kaylani conduttrice radiofonica e pornostar - vivid

NEL REGNO DEL PORNO LOW COST - DUEMILA EURO A FILM, ATTRICI CHE FANNO LE ESCORT, GIRO D’AFFARI DI UN MILIARDO - LAVORARE NEL PORNO 2.0 VIENE SEMPRE PIU' VISTO COME UN IMPIEGO “NORMALE”: IN UN SONDAGGIO EMERGE COME SOLO IL 33% DEI RAGAZZI LA DEFINISCE UN’ATTIVITA' DEGRADANTE, MENTRE PER IL 59% E' UN’OCCASIONE COME UN’ALTRA E IL 5 AFFERMA DI AVER GIA' RISPOSTO A UN ANNUNCIO A LUCI ROSSE

Vladimiro Polchi per "la Repubblica"

PORNOSTARS FOTO ANDREA ARRIGA

Adam e Mary lavorano in coppia, vivono in Brianza e sono sposati. Stanno sul mercato da «quasi dieci anni» e fanno tutto, ma solo in mascherina. Il compenso è secondario: quando va bene prendono 200 euro, altrimenti si accontentano di un rimborso spese. A muoverli, dicono, «non è il denaro, ma l'esibizionismo e la ricerca di emozioni forti».

 

Adam e Mary sono l'avanguardia di un esercito che ogni anno ingrossa le sue fila, sono i militanti del porno low cost: diecimila italiani alle prese con telecamere, reggicalze, mascherine e frustini. Dimenticate le grandi produzioni internazionali, le star alla Moana o Selen, i mega- compensi a cinque zeri. Qui siamo nel regno di internet e dell'amatoriale, dei 2mila euro a film, delle pornostar che fanno le escort, degli annunci on-line di aspiranti attori hard. Perché oggi l'industria del porno si reinventa su web. Chi sono i nuovi padroni di questo mercato? Qual è il giro d'affari?

 

LA PORNOSTAR VALENTINE DEMI FOTO ANDREA ARRIGA

CERCASI ATTORI HARD
A sfogliare i portali di annunci on line, gli italiani sembrano un popolo di aspiranti porno-attori. Su Annunci.net, una «coppia milanese di giovani ragazzi si propone come attori per film hard e soft hard a volto coperto, ma non intendiamo condividere il nostro partner con altri».

 

Su Bakeca.it, la casa produttrice Film Hard XXX ricerca «attrice professionista, ma anche donna o ragazza maggiorenne senza esperienza, che voglia intraprendere una carriera lavorativa in questo mercato. Il nostro staff è molto pulito igienicamente e con analisi del sangue molto frequenti ».

 

Qual è l'offerta? « Contratto come figurante speciale, ore lavorative dalle 10 alle 22, retribuzione 40 euro netti l'ora, cioè 400 euro puliti al giorno». Va detto che Bakeca.it è una gigantesca vetrina on line gratuita. Dentro c'è di tutto, «abbiamo un traffico di 13 milioni di visite mensili e 2 milioni di annunci attivi - spiega Simone Cornelio, marketing manager del sito - e attualmente nella sezione "offerte di lavoro" ci sono 90mila annunci.

 

LE PORNOSTAR PAMELA LOLLI E FRANCESCA NENCETTI FOTO ANDREA ARRIGA

Ebbene, tra questi 1.500 sono ricerche nel settore pornografico e i profili più cercati sono di attori o attrici per film amatoriali». Non è tutto: «Nel corso dell'ultimo anno - aggiunge Cornelio - il numero di questi annunci è cresciuto del 30 per cento». Ce n'è per tutti: la Film Millenium per esempio seleziona «attrici per scene hard con mascherina dai 18 ai 50 anni e garantisce elevatissimi compensi».

 

Del resto, lavorare nel porno viene sempre più visto come un impiego "normale": in un sondaggio on line del portale Studenti.it emerge come solo il 33 per cento dei ragazzi la definisce un'attività degradante, mentre per il 59 per cento è un'occasione come un'altra e il 5 per cento afferma addirittura di aver già risposto a un annuncio a luci rosse.

 

IL PORNO FAI-DA-TE
Marzio Tangeri viene considerato l'inventore dell'amatoriale italiano, il "talent scout delle casalinghe": «Ho cominciato trenta anni fa - ricorda - perché nei film porno super8 che andavo a comprare all'estero tutto mi sembrava finto, di plastica. Nel 1982 ho messo un annuncio per attori e attrici hard non professionisti e ho ricevuto centinaia di lettere. Così mi sono messo a viaggiare per l'Italia, a riprendere coppie che facevano sesso. Quasi nessuno chiedeva denaro o regali, lo facevano per esibizionismo.

 

Ora tutto è cambiato, c'è un boom di annunci su internet, il web ha ucciso la qualità, migliaia di persone fanno il porno, ma il livello si è molto abbassato. E io ho mollato tutto».

 

porno jpeg

Anche il mercato è un altro, tutto oggi è on line. «Negli anni '90 - conferma Tangeri - si vendevano dalle duemila alle tremila videocassette amatoriali a 68mila lire l'una. Oggi va bene se vendi 300 dvd a venti euro, più qualche dvd in nero nelle edicole». È un "porno per tutti": secondo gli esperti del settore, oggi in Italia ci sarebbero oltre diecimila persone coinvolte nel porno professionale e faidate, tra registi improvvisati, attori, tecnici, produttori. Un porno diffuso e low budget.

 

Uno dei re del mercato è stato a lungo il regista Silvio Bandinelli, fondatore del gruppo Showtime, che oggi produce in Spagna: «Fino a qualche tempo fa - racconta - il budget medio di una pellicola hard professionale andava dai 20mila ai 50mila euro. Oggi l'amatoriale si fa a un massimo di duemila euro a film. Le coppie lavorano gratis o costano al più 200 euro. Questo ha allargato la platea dei soggetti coinvolti, anche tra i giovanissimi».

porno jpeg

La "colpa" è del «porno gratuito su internet, tanto che il crollo del mercato hard professionale si può far risalire al 2008 2009 in concomitanza con la vera esplosione del web in Italia ».

 

E così chi fa soldi oggi è solo chi si è prontamente buttato sul porno 2.0. «Io invece non faccio amatoriale, anche se sono passato alla presa diretta e sono rimasto fedele ai dvd - spiega Bandinelli - ma se prima vendevo facilmente duemila pezzi, oggi mi fermo a 200. Campo grazie alla vendita dei diritti tv ai canali satellitari a pagamento. E non mi ritiro. Il mio prossimo film? Ad aprile esco con "Giochi pericolosi di un senatore della Repubblica", con espliciti richiami all'attualità ». Insomma internet batte tutti e l'amatoriale surclassa le produzioni tradizionali. Ma come funziona il mercato virtuale? E qual è la fetta
per l'Italia?

 

porno jpeg

Da più di cinque anni i padroni del porno sono tutti su internet. Non è un caso che oltre un quarto degli utenti italiani sbircia con frequenza siti hard. «Il mercato homevideo è finito - conferma Mario Salieri, nome d'arte di un celebre regista e produttore nel mercato dell'hard dal 1984 - solo se ti butti sul web guadagni».

 

porno jpeg

Per Salieri il problema non è internet, che «semmai ha ingigantito il mercato. Io stesso sono oggi sul web con siti a pagamento, come salierixxx. com, che vanno molto bene. Il nemico è il porno gratuito dei torrent (cioè i siti di condivisione dei filmati tra privati, ndr) e dei vari tube e lì i padroni sono quasi tutti americani».

 

Per capire di che giganti parliamo, basta pensare che Youporn nel 2012 ha ricevuto oltre 4,85 miliardi di visite, con gli italiani al quarto posto tra gli ospiti più assidui (dopo Usa, Germania e Francia), ma con ben due città del Belpaese piazzate in testa alla classifica: Milano e Roma. E a inizio marzo è bastato che circolasse l'idea che il Parlamento europeo volesse vietare il porno on line, per scatenare una valanga di 600mila mail di protesta. Ma se sui tube i filmati sono gratis, come si guadagna?

 

PORNOSTAR

«Questi siti - risponde Salieri - mettono sul web i film porno gratis, spesso in barba al diritto d'autore, solo come esche per attirare traffico on line. I video hard infatti sono la vetrina, il vero business sono le video chat a pagamento che si aprono mentre il visitatore guarda i filmati. E tra le chat line una delle più potenti è oggi livejasmine.com».

 

Lo conferma anche Bandinelli: «Il vero boom oggi è delle webcam a pagamento che uniscono il gusto voyeuristico all'amatoriale. I re del mercato porno sono tutti negli Usa, con l'eccezione di Dorcel in Francia. In Italia, invece, per colpa di leggi poco chiare che non marcano il confine tra lecito e illecito non sono nati giganti del settore».

 

Se il mercato è in mano agli Usa, da dove viene quel miliardo di euro (fonte Eurispes) prodotto in Italia dal mercato del porno? Dai diritti delle tv a pagamento, dagli spettacoli live, dal merchandising erotico, dai pochi dvd in circolazione e dai siti internet a pagamento. Ma se le grandi produzioni sono ricordo del passato, che ne è dei compensi degli attori? E quali truffe si celano dietro l'esplosione delle pellicole amatoriali?

 

I CACHET E LE TRUFFE
«Ai tempi d'oro di Selen e Moana - racconta Bandinelli - i compensi a film variavano dai 25 ai 50 milioni di lire ad attrice. Ma il ritorno era garantito: il film "Cuore di pietra" con Selen l'ho venduto a 40mila marchi alla tv tedesca. Ora un'attrice hard prende dai 400 ai 500 euro a scena. Non di più».

 

PORNO E INTERNET jpeg

Un po' diversa la posizione di Salieri: «A Moana Pozzi nel 1988 ho dato 100 milioni di lire per un film, un ottimo investimento. Ma va detto che Moana era l'eccezione, la star del porno italiano più pagata della storia. I cachet di una star media oggi come ieri stanno tra i 300 e i mille euro. Insomma le produzioni importanti resistono, non sono scomparse, ma certo i budget sono rivisti al ribasso».

 

Lo conferma anche Sofia Gucci (che recentemente ha cambiato il d'arte in Sofia Cucci), passata dal professionale all'amatoriale: «Oggi per sopravvivere nel mercato del porno bisogna reinventarsi. Io stessa mi sono buttata nell'hard on line con un mio sito internet, livesofia. com, dove faccio chat dal vivo».

 

PORNO E INTERNET jpeg

Sul web Sofia cerca anche aspiranti attori hard: «Ora a tirare è l'amatoriale e allora mi sono messa a fare anch'io la talent scout». Non è tutto. Il porno diffuso e accessibile a tutti ha moltiplicato i furbi: sedicenti produzioni hard che chiedono soldi per girare le scene. L'ultimo caso a Roma, dove in un locale vicino Campo de' Fiori due agenti penitenziari gestivano set a luci rosse, chiedendo agli aspiranti attori un tributo di 120 euro.

 

PORNO E INTERNET jpeg

Il crollo dei compensi ha spinto poi molte attrici a ripiegare sulla prostituzione. «Con la crisi - conferma Bandinelli - quasi tutte le attrici hard fanno oggi anche le escort. Con un vantaggio: l'aver girato film porno consente di chiedere compensi più elevati della media, puntando al mercato dei fan». Basta un viaggio su internet per trovare conferma: molte le star a luci rosse nei siti di escort. Come Milly D'Abbraccio, celebre protagonista di oltre 30 pellicole hard, che oggi chiede dagli 800 ai mille euro per un'ora: «Sono una star - scrive - e quindi sono molto pretenziosa e costosa».

 

 

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!