rio de janeiro

C’È MOLTO DA TEMER – UN INCENDIO DISTRUGGE IL MUSEO NAZIONALE DI RIO DE JANEIRO CHE CONSERVA LA STORIA DEL BRASILE: ERA ABBANDONATO DA ANNI – L’IRA CONTRO IL GOVERNO DI MICHEL TEMER CHE HA CONGELATO I FONDI PER LA CULTURA ALLO STATO DI RIO – LA COLLEZIONE DI MUMMIE, IL CRANIO DI LUZIA E IL METEORITE DI BENDEGÒ (RIMASTO INTATTO): LA COLLEZIONE UNICA AL MONDO. LA CAUSA DEL ROGO – FOTO E VIDEO

 

 

Emiliano Guanella per “la Stampa”

 

incendio museo nazionale rio de janeiro 9

Un pezzo di storia del Brasile andato in fiamme in una notte. Il Museo Nazionale di Rio de Janeiro, il più importante per la storia naturale del Sudamerica, quinto al mondo per numero di pezzi conservati nella sua immensa collezione, è stato distrutto da un incendio che è divampato subito dopo l'orario di visita domenicale e ora il Brasile una perdita enorme del suo patrimonio culturale.

 

incendio museo nazionale rio de janeiro 8

Una tragedia che è vista come simbolo della crisi di un intero Paese. Il cliché della cronaca di una tragedia annunciata è, in questo caso, quanto mai appropriato; da anni l' enorme palazzo che ha ospitato la famiglia reale portoghese e poi gli imperatori del Brasile fino alla proclamazione della Repubblica era abbandonato dalle Istituzioni che hanno progressivamente tagliato i fondi per la manutenzione dell' edificio e la conservazione delle sue straordinarie collezioni.

 

michel temer

Situato sulla collina del parco di Boa Vista, a poche centinaia di metri dallo stadio Maracanà, il Nacional, come era conosciuto, aveva compiuto ai primi di giugno 200 anni, fu fondato nel 1818 dal re portoghese Joao VI, ma nemmeno in quell' occasione era riuscito a sensibilizzare la classe politica sul suo destino drammaticamente segnato.

 

mummia cilena

Sul web si è scatenata l' ira dei brasiliani contro i responsabili dell' abbandono, dal governo federale del presidente Michel Temer, che da tempo ha congelato i fondi per la cultura a quello locale dello Stato di Rio de Janeiro, in bancarotta a seguito dei grandi scandali di corruzione concomitanti ai Mondiali di calcio e le Olimpiadi.

 

La collezione di Dom Pedro

proteste dopo l'incendio del museo nazionale di rio

Tra i venti milioni di pezzi del museo spiccava una collezione di mummie dell' antico Egitto comprata dall' imperatore Dom Pedro, diverse opere d' arte precolombiana, oltre cinque milioni di insetti di tutto il continente americano, una biblioteca specializzata in scienza naturali e antropologiche, dei vasi di Pompei e un trono intarsiato donato a inizio Ottocento da un re africano.

maxakalisaurus, il principale scheletro di dinosauro dell'america latina

 

La "stella" del museo era Luzia, il cranio di una donna risalente a 12.000 anni fa e considerato il primo fossile umano trovato in Brasile. Dalle prime stime si ritiene che sia stato perso più del 90% dell' intero patrimonio artistico.

 

incendio museo nazionale rio de janeiro 7

È rimasto intatta, invece, la Pietra di Bendegò, il più grande meteorite trovato in Brasile, (più di 5 tonnellate) che il direttore del museo Alejandro Kellner ha usato come metafora: «Abbiamo perso molto - ha detto - ora dobbiamo garantire che il Brasile non perda la sua storia.

 

il teschio di luzia

Il Bendegò ha resistito, resisteremo anche noi». Il budget per il mantenimento dell' intera struttura era di poco più di 150.000 euro all' anno, ma dall' inizio di quest' anno ne erano arrivati meno di 20.000, molti impiegati lavoravano di forma volontaria e la manutenzione era praticamente inesistente. Era appena stata organizzata una colletta per riaprire la sala che esponeva Dino, il dinosaurio Maxalisaurus, il primo di grande dimensioni trovato in Brasile.

 

Ma la solidarietà degli abitanti di Rio e dei ricercatori non bastava, da sola, a tirare avanti.

incendio museo nazionale rio de janeiro 6

Il museo era visitato da una media di 5.000 persone al mese, non c' era scuola nello Stato di Rio che non portava i suoi alunni a conoscerlo. «In Brasile - ha detto Kellner - abbiamo una lunga tradizione di abbandono del nostro patrimonio culturale. La Principessa Isabella si lamentava di non poter aprire i giardini privati perché non erano ben tenuti come quelli delle corti europee. Ora, siamo arrivati al capolinea».

 

il sarcofago di sha amun em

Non si sa nulle sulle cause del disastro, il Museo non aveva un sistema anti-incendio, i pavimenti e i tetti erano quasi tutti di legno, sono bastati pochi minuti perché le fiamme divampassero ovunque.

 

Domenica notte sul posto sono arrivati una ventina di camion dei vigili del fuoco, ma dopo pochi minuti avevano già finito l' acqua nelle loro cisterne.

 

proteste per i tagli in brasile

Lo Stato di Rio è in bancarotta e tutti gli ex governanti sono in carcere o inquisiti per corruzione. I tagli al bilancio arrivano ovunque, nella salute, educazione, trasporti, sicurezza, figuriamoci sulla cultura.

 

Quest' anno la direzione del museo, che dipende dall' Università Federale di Rio, aveva firmato un' intesa con la banca pubblica Bndes per dei lavori di ristrutturazione per un totale di 4 milioni di euro, ma era tutto fermo alla fase di progettazione.

incendio museo nazionale rio de janeiro 4

 

Lo scorso 6 giugno, in occasione delle celebrazioni ufficiali per il bicentenario nessun rappresentante del governo Temer si era fatto vedere. La sensazione di abbandono da parte delle istituzioni era totale e ampiamente denunciata dagli addetti ai lavori e dai media locali. Ma a nessuno sembrava importare.

 

Al di là della sua importanza patrimoniale, il Nacional era un luogo simbolico nella storia del Paese. Nei suoi saloni era stata firmata la dichiarazione d' indipendenza del Brasile dalla Corona portoghese e lì si tenne la prima assemblea costituente repubblicana. Un «luogo della patria» dimenticato da tutti.

 

L' ultimo presidente della Repubblica a visitarlo fu Juscelino Kubitschek, nel 1959. Ora ci andranno tutti, ma nelle sue grandi sale troveranno solo della cenere.

incendio museo nazionale rio de janeiro 22incendio museo nazionale rio de janeiro 20incendio museo nazionale rio de janeiro 16incendio museo nazionale rio de janeiro 18incendio museo nazionale rio de janeiro 2incendio museo nazionale rio de janeiro 1incendio museo nazionale rio de janeiro 10incendio museo nazionale rio de janeiro 11incendio museo nazionale rio de janeiro 12incendio museo nazionale rio de janeiro 13incendio museo nazionale rio de janeiro 14incendio museo nazionale rio de janeiro 17incendio museo nazionale rio de janeiro 21incendio museo nazionale rio de janeiro 3

 

incendio museo nazionale rio de janeiro 5incendio museo nazionale rio de janeiro 15incendio museo nazionale rio de janeiro 19

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...