francesco greco e piercamillo davigo

"TU MI DEVI AVVISARE, MI DEVI PERMETTERE IL CONTRADDITTORIO PRIMA DI SPUTTANARMI" - LO SFOGO CONTRO PIERCAMILLO DAVIGO DI FRANCESCO GRECO, ASCOLTATO IN PROCURA A BRESCIA SULLA FUGA DI NOTIZIE SUL CASO AMARA-LOGGIA UNGHERIA: "LA COSIDDETTA AUTOTUTELA ESCLUDE LA CONSEGNA DI CONTENUTI DI VERBALI. E QUESTA CONSEGNA DEI VERBALI, A MIO AVVISO, HA UN'ALTRA MOTIVAZIONE, CHE NON È QUELLA CHE VIENE PROPAGANDATA SUI GIORNALI…" - LA VERSIONE DI DAVIGO: "PER COME LO CONOSCO IO GRECO NON È UN DELINQUENTE. FORSE UN PO' SUPERFICIALE, PERCHÉ SE NO NON SI SAREBBE CACCIATO IN QUESTO PASTICCIO"

Fabio Amendolara per “La Verità”

 

cascini greco davigo

Le randellate in punto di fatto e di diritto tra gli ex di Mani Pulite sono volate sul ring della Procura di Brescia. Quando Francesco Greco viene convocato dal procuratore di Brescia Francesco Prete come persona indagata (verrà poi prosciolto dal gip) ha ancora la toga sulle spalle.

 

È il 27 luglio 2021 e il suo ufficio è appena stato fatto a pezzi dallo scontro innescato dalle dichiarazioni, anche contro di lui, di un suo sostituto, Paolo Storari, che a sua volta è finito in un cortocircuito scatenato dalle propalazioni dell'ex avvocato dell'Eni Piero Amara sull'esistenza della presunta loggia Ungheria. Cinque pubblici ministeri meneghini, per quelle vicende, finiscono sul registro degli indagati della Procura di Brescia.

 

francesco greco e piercamillo davigo

E l'ex ragazzo dell'ultrasinistra che in quel momento era il penultimo ancora in toga di quel pool di cacciatori di presunti mazzettari degli anni Novanta (in servizio c'è ancora il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo), colpisce duro contro il suo ex collega più anziano che la stampa all'epoca aveva soprannominato il «dottor sottile», perché considerato la mente giuridica del metodo del gruppo guidato da Francesco Saverio Borrelli.

 

«Questo signor Davigo (accusato insieme a Storari di rivelazione di segreti d'ufficio per aver fatto circolare i verbali di Amara, ndr) è andato in giro per tutto il Consiglio superiore della magistratura, dal procuratore generale dicendo che io insabbio le indagini, contrariamente a 45 anni di onorata carriera, no?...

FRANCESCO GRECO

 

È andato in giro... e poi adesso se ne esce fuori che era una procedura di auto tutela? Tu mi devi avvisare... mi devi permettere il contraddittorio prima di sputtanarmi, scusate il termine, davanti a tutta questa gente qui ma stiamo scherzando? E non dimentichiamoci che hanno avuto sette mesi di tempo per costruirsi la loro versione questi ragazzi».

 

Greco deve aver preso un colpo quando ha scoperto che Storari si era lamentato con Piercamillo Davigo, in quel momento consigliere del Csm, perché i suoi capi, a suo dire, traccheggiavano con le iscrizioni sul registro degli indagati. Storari, che consegnò a Davigo i verbali di Amara (poi spediti in modo anonimo dalla segretaria ai giornalisti), spiegò di aver parlato con il componente del Csm agendo in «autotutela».

 

ANTONIO DI PIETRO PIERCAMILLO DAVIGO FRANCESCO GRECO GHERARDO COLOMBO - POOL MANI PULITE

Un ragionamento che Greco sembra proprio non riuscire a ingoiare: «No, ma io vorrei capire una cosa ... il punto è questo... la cosiddetta autotutela, che si fa in un altro modo, sicuramente esclude la consegna di contenuti di verbali». E argomenta la sua visione di quella procedura, senza risparmiare qualche altra stoccata all'ex collega del pool: «Cioè se io mi lamento perché il procuratore non mi ha voluto mettere il visto su una misura cautelare o cose di questo genere, io mi lamento dell'atto ma non è che devo necessariamente produrre la misura cautelare, a meno che non mi venga chiesto.

 

PAOLO STORARI

A maggior ragione nei confronti del Csm che, come voi sapete, non può chiedere, checché ne dica Davigo, atti di un processo se non chiedendo il permesso di poterli avere. Va bene? Allora il punto qual è? Che non è necessario in autotutela consegnare[...]». Greco sembra avere un sospetto. E durante l'interrogatorio mette la classica pulce nell'orecchio ai colleghi bresciani: «Allora, francamente, questa consegna dei verbali, a mio avviso, ha un'altra motivazione. Quale non lo so, ma non è quella che viene propagandata sui giornali».

 

piercamillo davigo

Subito dopo l'ex procuratore di Milano alza i toni: «Mi hanno tirato in ballo senza che io mi potessi difendere da queste accuse e su questo io non avrò alcuna... sarò molto fermo, perché non e possibile che un magistrato venga messo alla berlina davanti a tutti i Consiglieri del Csm, davanti al presidente della commissione Antimafia, davanti al presidente della Cassazione, davanti al procuratore generale della Cassazione in questo modo, per interessi di parte».

 

Il procuratore Prete 20 giorni prima aveva ascoltato l'altra campana, quella di Davigo, convocato pure lui da indagato. E anche in questo verbale sono volate bordate: «Io», afferma Davigo, «Greco lo conosco da una vita... qualcuno mi ha anche detto: "Ma non potevi telefonare a Greco?''. Non mi ricordo chi... ho detto: "Ma scusate... ma è il festival dell'amicizia o stiamo parlando di istituzioni?"... per come lo conosco io Greco non è un delinquente... forse un po' superficiale perché se no non si sarebbe cacciato in questo pasticcio».

PIERO AMARA

 

Fatto sta che Davigo sembra essersi convinto che le iscrizioni sul registro degli indagati furono formalizzate dopo aver informato il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi. «Allora... io sono convinto che il procuratore generale ha fatto quello che io ho auspicato che lui facesse, cioè che lo abbia chiamato... lui ha detto di avere avuto un incontro con Greco... sta di fatto che poi l'iscrizione avviene dopo il colloquio tra il procuratore generale della Cassazione e il procuratore della Repubblica. Che poi abbiano fatto le indagini non credo... cioè qualcosa han fatto che ha dimostrato... da quel che leggo sui giornali».

 

giovanni salvi foto di bacco (1)

Ma Greco non è della stessa idea. E rimanda la palla nel campo avversario: «L'hanno distrutta questa indagine. Andate a chiedere a Cantone (Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, dove il fascicolo è stato trasmesso per competenza, dopo aver stralciato la posizione dell'ex capo della Procura Luigi De Ficchy, ndr) cosa ne pensa da questo punto di vista. L'hanno distrutta e hanno permesso che circolasse in tutta Italia il contenuto di verbali piuttosto delicati».

 

Anche sulla competenza a Perugia le posizioni sono opposte. Ecco cosa ne pensa Davigo: «Io sono tuttora sconcertato dal fatto che si sia potuto tenere ferma quella roba lì per cinque mesi prima di iscrivere e per altri sei mesi dopo l'iscrizione... prima di mandarla alla Procura di Perugia che tra l'altro, per quanto ne capisco io, non è competente perché... siccome era indicato tra gli affiliati anche l'ex procuratore della Repubblica (De Ficchy, ndr)... io non ho mai visto che si può fare per un reato associativo togli quello e tieni gli altri [...]».

 

LUIGI DE FICCHY

D'altra parte, con questo principio, avrebbero dovuto stralciare le posizioni di tutti i magistrati citati da Amara e inviare il fascicolo alle Procure di mezza Italia. La conclusione alla quale giunge Davigo è questa: «Certamente Milano non se lo poteva tenere (il fascicolo, ndr)... sono indicati magistrati di Milano come affiliati... ma non potevano neanche tenerselo senza iscrivere... questo è il punto». Ipse dixit.

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO