sfogliatelle ostie chiene

LA RELIGIONE DEL CIBO! - NIOLA: DALLE OSTIE CHIENE FARCITE DI MANDORLE ALLE SFOGLIATELLE, NEI MONASTERI SONO NATE MOLTE DELLE ECCELLENZE GASTRONOMICHE ITALIANE - I BRIGIDINI TOSCANI, I FRUTTI DI MARZAPANE DI PALERMO E LA PASTA DI MANDORLA IMMACOLATISSIMA DELLE BENEDETTINE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A LECCE TRASFORMANO LE FESTE IN PANTAGRUELICHE LITURGIA DELLA FEDE....

Marino Niola per la Repubblica

 

ostie ripiene

Il Cristianesimo non è solo una religione del libro. È anche una religione del cibo e l' abbondanza è sempre servita a santificare le feste. Mettendo d' accordo lo spirito e i sensi.

 

Molte delle eccellenze gastronomiche italiane, infatti, nascono proprio da questa superalimentazione festiva che trasforma Natale, Pasqua e altre feste comandate, in altrettante orge sacre. In pantagrueliche liturgie della gola. Non è un caso che spesso i dolci e le leccornie di precetto abbiano nomi di santi e che siano nati nei monasteri. È il caso della Santa Rosa, l' antenata della sfogliatella napoletana, che prende il nome dall' omonimo convento domenicano di Amalfi.

 

 

sfogliatelle

Lì le novizie seguivano una ricetta particolarmente ricca, con crema pasticcera e sette amarene poggiate sopra, come "sette occhi piangenti". Altrettanto celebri sono i frutti di marzapane, in origine prodotti nel convento palermitano della Martorana, che una volta contenevano al loro interno dei santini. E ancora i brigidini toscani, le cialde all' anice a forma di aureola dorata che sin dal Cinquecento le monache di santa Brigida preparavano con le piastre roventi delle ostie. Un luminoso esempio di gastronomia eucaristica. Come quello delle Clarisse della Santissima Trinità di San Michele Arcangelo, sul Gargano, famose per aver inventato le ostie chiene. Farcite di mandorle caramellate e miele. Un dolce che alla semplicità francescana unisce la raffinatezza aristocratica di santa Chiara, che era di ascendenze nobili.

 

brigidini toscani

E, dulcis in fundo, la pasta di mandorla immacolatissima delle Benedettine di San Giovanni Evangelista, nel cuore barocco di Lecce, che dal segreto della clausura, fanno passare i loro celestiali pasticcini attraverso la ruota degli esposti.

 

Così se generazioni di monache hanno trasformato l' ora et labora in religione del gusto lo hanno fatto in seno a una tradizione religiosa in cui il nutrimento del corpo è simbolo del nutrimento dell' anima, dall' ultima cena alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, dalle nozze di Cana alla cena in Emmaus. A cominciare dal pane e dal vino, che sono la sostanza stessa del dio incarnato. Tanto che nel Nuovo Testamento Gesù viene chiamato "il pane della vita" o "il pane vivo disceso dal cielo". E certamente non è un caso che nasca a Betlemme, che in ebraico significa proprio la città dei pani. Insomma la tavola è uno dei linguaggi centrali della devozione.

 

LA PASTA DI MANDORLA IMMACOLATISSIMA DELLE BENEDETTINE DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A LECCE

 

Perché mangiare come Dio comanda fa la differenza tra credenti e indifferenti. Non consumare carni e grassi animali nei giorni di vigilia, osservare l' astinenza come prescrive il fondatore dei Gesuiti sant' Ignazio de Loyola, praticare la temperanza come comanda san Paolo, convertirsi alla frugalità come raccomanda san Francesco e adesso anche Papa Bergoglio, costituiscono il decalogo alimentare del buon cristiano. Sia per difetto, sia per eccesso. Perché se la rinuncia mette alla prova la fede, è vero anche che la pienezza la alimenta.

MARINO NIOLA

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?