alluce valgo

PERCHE’ IO...VALGO! - QUANDO L'ALLUCE "A CIPOLLA" DIVENTA UN PROBLEMA – LA DEFORMAZIONE COLPISCE L'ARTICOLAZIONE ALLA BASE DEL PRIMO DITO DEL PIEDE E RIGUARDA SOPRATTUTTO LE DONNE - È DOVUTO A TRAUMI O CALZATURE NON ADATTE. PER RISOLVERE SERVE IL BISTURI...

Vanessa Cappella per “Salute - la Repubblica”

 

alluce valgo

Alzi la mano chi non ha mai sottovalutato i piccoli cambiamenti del proprio corpo. Come quella strana escrescenza a forma di cipolla vicino all' alluce o quel fastidio al piede che da tempo torna a farci visita e che un giorno, magari nel mezzo di una passeggiata, si trasforma in dolore. Dopo una radiografia dei piedi in carico, l' ortopedico ci dirà quello che forse già temevamo: anche noi soffriamo di alluce valgo, come del resto il 23% della popolazione tra 18 e 65 anni e il 36% degli over 65. Si tratta, questa, di una deformazione piuttosto comune che colpisce l' articolazione alla base del primo dito del piede e riguarda soprattutto le donne, con un rapporto di dieci a uno rispetto agli uomini.

 

Secondo dati Siot (Società italiana di Ortopedia e traumatologia), in Italia ne soffrirebbe il 40% delle donne. Il disturbo è così comune che può riguardare anche i giovani tra i 12 e i 17 anni di età.

 

«Il cosiddetto piede piatto o piede pronato valgo rientra tra i motivi principali dell' insorgenza dell' alluce valgo», spiega Umberto Alfieri Montrasio, responsabile dell' Unità specialistica piede e caviglia presso l' Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. «Nel 90% dei casi la causa è biomeccanica: la patologia dell' alluce coinvolge l' avampiede, ma nella maggioranza dei casi l' origine vera e propria è nella parte posteriore, precisamente nell' articolazione sottoastragalica del retropiede».

 

alluce valgo

Uno strumento efficace di prevenzione dell' alluce valgo è correggere per tempo il "piede piatto", attraverso l' applicazione di un plantare realizzato su misura dal podologo. Tra le altre cause ci sono una certa familiarità con la patologia, l' utilizzo prolungato di calzature non adatte, la presenza di malattie reumatologiche o neurologiche, ma anche un vecchio trauma, come una frattura non saldata correttamente.

 

In ogni caso, ciò che incuriosisce è che il dolore spesso non riguardi direttamente l' alluce ma altre aree del piede. «Il paziente si lamenta del dolore per metatarsalgia o per quello provocato dal secondo e terzo dito deformati, così come sulla pianta del piede, a livello delle teste metatarsiali, dove iniziano le dita. Si parla in questo caso di metatarsalgia da insufficienza del primo raggio dell' alluce. In altre situazioni, il dolore è legato alla difficoltà a calzare le scarpe, non solo a causa della "cipolla", quanto per le deformità delle dita laterali, con disturbi come il dito a martello o a griffe», spiega l' esperto.

 

Diventa fondamentale allora trovare modi per alleviare i sintomi, ma soprattutto evitare che il quadro peggiori. Se si pensa però di fare affidamento solo sui farmaci antinfiammatori, la strada è sbagliata: il sollievo dato è infatti temporaneo, e il dolore tornerà a ripresentarsi nel giro di poco tempo.

 

Nemmeno la tecarterapia o la terapia a ultrasuoni possono realmente migliorare la situazione, specie se il valgismo è clinicamente evidente. Piuttosto, ricorrere a plantari e scarpe ortopediche confortevoli può aiutare ed è, inoltre, una modalità indicata soprattutto per quelle persone che, a causa di altre patologie, non possono affrontare l' intervento chirurgico. Nei casi ritenuti stabili e lievi, è bene farsi controllare ogni 6-12 mesi dall' ortopedico, così da poter intervenire tempestivamente qualora la situazione peggiori. La chirurgia è, infatti, la strada più battuta nei casi di medio-importante gravità oppure qualora l' ortopedico, davanti a una determinata situazione di alluce valgo di lieve- media entità, ritenga altamente probabile un suo peggioramento.

 

alluce valgo

Tre sono le macrofamiglie principali delle tecniche chirurgiche dell' alluce valgo: tradizionale, mininvasiva e percutanea. «Nei primi due casi, l' osso viene fissato con una sintesi interna o con una esterna, mentre nella terza si ricorre solo al bendaggio», continua Alfieri Montrasio. «Nei casi molto gravi, ovvero laddove si sia già instaurata un' artrosi importante, esiste una quarta possibilità di tecnica chirurgica, la cosiddetta artrodesi, durante la quale si fonde l' articolazione dell' alluce. È fondamentale però cercare di operare i pazienti prima che si arrivi a una situazione così grave».

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