discoteche covid

UN’ESTATE “IN BALLO”  – IL PIANO PER LA RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE: SI ALL’INGRESSO A CHI SI E’ VACCINATO, HA CONTRATTO IL VIRUS E NE È GUARITO O ESIBISCE UN TAMPONE NEGATIVO ESEGUITO NELLE 36 ORE PRECEDENTI  - MA E’ SCONTRO SULLE CAPIENZE RIDOTTE: “IN ITALIA ABBIAMO GIÀ LA NORMATIVA PIÙ RESTRITTIVA IN EUROPA RIGUARDO LE PRESENZE CONSENTITE NEI NOSTRI LOCALI” – L’ALLARME DEI GESTORI: CIRCA IL 30% DEI LOCALI HA FALLITO E UN ULTERIORE 40% RISCHIA DI CHIUDERE ENTRO LA FINE DELL’ANNO…

Paolo Russo per "la Stampa"

 

VACCINI GIOVANI

Mentre Figliuolo alza l' asticella, annunciando alla Camera che l' obiettivo è vaccinare a settembre l' 80% della popolazione, 54,3 milioni di italiani, 12-15enni compresi, Speranza pensa di aiutare a centrare l' obiettivo usando la carota delle nottate in discoteca per convincere giovani e giovanissimi a vaccinarsi. Della riapertura dei locali notturni se ne discuterà oggi a un tavolo istituito al ministero della Salute, che si avvarrà anche del parere degli esperti del Cts.

 

discoteche covid 1

Ma l' idea Speranza l' ha già anticipata alla regioni. «Per ora di riaprire non se ne parla, ma potremmo programmare per luglio la ripartenza delle discoteche riservandole a chi ha il pass vaccinale, in modo da spingere giovani e giovanissimi a immunizzarsi».

 

«Dell' incontro di domani non sono stato informato - afferma Maurizio Pica, presidente di una delle organizzazioni di categoria, il Silb-Fibe- noi siamo comunque per una riapertura con il green pass, che significa consentire l' ingresso a chi è vaccinato, ha contratto il virus e ne è guarito o esibisce un tampone negativo eseguito nelle 36 ore precedenti».Posizione condivisa dal sottosegretario dalla salute, Pierpaolo Sileri, il quale ammette di «non essere un tipo da discoteca», ma poi concede che «si dovrà arrivare al punto di tornare a ballare con il green pass».

discoteche covid 2

 

Di «gradualità a partire da luglio» parla invece l' altro sottosegretario Andrea Costa, che oltre al green pass indica tra le condizioni quella della «capienza ridotta dei locali». Proposta respinta al mittente da Giancarlo Bornigia, patron della storica discoteca Piper di Roma e presidente della confindustriale Assointrattenimento del Lazio.

 

«Parlare di altri limiti non ha senso perché in Italia abbiamo già la normativa più restrittiva in Europa riguardo le presenze consentite nei nostri locali, che vengono da un fermo attività che dura dal 29 febbraio del 2020». Perchè «l' estate scorsa hanno fatto rumore i casi nei locali di Briatore o i raduni con dj set a Gallipoli, ma stiamo parlano del 5% dei circa tremila locali che invece hanno avuto perdite, in molti casi pressoché totali».

notti fuorilegge di bar e discoteche

 

E parliamo di un settore che fattura circa 3 miliardi l' anno in Italia. Anche se poi all' Agenzia delle entrare ne risultano solo 400 milioni, vuoi perché molti locali sono classificati in realtà come ristoranti, vuoi per il fatto che di evasione ce n' è tanta.

 

Per non parlare di rave, dj set in spiaggia o al ristorante. Serate improvvisate, senza green pass o tracciamento dei presenti, che iniziano in questi giorni ad essere immortalate su YouTube, dove girano video di feste a Napoli, in Umbria e nelle Marche.

 

Anche per questo, oltre che per dare una spinta alla campagna vaccinale tra i millennial, al ministero pensano di ridare il via alle danze per gli immunizzati. Anche se sulla decisione finale peseranno molto le valutazioni del Cts.

 

discoteche covid 4

Sperando nel supporto dei giovani vaccinandi nel frattempo il Commissario rivede i suoi target. Se l' immunità di gregge pari al 70% della popolazione vaccinata era obiettivo fissato a settembre, ora per quel mese si punta ad avere 8 italiani su dieci immunizzati. Che significa poi tagliare ad agosto il traguardo di "quota 70", che già impedisce al virus di circolare.

 

«Questa settimana -ha spiegato Figliuolo- il valore medio è di 550mila dosi giornaliere da somministrare», lontane da quel milione indicato da lui stesso il mese scorso.

 

Che resta obiettivo raggiungibile se non si ripeteranno i ritardi registrati nel secondo trimestre, quando «sono state consegnate 28 milioni di dosi sui 54 previsti».

 

discoteche

C' è poi sempre da risolvere il problema degli oltre tre milioni di over 60 che ancora non hanno offerto il braccio per la prima dose. Per loro Figliuolo ha ribadito la necessità di un cambio di passo, «dalle vaccinazioni centralizzate presso gli hub a un sistema delocalizzato, molto più capillare e prossimo ai cittadini». Che significa poi incrementare la dote di fiale per medici di famiglia e farmacie. Nella consapevolezza che la campagna dei vaccini non finirà qui. Perché come ricordato ieri alla Camera dallo stesso Commissario «potrebbe essere necessaria almeno un' ulteriore dose».

 

Da somministrare quando l' effetto del primo ciclo, probabilmente a fine anno per i primi immunizzati, andrà scemando, richiedendo un richiamo con i nuovi vaccini a quel punto già resettati in modalità anti varianti.

 

Francesco Bisozzi per "il Messaggero"

discoteche covid 3

 

La salvezza delle discoteche, ancora chiuse, passa dal green pass. L' ipotesi delle capienze ridotte, al contrario, si scontra con le resistenze dei gestori, che dopo il lungo letargo non possono permettersi il lusso di tornare a lavorare a mezzo regime. La questione verrà affrontata oggi al ministero della Salute dove è previsto un primo vertice per capire come riaprire in sicurezza le porte dei locali in cui si balla.

 

Ma le chiusure prolungate hanno già mandato in bancarotta un terzo delle discoteche, quasi mille locali in tutto. «I locali da ballo in Italia sono quasi 3 mila, di questi circa il 30 per cento ha già fallito e perciò non potrà comunque riaprire i battenti una volta che il governo darà semaforo verde», mette in chiaro il presidente della Silb-Fipe di Confcommercio, Maurizio Pasca, che rappresenta il settore delle discoteche e dell' intrattenimento serale in generale. Piove sul bagnato in pratica. Come se non bastasse infatti gli eventi test nelle discoteche Praja di Gallipoli e Fabrique di Milano, previsti inizialmente il 5 giugno e poi rimandati al 12 giugno, non è escluso un altro rinvio. «Non ci risultano ancora confermati», spiega sempre Maurizio Pasca.

 

discoteche covid 5

LA RICETTA

Ma la ricetta dei gestori dei locali per ripartire è già scritta: i gestori non sono disposti a riaprire a capienza ridotta e spingono sul passaporto vaccinale per uscire dal tunnel delle chiusure.

 

«In questo modo», prosegue il presidente della Silb-Fipe di Confcommercio, «avremo delle discoteche bolla, impermeabili al virus e ai contagi. È l' unica strada percorribile». In gioco d' altronde c' è la sopravvivenza di un intero settore che prima del Covid registrava un giro d' affari annuo di 800 milioni di euro e 2 miliardi di fatturato, con centomila occupati complessivi, la maggior parte dei quali è rimasta senza protezioni nel corso dell' emergenza. Come ricorda la Silb-Fipe infatti, in questo settore lavorano quasi tutte figure atipiche, a chiamata, che perciò non hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali messi in campo dal governo nel corso dell' emergenza.

DISCOTECHE CHIUSE COVID

 

E se un migliaio di locali da ballo ha già tirato giù la saracinesca per sempre, un altro 40 per cento rischia di non arrivare alla fine dell' anno se non ci sarà un' inversione di rotta, calcolano sempre le associazioni di categoria. Bisogna tenere conto che la maggior parte delle discoteche è in affitto e la spesa può arrivare a superare in quelle di dimensioni maggiori la soglia dei 300 mila euro annui. Inoltre quelle che hanno potuto reinventarsi, smarcandosi dall' intrattenimento formato discoteca per puntare magari sugli aperitivi con musica dal vivo, così da riuscire a fatturare qualcosa in questa fase nonostante i divieti, sono una minoranza. Appena il 15 per cento, stima di nuovo la Silb-Fipe.

 

DISCOTECHE COVID

I proprietari dei locali insistono ora su due punti. «Il primo riguarda la programmazione» continua il presidente dell' associazione di Confcommercio, «il 21 giugno verrà abolito il coprifuoco su tutto il territorio nazionale e programmare una riapertura i primi di luglio ci darebbe la possibilità di poter salvare almeno la stagione estiva». Il secondo punto su cui insistono i gestori è che solo riaprendo le discoteche si metterà un freno ai party clandestini e agli assembramenti incontrollati di giovani in cerca di sfoghi alternativi.

 

«Il nostro obiettivo», precisa ancora il numero uno di Silb-Fipe, «è quello di riaprire in sicurezza per dare divertimento sano e sicuro, anche perché altrimenti con le discoteche chiuse milioni di ragazzi, nel fine settimana specialmente, andranno a riempire piazze, strade, spiagge e altri luoghi non controllati. Al contrario nelle discoteche il controllo è garantito».

 

I PROTOCOLLI

DISCOTECHE COVID

In ogni caso il tema arriverà oggi sul tavolo del sottosegretario alla Salute Andrea Costa che poi se ne farà portavoce con il governo. Riaccendere le luci sulle piste da ballo però non sarà semplice perché, ad esempio, bisognerà garantire in maniera adeguata tracciamento e monitoraggio degli ingressi nei locali notturni. Oltre ovviamente alle peculiarità di una attività in cui, è evidente, garantire il distanziamento è davvero difficile.

 

Non è casuale in pratica se il settore delle discoteche nel frattempo l' unico senza una data di riapertura e il protocollo, già inoltrato dalle associazioni di categoria è ancora oggetto di valutazione da parte del Cts. «Qualcosa si muove, il governo sembra aver compreso le nostre richieste e abbiamo l' impressione che si possa arrivare a sciogliere questo nodo», conclude Maurizio Pasca, «ma bisogna fare presto o i locali da ballo in bancarotta continueranno ad aumentare».

 

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