg. Valeria Arzenton ha deciso di denunciare all' antitrust le angherie subite. Salzano respinge le accuse: «Sappiamo tutto, ci stanno lavorando i nostri legali. Abbiamo fiducia nella giustizia», dice Barbara Zaggia, la moglie. E il legale: «Ci sono procedimenti in corso, abbiamo l' obbligo del riserbo», dice l' avvocato Francesco Isolabella.

 

ferdinando salzanoligabue ferdinando salzano e barbara zaggia

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…