ROMANZO PARIOLINO - BABY PROSTITUTE, IL GIUDICE BACCHETTA I FAMILIARI E LA SCUOLA: “CINISMO E INDIFFERENZA PER LE DUE RAGAZZE” - UNO DEGLI SFRUTTATORI: “DUE STRONZE COSÌ MI FANNO FARE FINO A 600 EURO AL GIORNO. SE NON LE SFRUTTO ORA, QUANDO LO FACCIO?”

Nelle motivazioni della sentenza il compendio di una sconfitta generazionale che accomuna la madre sfruttatrice e il pappone esperto, studentesse che si lasciano coinvolgere nel “meretricio senza alcuna remora” e quarantenni disposti a sfruttare “ragazzine da poco uscite dalle medie”...

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Fulvio Fiano e Ilaria Sacchettoni per “Il Corriere della Sera - Roma

 

BABY SQUILLO PARIOLI BABY SQUILLO PARIOLI

È il compendio di una sconfitta generazionale che accomuna la madre sfruttatrice e il pappone esperto, quarantenni disposti a sfruttare «ragazzine da poco uscite dalle medie». Insomma «un desolante quadro di superficialità e cinismo che accomuna organizzatori della prostituzione minorile e clienti nel consapevole intento di approfittarne per il proprio tornaconto (sia esso economico o di soddisfacimento della libido sessuale)». Dice Mirko Ieni, a un certo punto: «Se non le sfrutto ora quando le sfrutto più? Due str... così mi fanno fare fino a 600 euro al giorno».

 

BABY SQUILLO PARIOLI BABY SQUILLO PARIOLI

Prima di esaminare nel dettaglio le posizioni degli imputati, il giudice Costantino De Robbio riassume così, nelle motivazioni alla sentenza di condanna, il contesto nel quale è esploso lo scandalo delle baby squillo dei Parioli. Le due studentesse di 15 e 14 anni «che si lasciano coinvolgere nel meretricio senza alcuna remora, avendo di mira solo la prospettiva di guadagni facili con una evidente incapacità di rendersi pienamente conto di quello che stavano compiendo. E la ragione del micidiale incrocio di vulnerabilità ed assenza di valori (...) è dovuta all’incredibile indifferenza mostrata dalle persone a cui erano naturalmente ed istituzionalmente affidate»: anche la scuola è chiamata in causa.

BABY ESCORT NICOLA BRUNO BABY ESCORT NICOLA BRUNO

 

È Nunzio Pizzacalla che le inizia alla prostituzione, mondo nel quale «il militare pare muoversi da esperto». La genesi dell’incontro è nota. L’annuncio sul sito Bakeca. I primi clienti, i primi soldi. Pizzacalla è spietato: «Pare non avere alcuna remora di fronte alle più che comprensibili resistenze delle minori ed adotta un linguaggio brutale ed esplicito che sembra studiato per aumentare lo stato di soggezione.

 

Le sue comunicazioni sono secche e prive della minima partecipazione al dramma esistenziale di L.». L. ed M. decidono di mettersi «in proprio» e cambiano il suo nome nella rubrica del telefono con «pappone testadim... Nessun dubbio è possibile sul fatto che Pizzacalla conoscesse la vera età delle due». Ma non diverso è l’atteggiamento di Ieni. Anche lui, «per avere la certezza di essere pagato pretendeva di essere aggiornato in tempo reale sui rapporti sessuali». L’avvocato Raffaella Scutieri, già ottenuto uno sconto sui 16 anni proposti dai pm, proporrà appello.

MIRKO IENI MIRKO IENI

 

E poi la mamma: «È quasi imbarazzante dover rilevare in questa sede che nessuna madre accetterebbe senza scomporsi la notizia che la figlia di appena 14 anni sia entrata in un giro di spacciatori - la versione difensiva della donna, ndr - e che quotidianamente, dopo la scuola, passi i pomeriggi a confezionare e vendere cocaina». In realtà la donna è preoccupata solo di avere introiti fissi dalla figlia, «ritenendo prioritario l’impegno di prostituzione rispetto a quello dello studio».

Nunzio Pizzacalla Nunzio Pizzacalla

 

 

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