vladimir putin valery gergiev

L’OLIGARCA DELLA BACCHETTA. MA VALERY GERGIEV FA IL MUSICISTA O L’IMMOBILIARISTA? ECCO LO SPAVENTOSO ELENCO DI PROPRIETA’ ITALIANE RICONDUCIBILI AL MAESTRO RUSSO. COME DISSE TREMONTI, IN ITALIA CON LA CULTURA NON SI MANGIA. MA SE SEI RUSSO AL TEMPO DI PUTIN, QUALCHE PAGNOTTELLA LA PORTI A CASA…

1 - IL TESORO IMMOBILIARE DELL'«ESILIATO» VALERY

Elisabetta Andreis per il “Corriere della Sera - ed. Milano”

 

PUTIN GERGIEV

Il direttore d'orchestra russo Valery Gergiev, messo alle strette e infine allontanato dal Teatro alla Scala, dalla Meuenchner Philarmoniker di Monaco e da altre collaborazioni artistiche in Europa per il rifiuto di prendere le distanze dall'attacco sferrato all'Ucraina dal presidente, e suo amico, Vladimir Putin, in Italia ha un tesoro immobiliare da circa 150 milioni.

 

VALERY GERGIEV

A Milano possiede una ventina di palazzi che ha messo sul mercato, mentre sta costruendosi una principesca villa nella città dell'Ossezia settentrionale di cui è originario. Il maestro ha ereditato un quarto delle fortune dell'artista e mecenate giapponese Yoko Nagae.

 

A sua volta la filantropa scomparsa nel 2015, ammiratrice incondizionata di Gergiev, ha una vicenda particolare. Nel 1960 vinse - primo caso in Giappone - una borsa di studio del governo italiano per perfezionarsi nell'arpa a Venezia; lì venne notata dal facoltoso industriale milanese della farmaceutica (di 30 anni più anziano) Renzo Ceschina che nel 1977 la sposò.

 

protesta contro valery gergiev a londra trafalgar square 11 maggio 2014

Cinque anni dopo però morì lasciando tutto alla Nagae che per anni finanziò artisti e musicisti. Dopo cause giudiziarie innescate dai parenti di Ceschina, durate decenni, i giudici divisero in quattro parti il patrimonio immobiliare. A Gergiev finirono una ventina di immobili a Milano, oltre 20 mila metri quadrati di proprietà, più altri tesori tra cui una villa in costiera amalfitana, con tanto di rovine romane e torre aragonese nel giardino e a Venezia palazzo Barbarigo a San Vio, il caffè Quadri e alcuni negozi di piazza San Marco.

Valerij Gergiev Teatro Mariinskij

 

A Milano possiede i prestigiosi palazzi in via Mercato 28 e via Arco 2 di recente ceduti e poi l'edificio di via Rovello 2, via Montello 10, via Castaldi 4, largo Gemito 3, via Fra Bartolomeo 9 e ancora via Plinio 33, viale Berengario 5-7, le villette di via Montebianco 4-6, via Riva di Trento 6-8-10, più 8 mila metri quadrati a Segrate, con affaccio sul laghetto Cava, e una enorme cascina-villa padronale trascurata in Alzaia Naviglio pavese 394/396. Alcune proprietà sono già vuote, altre hanno affittuari ma sono quasi tutte pronte per essere cedute, se gli interlocutori si presenteranno.

 

Putin Domingo Gergiev Netrebko

 Per quanto riguarda le altre porzioni del patrimonio Ceschina, diversi immobili hanno in sospeso cause giudiziarie per lo stato di trascuratezza in cui versano. Famoso quello in via Lamarmora 23, inutilizzato da tempo, ma anche il terreno in viale Puglie del mercatino domenicale - con diffida del Comune - al centro delle polemiche per la presenza di abusivi e il degrado che provoca. Fa capo allo stesso patrimonio immobiliare anche il «buco» in piazza Fontana, di fianco al Rosa grand Milano hotel.

 

2 - «NON È IL MOMENTO DELLA MUSICA» E NETREBKO POSTA FOTO CON GERGIEV

Pierluigi Panza per il “Corriere della Sera - ed. Milano”

Putin Gergiev Nikolsky

 

Dal primo atto, il caso Valery Gergiev, al secondo atto, il caso Anna Netrebko. Congedato il maestro russo, che non ha risposto alla lettera con la quale il sindaco e presidente del Teatro, Giuseppe Sala, gli chiedeva di prendere le distanze da questa guerra («non di abiurare il passato») siamo precipitati in pieno caso Netrebko. Il soprano russo, che ha inaugurato la stagione lo scorso 7 dicembre come Lady Macbeth, era attesa in calendario alla Scala il prossimo 9 marzo per una recita dell'opera «Adriana Lecouvreur» di Francesco Cilea.

 

PUTIN GERGIEV

Forse intendo che si andava verso un caso delicato, l'altro giorno, annunciando la rinuncia a Gergiev il sindaco Sala aveva aggiunto: «Il caso della Netrebko è diverso rispetto a quello di Gergiev, perché lei ha condannato la guerra». In effetti il soprano lo ha fatto su un social. Ma già dall'altra sera si era capito che le cose si mettevano male. Il soprano non si era presentato alle prove e aveva inoltre postato su Instagram un messaggio nel quale smentiva di essere malata (come attribuito da alcune fonti): si diceva in perfetta salute, ma che «is not coming» (non sta venendo).

 

Questo post faceva intendere di essere del tutto intenzionata a non cantare alla Scala e il teatro ne aveva subito preso atto. Ieri i messaggi del soprano, anch' essa come Gergiev ben medagliata da Putin, sono stati ulteriormente ambigui. Nella tarda mattinata aveva postato sul proprio Instagram sia una condanna contro «la insensata guerra di aggressione della Russia» che una foto che la ritraeva insieme al suo scopritore, Gergiev appunto.

Putin Gergiev Netrebko

 

Passate un paio d'ore, il soprano russo ha cancellato tutto rendendo, per altro, il sito inaccessibile. Poi una dichiarazione a giustificare il forfait: «Questo non è per me il momento di fare musica e di salire in palcoscenico. Ho quindi deciso per il momento di fare un passo indietro dai miei impegni artistici. È una decisione estremamente difficile per me ma so che il mio pubblico potrà capirla e rispettarla».

 

 In precedenza aveva fatto sapere: «In primo luogo sono contro questa guerra. Sono russa e amo il mio Paese ma ho molti amici in Ucraina e le sofferenze mi spezzano il cuore. Voglio che questa guerra finisca e che le persone possano vivere in pace. Questo è quello in cui spero e per cui prego. Voglio però aggiungere una cosa: forzare gli artisti o qualsiasi personaggio pubblico a fare sentire le proprie opinioni politiche e a denunciare la sua terra natale non è giusto. Dovrebbe essere una scelta libera», aveva aggiunto ricordando di «non essere una politica» «ma un'artista il cui scopo è unire le persone dove la politica le divide».

 

protesta contro valery gergiev a londra trafalgar square 11 maggio 2014.

La Scala, preso atto del forfait, ha pensato a come sostituirla. Al suo posto, come sarà annunciato formalmente oggi in conferenza stampa, sarà l'italiana Maria Agresta, che già era in cartellone per altre serate della stessa opera. Ma come se non bastasse la guerra si è rifatto vivo pure il Covid. Il cantante protagonista dell'opera, nel ruolo di Maurizio, ovvero Freddie De Tommaso, è risultato positivo al test e deve dare forfait pure lui. L'aspetto curioso è che nella «Adriana Lecouvreur» è previsto in scena anche il marito della Netrebko, il tenore Yusif Eyvazov che, per ora, non ha cancellato.

 

valery gergiev nel programma della scala

 Eyvazov, non è russo: è un tenore azero nato in Algeria e cresciuto nell'Arzebaigian (all'epoca Unione Sovietica), che vive a Mosca con la Netrebko e il loro bambino. Il direttore principale della Filarmonica, Riccardo Chailly, ha invece accettato di dirigere il concerto della Filarmonica previsto per lunedì 7 marzo, quello che prevedeva in cartellone Gergiev. Il concerto, fanno sapere l'orchestra e il maestro, «sarà dedicato alle vittime della guerra e in favore della pace». Il programma subisce, però, una variazione: la nuova locandina presenta il Concerto n. 3 in re minore op. 30 di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 Patetica di Pëtr Il'i ajkovskij.

 

protesta contro valery gergiev a londra trafalgar square 11 maggio 2014.

Confermata la presenza del giovanissimo solista Mao Fujita alla sua prima esibizione in Italia. Per completare la «deputinizzazione» della Filarmonica della Scala resta in ballo la nomina di Gergiev a «socio onorario», per ora non cancellata. Nessun problema, invece, per altri cantanti o ballerini russi che continueranno a partecipare alle rappresentazioni, anche insieme ad artisti ucraini. Quanto alla 23ma edizione della Triennale di Milano, invece, ci sarà il Padiglione della Ucraina, ma non quello della Russia. Lo ha deciso il presidente di Triennale, Stefano Boeri, che sui canali social ha dichiarato: «Stante l'attuale drammatica situazione in Ucraina causata dalla folle, violenta e ingiustificata aggressività dell'esercito russo è stato ritirato l'invito al Governo russo a partecipare con un proprio padiglione alla prossima Esposizione Internazionale».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....