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PAMPLONA DI SANGUE – L’ENCIERRO SI CHIUDE CON 8 INCORNATI E 35 PERSONE FINITE IN OSPEDALE: NELL’ULTIMA GIORNATA DUE UOMINI SONO RIMASTI FERITI ALLA TESTA – QUEST’ANNO I PURISTI HANNO ACCUSATO GLI ORGANIZZATORI DI AVER TRASFORMATO LA FESTA IN UNA “FARSA” PER AVER SPRUZZATO PRODOTTI ANTISCIVOLO SUL PERCORSO: “SI PERDE LA TRADIZIONE…” (VIDEO)

 

 

Paolo Alberti Valenti per "it.euronews.com"

 

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L'Encierro con i tori Miura ha chiuso a Pamplona, Spagna, la festa del San Fermin 2019.Il bilancio di una settimana di fiesta mobile è stato di 8 incornati dai tori e 35 persone di diverse nazionalità finite al pronto soccorso.

 

Cos'è l'Encierro

L' Encierro consiste nel correre davanti a un branco di tori per le strade della città o del paese. La corsa di solito termina nell'arena dove i tori poi aspettano la loro morte in una lotta non proprio alla pari con l'uomo.

 

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Durante l'Encierro si correre il più vicino possibile agli animali senza cadere nè toccarli. Si tratta di una prova di coraggio che ricorda un rito di passaggio. Nella storia di queste corse di tori e uomini ci sono stati anche dei morti fra gli umani nel corso del tempo.

 

Le polemiche non hanno spento le corride di Pamplona

Le polemiche sulla persistenza di una festa cruenta non hanno ancora spento l'interesse generale di una vetrina folklorica che stringe in una sola città una cultura depositaria di una senso della vita e della morte che non ha uguali.

 

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"Non c'è toro più vivo in Spagna di quello sacrificato nell'arena"

Non c'è toro piu `vivo in Spagna di quello che è stato sacrificato nell'arena: sentenziava il poeta iberico Federico Garcia Lorca, il maggiore poeta iberico del Novecento, che venne assassinato dai franchisti e che per sua natura non fu mai un sostenitore delle corride comunque mai realmente fustigate neanche dalla Chiesa cattolica con esclusione della bolla di S. Pio V che condannò duramente ed in modo definitivo la corrida.

 

I giornalisti affollano sempre il San Fermin

Quest'anno sono venuti a Pamplona 2.400 giornalisti di centinaia di media internazionali.

 

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Il canto della fine della festa

Alla mezzanotte dell'ultimo giorno di festa migliaia di persone, vestite con abiti tradizionali (pantaloni e camicia bianca oltre al fazzoletto rosso al collo), si incontrano nella piazza del municipio di Pamplona con candele accese per cantare il "Pobre de mi" che chiude la settimana di festeggiamenti.

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Il premio nobel Ernest Hemingway e Pamplona

Paradossalmente fu lo scrittore statunitense Hemingway che diede risonanza universale alla festa di San Fermin. Visitò per la prima volta la città nel 1923 come reporter del quotidiano Toronto Star alla ricerca di materiale per i suoi rapporti giornalistici.

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Il suo carattere appassionato, l'atteggiamento aperto lo misero subito in sintonia con la gente di Pamplona. Torno` 9 volte durante l'intero decennio degli anni Venti. Dopo la Guerra Civile, alla quale partecipò attivamente a favore della Seconda Repubblica fu ancora a Pamplona altre due volte, nel 1953 e nel 1959.

 

Il successo della fiesta e di "Fiesta"

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Tre anni dopo la sua prima visita a Pamplona aveva pubblicato con pieno successo il suo primo romanzo di successo "Fiesta: il sole sorge ancora" tradotto in spagnolo con il titolo "Fiesta", che racconta la storia di un gruppo di amici, membri della lost generation che dopo la guerra vagano senza meta attraverso la Francia e la Spagna.

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I riferimenti a Pamplona e ai Sanfermines che compaiono in questo romanzo hanno trasformato la festività iberica in uno degli eventi più noti del mondo.

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