hotel rigopiano

RIGOPIANO MA PROPRIO PIANO PIANO - DOPO 4 ANNI IL PROCESSO PER LA MORTE DI 29 PERSONE, CAUSATA DALLA VALANGA SUL RESORT IL 18 GENNAIO 2017, NON E’ ANCORA INIZIATO - RINVII, PERIZIE E PRESUNTI DEPISTAGGI: LA GIUSTIZIA È ANCORA ALLA FASE PRELIMINARE - IL PROCEDIMENTO CONTA 30 IMPUTATI E 120 PARTI CIVILI…

valanga sull'hotel rigopiano

Stefano Buda Paolo Vercesi per “il Messaggero”

 

Intoppi organizzativi, filoni paralleli d' inchiesta come quello sul presunto depistaggio.

Battaglia legale a colpi di perizie, ultima - clamorosa - quella che ha messo in relazione valanga e terremoto, riaprendo nuovi scenari in ordine alle responsabilità nei soccorsi tardivi. Sono stati tanti, troppi i rinvii in aula per la tragedia dell' hotel Rigopiano, il resort travolto e distrutto da una valanga che in un attimo ha spezzato 29 vite il 18 gennaio 2017 sul versante pescarese del Gran Sasso.

hotel rigopiano

 

Domani ricorre il quarto anniversario di quel doloroso evento e a distanza di tutto questo tempo il processo si trova ancora nella fase dell' udienza preliminare. Non senza risvolti paradossali: ad oggi l' unico condannato in questa vicenda è Alessio Feniello, reo di aver violato i sigilli sul luogo della tragedia per deporre un mazzo di fiori dove Stefano, il suo giovane figlio, era rimasto sepolto da ghiaccio e macerie.

 

LA CERIMONIA

valanga al rigopiano

Per la prima volta i familiari delle vittime ricorderanno i propri cari sul luogo del disastro e all' ora esatta in cui la valanga travolse il resort. Non era mai accaduto prima e questo renderà quel momento ancora più commovente. E ci sarà pure la neve, proprio come quel dannato giorno. Il momento di raccoglimento, davanti al totem del resort, avverrà alle 16.49 in punto. A causa delle misure anti-Covid, come evidenziato su Facebook da Gianluca Tanda a nome del comitato, potranno parteciparvi in pochi tra superstiti, i parenti delle vittime e pochi rappresentanti delle istituzioni tra i quali il governatore Marco Marsilio, il questore di Pescara Luigi Liguori e il prefetto Giancarlo Di Vincenzo.

 

rigopiano

Intanto, nei mesi scorsi i parenti delle vittime hanno ricevuto 6 dei 10 milioni previsti, beninteso come aiuto e non come risarcimento, secondo quanto stabilito da una commissione formata dai sindaci dei Comuni delle vittime con funzionari del Viminale. La restante cifra verrà versata successivamente ed è allo studio se al fondo possano accedere anche i superstiti.

 

GIUSTIZIA

rigopiano 3

Ma alle lacrime per il rinnovato dolore seguirà la richiesta di una giustizia veloce. Perché se è vero che l' emergenza Covid ha complicato una situazione già difficile, il comitato dei parenti delle vittime pretende ora dalla magistratura un deciso cambio di passo, trattandosi peraltro di un procedimento riunito che conta 30 imputati e 120 parti civili.

 

La prossima udienza è fissata al 5 marzo e si confida che il gup Sarandrea, con i pm Papalia e Benigni, confermino l' atteggiamento collaborativo mostrato finora e insistano per l' auspicata accelerazione. Al rientro in aula si aprirà la discussione sulle eventuali richieste dei riti alternativi e, secondo indiscrezioni, potrebbero essere in molti a voler percorrere questa strada che consentirebbe di approdare alla sentenza in tempi più brevi.

 

PERIZIA

rigopiano 2

Proprio il 5 marzo entrerà nel processo la perizia firmata da Nicola Sciarra, docente ordinario di Geologia all' Università d' Annunzio di Pescara, secondo cui ci sarebbe correlazione tra le forti scosse sismiche del mattino e del pomeriggio con la valanga che di lì a poco si sarebbe abbattuta sul resort portando distruzione e morte. Lo studio mette in luce che nel giorno del disastro e in quello successivo, in Abruzzo, si verificarono tante valanghe quante quelle complessivamente rilevate negli ultimi 70 anni.

RIGOPIANO

 

«Ci siamo anche chiesti - ha commentato il professor Sciarra - come mai nel 2015, con 5 metri di neve, e nel 2016, con 3 metri di neve, non accadde nulla, mentre nel 2017, con 2 metri e mezzo di neve, si verificò quell' evento».

 

RIGOPIANO 1

La risposta dell' esperto, corroborata da studi e analisi scientifiche, è riconducibile all' effetto delle due scosse di terremoto, di poco superiori al quinto grado Richter, registrate alle 10.25 e alle 14.33 di quel 18 gennaio. Tesi, va ricordato, del tutto opposta a quella fornita tempo prima dalla Procura e che poggia sulla perizia del geologo Igor Chiambretti, responsabile tecnico di Aineva, che aveva escluso il nesso tra sisma e valanga. Un bene che la questione irrompa in aula in questa fase, altrimenti avrebbe rischiato di essere il convitato di pietra di tutto il processo.

HOTEL RIGOPIANO

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…