mao hitler mussolini jfk

SESSO, DROGA E DEMEROL: L’ALLUCINAZIONE AL POTERE - DA HITLER A KENNEDY, SCHIAVI DELLE ANFETAMINE E DI MEDICI-PUSHER – STALIN E CHURCHILL, DUE ALCOLIZZATI. HITLER MISE UN MEDICO ACCANTO A MUSSOLINI PER CONTROLLARLO - SMODATO MAO, LA CUI TOTALE NONCURANZA VERSO LE PIÙ ELEMENTARI REGOLE DI IGIENE SI UNISCE A UN IRREFRENABILE APPETITO SESSUALE, SOSTENUTO DA UN ABBONDANTE USO DI AFRODISIACI E SOSTANZE PSICOTROPE – IL LIBRO

Luca Gallesi per “il Giornale”

 

hitler

Se è vero che, nelle democrazie parlamentari, «il potere logora chi non ce l' ha» (copyright Giulio Andreotti), questo non accade dove chi ha il potere deve comandare sul serio, come avviene nelle dittature e nelle repubbliche presidenziali. Sarà perché, come dimostra la gerontocrazia al potere in Italia, nei regimi parlamentari si tira spesso a campare, badando soprattutto a non logorarsi, la musica cambia quando, sia per senso di responsabilità sia per interessi personali, bisogna governare davvero, e allora il governante viene logorato, eccome!

 

Questa, almeno, è la conclusione a cui si arriva leggendo l' avvincente saggio di Tania Crasnianski Il potere tossico. I drogati che hanno fatto la storia, appena pubblicato da Mimesis (pagg. 240, euro 18), che svela la smodata passione per le droghe comune a molti statisti del secolo scorso, che nutrivano, inoltre, un' incondizionata fiducia nel proprio medico personale.

 

Tania Crasnianski cover

Scopriamo, infatti, che tutti i capi di Stato più importanti del Novecento hanno avuto al loro fianco un' ombra potente, il loro terapeuta, che aveva l' obbligo di farli resistere alle enormi pressioni imposte dal loro ruolo. Il problema è che, molto spesso, il medico oltrepassava il suo ruolo per diventare il confidente più fidato e il collaboratore più prezioso del Principe; in alcuni casi, come in quello di Adolf Hitler e soprattutto di J.F. Kennedy, lo specialista era disposto, addirittura, a diventare uno spacciatore di sostanze stupefacenti, oppure, come nel caso di Mao, si trasformava in procacciatore di giovani vergini da sacrificare all' insaziabile lussuria del grande Timoniere.

 

john fitzgerald kennedy e jackie

Nei vari capitoli scorrono i nomi di Lord Moran, Georg Zachariae, Theo Morell, Max Jacobson, Vladimir Vinogradov, Li Zhisui, personaggi che non dicono nulla neppure al lettore colto e appassionato di storia, pur essendo coloro che hanno incoraggiato, protetto o nascosto il lato debole, anzi oscuro, di Churchill, Mussolini, Hitler, Kennedy, Stalin e Mao, che in questo libro appaiono come dei deboli dipendenti da droghe, alcol e sesso, offuscati dall' ineludibile servilismo del loro cerchio magico.

 

Capitati per caso nelle stanze dei bottoni, quasi tutti i medici dei potenti non hanno resistito a scrivere un diario, che, sepolti i loro illustri pazienti, hanno impudicamente pubblicato. Hitler, dopo Stalingrado, sprofonda nella tossicodipendenza da anfetamine.

churchill

 

Peggio di lui è J.F.Kennedy, tanto che il suo spacciatore pardon, medico- Max Jacobson, alla fine verrà radiato dall' albo. Di Winston Churchill viene confermata la dipendenza dall' alcol, a cui affianca spesso e volentieri abbondanti dosi di antidolorifici e sedativi che ne aumentano il disturbo bipolare.

 

Mussolini, invece, per il suo medico, affiancatogli dal Fuehrer per controllarlo meglio, anche nei tragici giorni della disfatta rimane, «un uomo straordinario», al quale è bastato cambiare regime alimentare per tornare in forma. Stalin è l' incarnazione del dispotismo orientale, sanguinario e propenso a sbalzi di umore che l' abbondanza di vodka rende letali per chi gli si trovava intorno.

mao

 

Pétain è, ancora in età avanzata, dipendente dalle belle donne, mentre Franco non sa resistere ai peccati di gola, e, malato di Parkinson, eccede in dopamina. Indifferente, infine, a qualsiasi moderazione è Mao, la cui totale noncuranza verso le più elementari regole di igiene si unisce a un irrefrenabile appetito sessuale, sostenuto da un abbondante uso di afrodisiaci e sostanze psicotrope.

 

I figli dei fiori, con la rivoluzione psichedelica, insomma, non hanno inventato nulla; l' immaginazione, o meglio, l' allucinazione, al potere c' era già stata: sesso, droga e Demerol!

adolf hitler

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…