ragno violino

UN RAGNO VIOLINO LO MORDE IN OSPEDALE E UN 63ENNE MUORE AD AOSTA DOPO ALTRE TRE INFEZIONI - LA STORIA DI ERNESTO MANTOVANELLI, AFFETTO DA UNA GRAVE FORMA DI INSUFFICIENZA RENALE - I FAMILIARI HANNO DECISO DI DENUNCIARE LA STRUTTURA SANITARIA, IN CUI L’UOMO ERA RICOVERATO: “VOGLIAMO CHIAREZZA SULLE CAUSE DELLA MORTE” - LA STORIA

Francesca Lai e Federico Genta per “la Stampa”

 

«Lotterò sempre per i nostri diritti, perché nessuno deve restare indietro». Lo ripeteva spesso Ernesto Mantovanelli, energico presidente dell' Associazione disabili Valle d' Aosta, onlus che aveva fondato 4 anni fa. Affetto da tempo da una grave forma di insufficienza renale, è morto lo scorso 14 gennaio all' ospedale Parini.

 

ERNESTO MANTOVANELLI

Stroncato da una serie di infezioni che inevitabilmente hanno avuto la meglio sul suo fisico, già così provato dalla lunga malattia. Ma è proprio su questa sequenza di complicazioni - tutte corrispondenti ai ricoveri per la dialisi - che ora i famigliari chiedono venga fatta piena luce. Mantovanelli, torinese di 63 anni con un passato da paracadutista della Folgore, ha dedicato gran parte della sua vita al volontariato.

 

Per lui aiutare le persone meno fortunate era un motivo di orgoglio. Lo scorso settembre viene morsicato da un ragno violino mentre si trova nel reparto di Nefrologia. «La dottoressa ci aveva spiegato che non si trattava del primo caso in cui un paziente veniva punto da un' aracnide tra le stanze dell' ospedale» racconta il figlio, Christian. L'uomo viene curato e dimesso, ma alla fine di ottobre, ancora al Parini, insorge un' altra infezione.

 

Questa volta da stafilococco. Ancora una volta i dottori riescono a debellare i batteri. Pochi giorni dopo, sempre durante la dialisi, la terza infezione: lo stafilococco da epidermide, che gli procura l' infezione al sangue che lo porterà alla morte il 14 gennaio. I familiari adesso hanno deciso di avviare una causa civile nei confronti del presidio sanitario valdostano.

ERNESTO MANTOVANELLI

 

«Mio padre è morto nel giro di poche ore - dice Christian - La mattina avevo parlato con il fisioterapista e mi aveva detto che la visita era andata bene, che stava migliorando. Poi il pomeriggio ci ha lasciati. Siamo consapevoli del fatto che fosse un paziente a rischio, era dializzato da dieci anni, ma contrarre così tante infezioni in ospedale, fino alla morte, fa riflettere».

 

Toccherà agli avvocati dello studio legale Arnone di Torino fare luce sulla vicenda: «Abbiamo già costituito un gruppo di lavoro con medici legali e specialisti in infettivologia per fare chiarezza - dice l' avvocato Gino Arnone - In attesa delle cartelle cliniche ci è stato indicato che, sia lo stafilococco sia le infezioni del sangue possono essere connesse all' imperfetta sterilizzazione delle cannule che servono per infondere le terapie al paziente. Un problema che potenzialmente riguarda chiunque si sottoponga ad una flebo. Non è ancora chiaro, invece, se la prima infezione derivante dal morso del ragno violino abbia avuto un ruolo, almeno concausale, sulla morte».

ragno violino 1

 

Il direttore sanitario dell' ospedale Parini di Aosta, Pier Eugenio Nebiolo, pur confermando la ricostruzione dei fatti consiglia cautela. «Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto. Purtroppo lo stato immunologico del paziente era già particolarmente compromesso. Certo comprendiamo il dolore dei famigliari e restiamo disponibili per fornire tutti i chiarimenti richiesti».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...