yacht bayesian palermo mike lynch

SI FA STRADA L’IPOTESI DELL’ERRORE UMANO COME CAUSA DELL’AFFONDAMENTO DEL VELIERO BAYESIAN A PALERMO - GLI SBAGLI DELL’EQUIPAGGIO E LA CHIGLIA MOBILE ALZATA (UNA CIRCOSTANZA CHE PORTA MENO STABILITA’ ALL’IMBARCAZIONE) - APERTA UN'INCHIESTA PER NAUFRAGIO COLPOSO. A BREVE GLI AVVISI DI GARANZIA. IL CAPITANO JAMES CUTFIELD (“LA TEMPESTA NON L'ABBIAMO VISTA ARRIVARE”) IN CIMA ALLA LISTA DEI POSSIBILI INDAGATI - GIOVANNI COSTANTINO, AD DI ITALIAN SEA GROUP CHE CONTROLLA PERINI NAVI (LA SOCIETÀ CHE HA COSTRUITO IL BAYESIAN NEL 2008) DICE CHE QUELLA DELL’ALBERO MAESTRO SPEZZATO È UNA BUFALA… - VIDEO

Giusi Fasano per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

yacht bayesian

Lui lo sa. Potrebbe finire tutto sulle sue spalle il peso di quel che è successo davanti a Porticello. James Cutfield, classe 1973, è il capitano neozelandese del Bayesian, il veliero affondato nella notte fra domenica e lunedì. Era lui a dare gli ordini, lui a stabilire se e dove fermarsi per la notte, lui a valutare se e quali pericoli presentava la situazione meteomarina. Quindi è lui il primo e il più importante dei pezzi sulla scacchiera delle indagini per capire perché il superyacht è colato a picco.

 

Ieri gli inquirenti, magistrati compresi, l’hanno sentito per due ore come persona informata sui fatti: il testimone più prezioso. Una fonte qualificata ci spiega che lui, come tutti gli altri superstiti fin qui sentiti dalla sola Guardia costiera, «non ha detto niente che ci abbia fatto saltare sulla sedia». La versione di base sarebbe quella della prima ora, peraltro non confermata ufficialmente. E cioè «la tempesta è arrivata all’improvviso, non l’abbiamo vista arrivare».

 

Le indagini

JAMES CUTFIELD, COMANDANTE DELLO YACHT BAYESIAN

Partendo da qui e dal resoconto del capitano sulle operazioni messe a punto da lui e dal suo equipaggio, chi indaga dovrà capire se e quali responsabilità possano essergli eventualmente contestate. L’inchiesta, aperta per naufragio colposo, per adesso è contro ignoti ma se si arriverà a iscrivere qualcuno nel registro degli indagati, il capitano Cutfield non può che essere in cima alla lista.

 

Una delle possibilità (al momento una mera ipotesi di indagine non contestata né a lui né ad altri) riguarda la valutazione della situazione meteomarina, e quindi del rischio. In sostanza: è stato considerato tutto come si sarebbe dovuto?  Finora nessuno dei 15 sopravvissuti, capitano compreso, è stato sentito con l’assistenza di un legale, quindi non risultano persone indagate. Va detto però che la Procura di Termini Imerese, guidata dal procuratore Ambrogio Cartosio, è da sempre molto abbottonata, quindi inutile chiedere conferme sulle dichiarazioni del testimone, su eventuali contestazioni formali, sul suo stato d’animo e sulla sua esperienza in mare.

 

affondamento dello yacht bayesian

Il fratello

Ma le notizie a volte fanno giri strani, e così si fa prima a saperne di più dalla Nuova Zelanda, dove vive la famiglia di Cutfield, originario di North Shore (Auckland). Suo fratello Mark, per esempio. La testata neozelandese «Nz Herald» riporta alcune sue dichiarazioni: un «marinaio esperto», lo definisce Mark. Che racconta delle regate di James in gioventù, e degli otto anni al comando di barche extra lusso.

 

(…)

 

 

NAUFRAGIO BAYESIAN

Da open.online

I primi avvisi di garanzia per il naufragio del Bayesian a Palermo sono attesi a breve. Perché ci sono da eseguire le autopsie sui corpi recuperati. La procura di Termini Imerese guidata da Ambrogio Cartosio valuterà in primo luogo la posizione del comandante James Cutfield. Mentre si fa strada l’ipotesi dell’errore umano come causa o concausa dell’affondamento.

 

LA TRAGEDIA DELLO YACHT BAYESIAN A PALERMO

E Giovanni Costantino, ad di Italian Sea Group che controlla Perini Navi (la società che ha costruito il Bayesian nel 2008) dice che quella dell’albero maestro spezzato è una bufala che danneggia l’azienda. E punta il dito sugli errori dell’equipaggio. Mentre lo scafo non ha falle, secondo i video del naufragio del 19 agosto alle 4 del mattino. Invece la chiglia mobile o retrattile (o deriva mobile) risulta sollevata.

 

 

 

La deriva mobile

I dati del costruttore dicono che la deriva mobile (il sistema che porta all’abbassamento della chiglia fino a 10 metri di profondità) in posizione sollevata è di 4,05 metri e in posizione discesa è di 9,83 metri. Tenerla abbassata porta a maggiore stabilità, tenerla sollevata crea problemi di stabilità alla barca. Dai primi rilievi la deriva era sollevata per la navigazione sottocosta. E questo può aver contribuito a rendere la barca meno stabile insieme alla forza del vento. C’è anche l’ipotesi che sia rimasto aperto il portellone di poppa, dove sono alloggiati tender e moto d’acqua.

il veliero bayesian poco prima di colare a picco davanti a porticello, palermo

 

Consentendo così l’allagamento dello scafo. Gli oblò e i boccaporti erano spalancati: sicuramente il Bayesian disponeva di un sistema automatico di chiusura che non ha funzionato o non è stato attivato. Costantino, che parla oggi in un’intervista al Corriere della Sera, dice che l’evento di Palermo avrebbe rappresentato rischio zero con le manovre corrette.

 

 

 

 

L’errore umano

E spiega: «Sono intervenute delle situazioni che hanno compromesso la stabilità della nave. Nei video si vede che la nave era all’ancora. A un certo punto l’ancora perde la presa e lei si sposta trascinata dal vento che la spinge prendendola in pancia. La spinge per 4 minuti che noi definiamo “di scarrocciamento”, la ruota e la pone nella posizione in cui è affondata. In questi 4 minuti — e mi assumo la responsabilità di quel che dico — la nave ha già preso acqua.

 

Perché lo dico? Perché dalle immagini video che tutti avete pubblicato si vede l’albero in verticale prima tutto acceso e poi spento, tranne la lampadina in testa che prende energia da una batteria». Secondo Costantino «bisognava blindare scafo e coperta chiudendo porte e portelli. Poi accendere i motori e tirare su l’ancora o sganciarla automaticamente, mettere la prua al vento e mandare giù la chiglia».

 

Il portellone di poppa e quello di sinistra

il veliero bayesian poco prima di colare a picco davanti a porticello, palermo

Costantino spiega anche che il portellone di poppa era aperto. Ma da solo non avrebbe potuto causare l’affondamento «perché è alto e dietro c’è una porta. Le indagini ci diranno se era aperta. Ma è ben più importante sapere se era aperto il portellone di sinistra, a cui si ormeggia il tender e da cui salgono e scendono gli ospiti, che è molto più pericoloso. E attenzione: averlo trovato chiuso, sul fondale, non vuol dire che lo fosse. Perché se la Bayesian, come pensiamo, è affondata in verticale la pressione dell’acqua può averlo chiuso: tutto verificabile». L’idea di Italian Sea Group, spiega La Stampa, è che lo scafo ha imbarcato acqua a poppa, così è stato piegato ancora di più dalle raffiche di vento. Poi ha continuato ad imbarcare acqua finché non è andato a fondo.

 

La chiglia alzata e l’albero maestro

l ultima foto scattata dallo yacht bayesian

Il navigatore di Cagliari Andrea Mura con Repubblica è ancora più chiaro: «La notte del tornado il Bayesian aveva la deriva alzata e magari anche il tambuccio, l’ingresso per scendere nelle cabine, aperto per rinfrescare l’interno. È possibile anche che gli oblò si siano spaccati quando il fianco della nave si è piegato e che il portellone di poppa che ospita il gommone di servizio non fosse chiuso. L’acqua così entra a centinaia di litri al secondo».

 

E si fa una domanda: «Perché in una notte di maltempo, con ospiti a bordo che non sono marinai, ma gente in vacanza, non resti in porto? Perché passi la notte in rada sapendo che, bene che vada, non chiuderai occhio per controllare ancora e meteo? Forse i marinai del Bayesian hanno peccato di eccesso di sicurezza. Magari pensavano che una barca così bella reggesse tutto».

YACHT BAYESIANmike lynch 2 giovanni costantinoL AFFONDAMENTO DELLO YACHT BAYESIAN A PALERMO

 

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...